Per Germano Martucci, Customer Acquisition Director di PokerStars Italy, il Sunday Million Live è stato anche una questione personale. Lo racconta nell’intervista ad Assopoker, ripercorrendo la nascita del progetto e il lavoro necessario per portarlo a Campione d’Italia. Fino al momento in cui il contatore delle iscrizioni ha confermato il raggiungimento del garantito e la prima cosa da fare è stata chiamare a casa.
Il Sunday Million è uno dei tornei simbolo di PokerStars e del poker online: un appuntamento conosciuto per il suo montepremi garantito milionario, capace di richiamare migliaia di giocatori. Anche sulla piattaforma italiana viene proposto in edizioni speciali con un milione di euro garantito.
Il Sunday Million Live di Campione ha portato per la prima volta questo torneo dal vivo in Italia, con un buy-in da 250€ e una formula ibrida. I giocatori potevano iniziare da casa, attraverso tre Day 1 online su PokerStars a settembre, oppure scegliere uno dei sei Day 1 live disputati a Campione tra il 2 e il 9 ottobre. Su Assopoker abbiamo seguito l’avvicinamento al torneo e raccontato, giorno dopo giorno, l’affluenza a Campione. Con oltre 5.200 iscrizioni e il garantito superato, il bilancio è quello di una delle operazioni più riuscite degli ultimi anni nel poker live italiano.
I qualificati dei due percorsi si sono poi ritrovati al Day 2 live del 10 ottobre, tutti a Campione con gli stack accumulati nella prima giornata.
L’idea per i 25 anni di PokerStars: un milione garantito con 250€ di buy-in
Il punto di partenza è stato il 25° anniversario di PokerStars. L’obiettivo, spiega Martucci, era celebrare la ricorrenza con qualcosa di speciale, sperimentando anche una formula nuova. Il Sunday Million aveva già un nome riconoscibile e una storia: l’idea era farlo diventare un’esperienza da vivere anche dal vivo.
Sul tavolo c’erano due possibilità. La prima era organizzare un torneo live più tradizionale, con un buy-in più alto e un milione garantito. La seconda prevedeva di mantenere l’iscrizione a 250€ e permettere ai giocatori di affrontare la prima giornata anche online. Una scelta che allargava il pubblico potenziale, ma rendeva molto più complessa l’organizzazione.
«Abbiamo scelto la strada più impervia: Il rischio era chiaro fin dall’inizio, così come la prospettiva: riuscire a far funzionare l’esperimento avrebbe significato costruire un format da poter riproporre.»
Le riunioni, il regolamento e le buste rosse
Una volta scelta la formula, bisognava farla funzionare. Martucci parla di riunioni e confronti continui per affrontare gli aspetti legali, amministrativi e logistici, cercando di prevedere i problemi prima che si presentassero. Unire due percorsi di qualificazione diversi richiedeva procedure che un normale torneo live non avrebbe avuto bisogno di adottare.
L’esempio più visibile erano le buste rosse con gli stack dei qualificati online, distinte da quelle di chi aveva giocato a Campione. Dietro quel dettaglio c’erano regole specifiche e un obiettivo comune: fare in modo che, al Day 2, tutti potessero proseguire il torneo senza difficoltà legate alla propria provenienza. Riunire un field online e uno live significava coordinare la gestione degli stack, la progressione dei blinds e la struttura del torneo, garantendo condizioni coerenti per tutti i qualificati.
Gli ostacoli sono stati numerosi, racconta Martucci, ma non ricorda un momento in cui abbia pensato di rinunciare.
«C’è un problema, troviamo il modo di risolverlo. Quindi non è stato mai “questa cosa non si può fare”, altrimenti non avremmo neanche iniziato».
Germano Martucci, Customer Acquisition Director di PokerStars Italy, al Sunday Million Live di Campione d’Italia.
Il contatore delle iscrizioni e l’emozione del garantito raggiunto
Arrivati a Campione, l’attenzione si è spostata sulle iscrizioni. Martucci racconta di giornate e notti passate a controllare il contatore sull’app di PokerStars Live. L’attesa ha coinvolto tutto lo staff, tanto che prima di ogni flight ciascuno provava a indovinare quante entries avrebbe prodotto la giornata.
Per l’ultimo Day 1 servivano ancora 746 iscrizioni per coprire il garantito. I risultati dei giorni precedenti avevano reso il gruppo più fiducioso e Martucci aveva pronosticato 1.111 ingressi. Il dato finale sarebbe stato ancora superiore: 1.319 entries nel Day 1F e 5.213 complessive, per un montepremi di 1.119.853€.
Prima dei numeri definitivi, però, c’è un momento che gli è rimasto impresso: quello trascorso davanti al monitor, aspettando l’iscrizione che avrebbe certificato il raggiungimento dell’obiettivo.
«Mi sono un po’ emozionato. Ho chiamato subito a casa mia moglie e poi mio papà, perché volevo condividere con loro questo momento».
Germano Martucci
E Germano strizza un occhio anche al suo passato da giocatore. Quando guarda gli altri seduti ai tavoli, ammette, un po’ di voglia di essere al loro posto rimane. Questa volta, però, la soddisfazione arriva dall’altra parte della sala: «Oggi mi sento come se l’avessi vinto il torneo».
Il ritorno dei giocatori e un format da riproporre
Nel bilancio di Martucci trova spazio anche il pubblico incontrato a Campione. Tra i partecipanti c’erano persone che non giocavano un torneo live da dieci anni e che nel frattempo avevano continuato a frequentare soprattutto i tavoli online. Il Sunday Million è diventato l’occasione per tornare a sedersi dal vivo.
È un segnale che Martucci interpreta con ottimismo: «Il poker in Italia, sia live che online, è vivo e vegeto». Nell’intervista arriva a parlare di un «nuovo rinascimento», al quale formule come questa possono contribuire riportando in sala vecchi appassionati e avvicinando nuovi giocatori.
L’esperienza di Campione lascia anche una possibilità per il futuro. Una volta perfezionati i meccanismi e affrontate le difficoltà emerse in questa edizione, secondo Martucci il format potrebbe essere replicato in Italia e all’estero.
Il messaggio con cui chiude l’intervista è quello che riassume la fiducia nel progetto: «Tutto è possibile».