Chi segue il poker da tanto tempo non può non ricordare l'heads-up nel 2007 all'EPT Dortmund tra Andreas Høivold e il nostro Cristiano Blanco. La vittoria in Germania di Andreas nel circuito europeo lo ha reso un personaggio molto conosciuto nelle poker room europee e non solo.
Purtroppo, Andreas ci ha salutato il 17 giugno per una terribile malattia, ma la notizia è stata resa pubblica solo poche ore fa.
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Andreas Høivold: giocatore forte e ragazzo vero
Negli anni d'oro del poker è stato un'icona empatica del texas hold'em scandinavo, sempre sorridente e positivo ai tavoli televisivi e nelle interviste con i media. Anche lontano dalle luci delle telecamere, è stato sempre così, non era un personaggio finto o costruito, bensì una persona aperta, sempre disponibile con i blogger e con gli altri giocatori.
L'ultima volta che l'ho iincrociato è stato al Casinò Portomaso di Malta per il Malta Poker Festival. Negli ultimi anni aveva giocato soprattutto il Battle of Malta e il Norvegian Poker Championship che aveva vinto proprio due anni fa a Bratislava.
Il suo sorriso sincero ci accompagnerà nel suo ricordo. Purtroppo quel sorriso si è spento il 17 giugno. Andreas è morto a soli 53 anni. Una grave malattia se l'è portato via, già da diverso tempo i familiari e i medici erano rassegnati al tragico epilogo.
Da Sunderland a Kristiansand, la rotta di un norvegese atipico
La sua storia comincia dove meno te l'aspetti. Nato a Sunderland, in Inghilterra, nell'ottobre del 1972, Høivold ha però respirato per quasi tutta la vita l'aria del sud della Norvegia, a Kristiansand. Si definiva un fiero norvegese (ma con il passaporto britannico nel cassetto).
Il poker arriva tardi nella sua vita ma in modo serio. È il 2006 quando decide di diventare professionista: ha trentaquattro anni, l'età in cui molti appendono le carte al chiodo. Lui, invece, le prende in mano per davvero, in particolare nell'European Poker Tour e alle WSOP.
Nel giro di pochi mesi diventa un habitué dei circuiti internazionali quando il poker era molto seguito anche in televisione anche in Europa. Un viso familiare da Las Vegas alle capitali europee. Uno di quelli che, quando si siedono, gli altri al tavolo riconoscono.

Dortmund 2007: la vittoria che cambia tutto
Poi arriva la notte che lo consegna alla storia del poker scandinavo. Quella notte gli appassionati italiani tifavano contro di lui e speravano che il giornalista sportivo arrivato da Roma ci regalasse la prima picca tricolore della storia. Purtroppo non avevamo fatto i conti con Andreas.
Nel 2007 Høivold vince il Main Event dell'European Poker Tour di Dortmund proprio contro Cristiano Blanco, in quel momento l'EPT è il circuito che stava ridisegnando il poker del Vecchio Continente. In palio una cifra che resterà la più alta della sua carriera: 672.000 euro.
Da quel momento, Høivold non è più soltanto un giocatore. È un personaggio. E i personaggi, nel poker degli anni Duemila, finiscono dritti in televisione.
Il volto perfetto per le telecamere
Era nato per quello. La sua personalità solare, il modo disteso di stare al tavolo, lo rendevano l'ospite ideale dei grandi show televisivi dell'epoca.
Lo si vedeva di frequente a Late Night Poker e al Poker Million, nei salotti che a metà anni Duemila trasformavano il gioco in spettacolo. Già nel 2006 aveva chiuso terzo al Poker Million V, incassando 250.000 dollari.
Il poker, per lui, non era mai solo matematica. Era empatia, racconto, presenza, sorriso davanti all'obiettivo.
Vegas, le World Series e quel titolo sfiorato
Poi c'era il sogno americano, c'era l'America. Le World Series of Poker di Las Vegas.
Høivold le frequentava con costanza e con discreto successo, con 20 in the money. Una bacheca solida la sua.
La gloria vera in Nevada però non arriva mai. L'unico final table che lo poteva proiettare al bracciale alla fine consegna a Andreas il sesto posto nel $3.000 No-Limit Hold'em Shootout delle WSOP 2015: la corsa interrotta a un soffio dal sogno.
Ci ha pensato il suo paese a riconoscergli ciò che il deserto del Nevada gli aveva negato: nel 2016 la Norwegian Poker Association lo inserì nella propria Hall of Fame.
Il braccio al collo e l'ultima vittoria
Nel marzo 2024 diventa per la terza volta campione nazionale norvegese. Høivold mancava dai campionati da un paio d'anni, e quella volta conquistò il Seniors Event con il braccio sinistro al collo, dopo un incidente in monopattino elettrico.
Si presentò comunque. Vinse. Era quel tipo di giocatore, quando si parlava di poker non mollava mai.
Di recente aveva ordinato un nuovo passaporto e stava organizzando diversi viaggi. Faceva progetti. Guardava avanti ma purtroppo il destino gli ha teso un brutto scherzo.
L'ultima mano
Nel poker c'è sempre una mano che non si vede arrivare. Quella che ribalta il tavolo quando sei convinto di avere ancora tutto il tempo del mondo.
A 53 anni, Andreas Høivold ci ha dovuto lasciare. Assopoker esprime le più sentite e sincere condoglianze alla famiglia e agli amici, e a quel cordoglio si unisce idealmente l'intera comunità del poker europeo.
Restano tanti ricordi, resta il suo sorriso e le serate passate a guardarlo giocare in tv. Resta Dortmund, resta il braccio al collo, resta una carriera giocata sempre fino all'ultima carta.
Perché certe partite non le decidi tu. Ma puoi scegliere come sederti al tavolo. E lui ha scelto di farlo sorridendo, sempre, fino alla fine.

