Se nel poker esiste il concetto di giocatore "on fire", in questo momento ha un nome e un cognome: Klemens Roiter. Tre vittorie in tre High Roller tra Barcellona e Jeju alle Triton Series nell'arco di appena 18 giorni. Nel mezzo anche un secondo posto e un altro piazzamento a premio: è il recente score del player di Vienna.
Roiter, l'high roller della porta accanto
Fisico asciutto, capelli spettinati, barba corta, occhiali rotondi e l'immancabile felpa: Klemens Roiter sembra più uno studente di informatica che uno dei giocatori più pericolosi degli High Roller mondiali. E forse l'apparenza non inganna del tutto. L'austriaco appartiene alla generazione cresciuta a pane, solver e GTO: un giocatore analitico, metodico e aggressivo, capace però di abbandonare la teoria quando individua un punto debole nell'avversario. Non cerca necessariamente la giocata da copertina: studia stack, posizione, range e avversario, una mano dopo l'altra.
Come lui stesso ha amesso, si trova molto bene nel giocare nei tv table (anche quella è una qualità nel poker nel 2026).
Chi è Klemens Roiter
A questo punto parlare semplicemente di "momento positivo" rischia però di essere riduttivo. Roiter è diventato negli ultimi anni uno dei protagonisti del circuito High Roller internazionale e ha ormai superato i 15 milioni di dollari di vincite lorde nei tornei live.
Il salto di qualità è stato evidente soprattutto dal 2025 in poi, quando l'austriaco ha iniziato a collezionare risultati milionari nei field più difficili al mondo. Triton, WSOP ed EPT High Roller significano affrontare continuamente una percentuale altissima dei migliori torneisti del pianeta.
E Roiter ormai sembra essersi stabilizzato proprio a quel livello. È il classico pokerista dell'era degli algoritmi con l'aspetto del ragazzo che potrebbe aggiustarti il computer. Solo che nel frattempo ha cominciato ad aggiustare i conti dei migliori giocatori del mondo.
Roiter è essenzialmente un prodotto della scuola moderna GTO/solver, e lui stesso lo ammette apertamente.
Il player-solver
In una lunga intervista ha spiegato che prima dell'arrivo dei solver faceva molta più fatica a comprendere determinate strategie. I software gli hanno invece consentito di visualizzare meglio le situazioni e costruire conclusioni più precise. Arriva a definirsi uno dei giocatori che hanno maggiormente beneficiato dell'"era dei solver". Questo però non significa che giochi come un robot.
La sua filosofia è piuttosto: base matematica, GTO molto solida ma è bravo anche a adattarsi all'avversario. Nel caso contrario, a quei livelli (stiamo parlando di top mondiali) non puoi mai competere.
Il suo approccio con tutti va in direzione GTO ma quando dispone di informazioni sufficienti su un avversario, è disposto ad allontanarsi dalla soluzione standard per sfruttarne gli errori.
Aggressivo, ma soprattutto estremamente razionale
Lo si può definire un giocatore tecnico, equilibrato e aggressivo, più che un aggressivo puro. Non è il classico giocatore spettacolare che cerca continuamente la giocata fuori dagli schemi. La sua forza sembra stare soprattutto nella precisione delle decisioni, nell'interpretazione delle dinamiche del gioco in base agli stack e nella capacità di adattarsi alle diverse fasi del torneo.
Ed è interessante ciò che ha detto proprio dopo la vittoria Triton di Jeju.
Roiter ha spiegato che non ragiona in termini di "questo avversario ha uno stack profondo quello è indietro". Cerca invece di mutare il suo approccio strategico una mano alla volta, perché continuamente cambiano stack, posizione e situazione. La domanda che si pone è sostanzialmente: qual è il modo migliore di giocare questo stack, da questa posizione, contro questo avversario?
Un giocatore particolarmente forte nell'ICM
Un'altra caratteristica che sottolineerei è la sua preparazione nelle fasi avanzate dei tornei.
Roiter è anche coach e nei suoi contenuti didattici lavora molto su ICM, Future Game Simulation, costruzione dei range e dinamiche degli High Roller, comprese le particolarità dei tornei Triton.
Per chi fosse nuovo nel poker, per ICM intendiamo Independent Chip Model ed è un modello matematico utilizzato soprattutto nei tornei di poker per trasformare il valore delle chips di un giocatore nel loro valore monetario atteso.
Non sorprende quindi la quantità di deep run che sta accumulando.
È inoltre un giocatore versatile: NLHE soprattutto, ma anche PLO, variante nella quale ha ottenuto risultati importanti. Nel marzo 2026, per esempio, è arrivato terzo nel $100.000 PLO Main Event Triton di Jeju per $833.000.
Da gamer al poker mondiale
Una curiosità: da ragazzo non era particolarmente appassionato di giochi di carte: spendeva le sue giornate soprattutto con una console e titoli come Counter-Strike. Scoprì l'Hold'em grazie a una partita casalinga organizzata da un amico e racconta che fu sostanzialmente amore a prima vista.
La carriera professionistica, però, non arrivò immediatamente. Nel 2016, durante una festa a Vienna, conobbe alcuni fortissimi professionisti tedeschi e chiese a uno di loro di coacharlo.
Per altri cinque anni continuò comunque a svolgere un normale lavoro, lasciandolo soltanto quando costruì un bankroll sufficiente per mantenersi attraverso il poker.
Roiter è per formazione e percorso diverso dai tanti enfant prodige dell'online.
Roiter on fire!
Il professionista austriaco sta vivendo un periodo straordinario nei tornei live internazionali e l'ultimo successo è arrivato in Corea del Sud, nel confronto con gli High Rollers meno money scared di tutto il pianeta: le Triton Super High Roller Series di Jeju, dove Roiter ha conquistato l'evento $20.000 NLH 8-Handed incassando 771.000 dollari.
Un successo particolarmente significativo perché, nonostante i tanti risultati ottenuti nel circuito, Roiter non aveva ancora conquistato un titolo Triton. Il ragazzo è caldo, anzi caldissimo. La vittoria arriva al termine di una sequenza impressionante iniziata poche settimane prima all'EPT di Barcellona.
Due vittorie a Barcellona, poi le Triton
La striscia è iniziata il 19 agosto in Catalogna. Roiter ha vinto il €25.000 NLH dell'EPT Barcellona portandosi a casa €266.030, circa $310.000.
Sei giorni più tardi è andato vicinissimo al bis: secondo posto in un altro €25.000 High Roller, con un premio da €30.012 per un field molto short. Ma il suo saccheggio spagnolo non si ferma qui.
Il 29 agosto l'austriaco ha vinto il €10.200 NLH 6-Handed, aggiungendo altri €94.600 al suo bottino.
Poi il trasferimento dalla Spagna alla Corea del Sud e, il 6 settembre, il risultato più importante di questa incredibile sequenza: primo posto nel $20K Triton di Jeju e $771.000. Ha battuto in heads-up l'argentino Alejandro Lococo.
Il bilancio parla da solo: tre tornei vinti in 18 giorni, più un secondo posto.
Una striscia che gli ha fruttato complessivamente oltre 1,2 milioni di dollari in premi. Considerando anche il successivo piazzamento da $43.500 nel $25K Triton, il bottino della sua trasferta Barcellona-Jeju si avvicina ulteriormente agli $1,3 milioni.
Quest'estate, nell'evento high roller da $25.000, è arrivato al final table alle WSOP chiudendo al settimo posto.
Il tabù Triton finalmente sfatato
La vittoria di Jeju ha inoltre un significato particolare. Roiter era arrivato 11 volte a un final table Triton senza riuscire a vincere un torneo.
Una sorta di maledizione per un giocatore che ormai frequenta stabilmente i tornei più costosi e competitivi del circuito mondiale.
Nell'isola coreaa di Jeju il tabù è finalmente caduto. Nel $20.000 NLH 8-Handed si sono registrate 225 entries, per un montepremi complessivo da 4,5 milioni di dollari.
In heads-up Roiter ha dovuto affrontare l'argentino Alejandro "Papo MC" Lococo, che aveva letteralmente dominato il tavolo finale eliminando cinque avversari.
Questa volta, però, l'ultima parola è stata dell'austriaco. Primo posto e $771.000, mentre Lococo si è dovuto accontentare della seconda posizione.
E adesso arriva il torneo da $200.000
La sua avventura a Jeju, inoltre, non è affatto terminata. Il prossimo grande appuntamento è l'evento pricipe: il $200.000 Triton Invitational, in programma il 12 settembre.
Un torneo particolare, nel quale professionisti e recreational/VIP si ritrovano inizialmente separati prima che i field vengano riuniti. C'è da dire che in questo torneo i pro si scambiano o vendono quote per mitigare il rischio. Stiamo parlando dei giocatori più forti del pianeta che hanno finanziatori alle spalle importanti.
Roiter ci arriverà probabilmente come uno dei giocatori più in forma dell'intero field: tre vittorie High Roller in 18 giorni sono già qualcosa di più di una semplice heater. Sono il segnale che Klemens Roiter è entrato definitivamente nell'élite del poker mondiale.
Gioco responsabile
Vi invitiamo a fare una riflessione seria sulle cifre e le vincite riportate in questo articolo. Tutto è relativo e riguarda uno dei principali giocatori mondiali. Molto spesso, players con questo talento vengono finanziati da altri giocatori o investitori e giocano rischiando solo una percentuale del buy-in che si possono permettere. Ma tutto questo denaro non devi farvi perdere il focus sulla realtà e sul reale valore dei soldi.
Il concetto del poker è proprio questo: è un gioco di lungo periodo e bisogna essere responsabili, usare la testa e spendere ad ogni torneo solo una percentuale minima nelle proprie risorse (quello che i pokeristi chiamano bankroll).
L'importante è divertirsi, anche giocando per pochi euro, l'essenza del poker è la competizione con persone che dispongono delle nostre stesse risorse e capacità. Usate sempre la testa ai tavoli e siate responsabili.