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Dario Sammartino e il suo PLO “Devo molto ad Alioto, ma ora ho un gioco alla Sarri…”

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03/04/2017 16:30

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Dario Sammartino

Dario Sammartino

La cosa più ovvia che si possa chiedere a un genio è quella di sorprendere. Dunque, da buon “madgenius”, a Dario Sammartino tutto ciò pare riuscire con estrema naturalezza.

Vederlo vincere il più importante torneo domenicale online di Pot Limit Omaha al mondo, due settimane fa, aveva destato un certo stupore. Vederlo centrare il bis dopo appena due settimane – e per giunta contro un mostro come Isildur1 – rende assolutamente indispensabile sentire cosa stia succedendo nel mondo di Dario.

Lo becchiamo quando a Macao è quasi ora di cena e non c’è al momento un impegno impellente nel PokerStars Championship in corso da quelle parti.

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4 carte, tanti “amici-coach”, un madgenius: è PLO Sarri-style

“Eh, mi sa che ho trovato il mio gioco”, esordisce ridendo Dario Sammartino. Sa già, però, che dopo due successi come questi la domanda è per molti versi seria: “Mi mi sono messo a studiare Omaha? Beh sai come sono fatto, non ho mai studiato nulla che fosse solo “in teoria”. Il mio è uno studio che avviene giocando e confrontandomi con i miei amici.”

In questo caso non si tratta di amici qualunque, ma della crema del poker mondiale con cui Dario ha la fortuna e il privilegio di confrontarsi quasi quotidianamente: “Vedere giocare Benny Spindler o Bryn Kenney mi è servito molto, ad esempio, ma anche Pasquale “sharkgus” Gregorio mi ha aiutato a comprendere meglio il gioco, quando ci siamo trovati insieme a Las Vegas.”

Una foto ricordo dell'anno scorso a Las Vegas: da sinistra si riconoscono Andrea Dato, Pasquale Gregorio, Pasquale Grimaldi, Dario Alioto, Federico Butteroni e Dario Sammartino

Una foto ricordo dell’anno scorso a Las Vegas: da sinistra si riconoscono Andrea Dato, Pasquale Gregorio, Pasquale Grimaldi, Dario Alioto, Federico Butteroni e Dario Sammartino

Tuttavia, il nome più importante nell’apprendimento del PLO per Sammartino è un altro: “Chi mi ha aiutato più di tutti a capire il gioco è stato Dario Alioto, anche se giochiamo in maniera molto diversa: il suo è uno stile più conservativo, io invece sembro un po’ il mio Napoli che va sempre all’attacco. “

Tornei come il Sunday Grand PLO sono un must per Dario Sammartino, per via di un buy-in (1.050$) proibitivo per la stragrande maggioranza dei giocatori online, ma anche come diversivo mentre ci si trova in trasferte lunghe e impegnative come quella di Macao.

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“Il boicottaggio? Non si è visto, Macao top tappa”

A proposito, vista l’aria di guerra nei confronti di PokerStars da parte di molti top player che volevano boicottare la tappa PSC di Macao, la domanda è d’obbligo e la risposta è altrettanto netta: “Il boicotaggio? Forse ci saranno altre occasioni, ma qui assolutamente non c’è traccia di nulla. Anzi, ti posso dire che fino ad ora il 50k  è stato il super high roller più EV+ che abbia giocato quest’anno: field semplice e pieno di cinesi. Poi ok, per me e Musta non è andata bene ma questo non sposta una virgola sulla valutazione del torneo, anzi sono fiducioso che possiamo rifarci domani nel 25k.

In generale, posso dire che quella di Macao è finora di gran lunga la tappa più riuscita di questo nuovo circuito.”

 

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Non solo tornei high roller…

Macao oggi significa PokerStars Championship, ma in generale è sinonimo di cash game, quello bello “ciccioso”. Dario conferma: “Sì, ho la fortuna di avere un po’ di amici in Asia, e grazie a loro ogni tanto riesco a giocare delle partite private molto molto vantaggiose…”