Gioco legale e responsabile

Business

Donald Trump e il poker online: “è arrivato il momento di regolamentare il mercato come avviene in tutto il mondo” ma…

Donald Trump ha sconfitto tutti, oltre a Hillary Clinton, ha sconfessato i media ed ha piegato le resistenze interne del suo schieramento politico che ha fatto di tutto per osteggiarlo. Ed è proprio dai futuri equilibri del Partito Repubblicano che deve leggersi il futuro dell'industria del gioco online negli USA e non solo. I suoi rapporti con il Congresso e con Sheldon Adelson saranno cruciali sulle prospettive della regolamentazione del poker in tutti gli Stati.

Scritto da
09/11/2016 16:45

4.097


Donald Trump, nuovo presidente degli Stati Uniti, ha un rapporto controverso con l’industria del gaming: si è arricchito lanciando i suoi due casinò ad Atlantic City negli anni 90′, spalmando i debiti dei suoi investimenti sugli azionisti prima di cedere questi asset.

In Nevada possiede degli hotel ma non dispone di una licenza per il gioco ed i maligni sono convinti che fino ad ora il Gaming Board dello stato gli abbia negato (in modo informale) questa possibilità a causa proprio delle vicende negative legate al New Jersey, ma non solo. Sappiamo che in Nevada, la lobby formata da Caesars e MGM è potentissima ed è stata schierata sempre a favore del partito democratico.

trump-adelson

Donald Trump e Sheldon Adelson: rivali nel business e all’interno del partito repubblicano ma pur sempre con dei legami comuni

Trump e il poker online

Trump però ha degli interessi diretti nel poker online e prima di iniziare la campagna elettorale ha dichiarato più volte a gran voce: “è arrivato il momento per gli USA di riconoscere il gioco online come avviene in tutti i paesi del mondo”.

Grazie al suo amico finanziere di Wall Street Marc Lasry ha creato con 888Poker la rete All American Poker Network, piattaforma legale del gioco online in New Jersey ed autorizzata anche in Nevada.

Per la prima volta arriva alla Casa Bianca il proprietario di un network dell’online. Facile pensare ad una prossima legge federale sull’e-gaming, la realtà delle cose però è ben diversa dalle apparenze.

Se fosse regolamentato il gambling su internet negli States, per Trump ed 888 (primo casinò online mondiale prima del 2006 e dell’approvazione dell’UIGEA) sarebbe un bel business. Ma non sarà una strada semplice da percorrere.

Speciale USA 2016: come la Casa Bianca ha condizionato la storia del poker!

La centralità del Congresso

Prima di tutto i poteri del presidente degli Stati Uniti, da un punto di vista costituzionale, non sono così forti come spesso i media e l’opinione pubblica descrivono. L’inquilino della White House gode di poteri illimitati solo in caso di crisi.

La figura centrale dell’assetto costituzionale degli USA è il Congresso che nei prossimi anni sarà controllato da una maggioranza repubblicana che non seguirà per forza le indicazioni della vecchia volpe rossa. I contrasti tra il Presidente e il Partito sono evidenti.

Speciale USA 2016: quando Assopoker ha consigliato le scommesse vincenti su Trump

Il rapporto freddo con Adelson

Grande influenza all’interno del partito ce l’ha uno dei rivali di Trump: Sheldon Adelson. Il proprietario di Las Vegas Sands ha finanziato la campagna presidenziale per 25 milioni di dollari (all’inizio dovevano essere 100 milioni), pur schierandosi nelle primarie contro il nuovo presidente degli Stati Uniti. Il fine di Adelson è uno: impedire l’espansione del gioco online, a vantaggio dei suoi interessi (casinò terrestri).

Il rapporto tra i due è a dir poco ambiguo ma è molto probabile che, a seguito delle primarie, sia stato raggiunto un accordo perché Adelson ha staccato per l’ennesima volta il mega assegno a favore del suo partito. Anche se Trump ha rotto con il Gop (i vertici) ed ha rifiutato nell’ultimo periodo il sostegno finanziario del suo schieramento. Quindi il suo rapporto con il boss di Las Vegas Sands è ancora tutto da scoprire.

Speciale USA 2016: le scommesse su Trump e Clinton

Prospettive dell’e-gaming statunitense e il Grande Vecchio

In tutti i casi, con un Congresso a maggioranza repubblicana, ci sono poche speranze per la regolamentazione federale. Nei prossimi 4 anni saranno cruciali le evoluzioni politiche interne di stati come California e New York.

Certo, avere un alleato così nella stanza ovale non è cosa da poco per l’industria, ma anche di Obama era stato presentato come un appassionato pokerista e poi sappiamo tutti come è finita, con il Black friday che ha spazzato via tutto. Non sottovalutate il Grande Vecchio. Sheldon Adelson continuerà ad opporsi al processo di legalizzazione, con l’alleanza strategica delle leghe sportive professionistiche americane, ad iniziare da NFL ed NBA che finanziano il partito.

Tu cosa ne pensi? Lascia il tuo commento