Vai al contenuto

‘Phil Hellmuth è un arrogante, ma sa quello che fa’

Jonathan Little è fra i giocatori di vertice che naturalmente non potevano mancare alle World Series Of Poker: lo statunitense ha recentemente tenuto un seminario assieme a Phil Hellmuth sul Main Event WSOPE che ha vinto, ed ha un’idea precisa a proposito di un personaggio tanto discusso come “The Poker Brat”.

“E’ una persona un po’ arrogante, piena di sé – ha dichiarato a Thomas Keeling – ma quando gioca a poker sa esattamente cosa sta facendo e perché lo sta facendo. E’ in grado di intimorire le persone, e di manipolarle inducendole a fare quello che lui vuole facciano, magari utilizzando puntate di grandezza differente. Penso che questa sia anche una delle ragioni per cui non venga preso troppo seriamente dai grinder online, ma dietro ad ogni sua decisione c’è sempre un motivo”.

I due non potrebbero essere più diversi evidentemente, eppure Little sembra comunque averne il massimo rispetto: “Le sue strategie possono non essere ottimali se messe in pratica da altri giocatori, ma spesso funzionano per lui in quanto ha un’incredibile capacità di lettura degli avversari, e quindi è in grado di fare dei grossi call o fold, spesso avendo ragione”.

Bonus poker online
Scopri tutti i bonus di benvenuto

Little, che è anche prossimo a far uscire un proprio libro dedicato al cash game, pur concentrandosi sempre in modo deciso sul poker ha cominciato a coltivare anche dei “business paralleli”, che gli consentono di avere delle entrate sicure ed indipendenti dai risultati ottenuti al tavolo verde, per loro stessa natura decisamente oscillanti: “In questo modo posso lasciarmi alle spalle la pressione quando vivo un downswing, e concentrarmi sul gioco così da poter fare del mio meglio, sapendo che se anche le cose non vanno bene sono in grado di sostenermi finanziariamente”.

Nonostante questo, “FieryJustice” non ha alcuna intenzione di svestire i panni del giocatore professionista, un ruolo che riveste ormai da diversi anni ma che non sembra averlo ancora stancato: “Tengo gli occhi aperti, e nel caso in cui trovi delle occasioni interessanti cerco di non lasciarmele sfuggire. Già adesso per un paio di settimane al mese mi dedico a cose differenti rispetto al poker giocato, ma in ogni caso ho intenzione di rimanere un giocatore anche in un’ottica di lungo periodo”.

Il chiodo con cui vorrà appendere le proprie carte, insomma, ancora non è stato fuso…