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Alexander Fitzgerald

Alex Fitzgerald, svela tutto su Assassinato: "ho iniziato con $50 in prestito, il vantaggio di crescere poveri"

In un'intervista esclusiva a Pokernews, Alex "Assassinato" Fitzgerald ha raccontato la sua storia appassionante in un podcast fiume di quasi 3 ore. Abbiamo raccolto le chicche più interessanti per voi.

Alexander Fitzgerald

Bankroll

"Ho iniziato a giocare con un bankroll di $50 dollari presi in prestito" e il resto è storia...

La palestra del cash game 6-max

Alex ha detto che la migliore palestra per lui è stata giocare un anno e mezzo ai tavoli cash game six max: "ho giocato in modo esclusivo per un anno e mezzo a quei tavoli ed il cash game è stato molto formativo. Quando sono ritornato a giocare i tornei è stato per me molto più facile vincere".

La movida per prepararsi ai tornei

Assassinato ha rivelato che i tornei sono un gioco di resistenza, per questo motivo, in modo forse ironico ha commentato: "stavo fuori tutte le notti, per prepararmi e simulare il jet lag notturno". Dieta ed esercizio fisico sono per lui fondamentali per ottenere le migliori prestazioni nel poker.

Andare broke per diventare un top coach

E' uno dei coach più famosi al mondo ma il suo passaggio dall'altra parte della barricata è stato tutt'altro che programmato: "sono andato finanziariamente in rovina e mi sono meritato questa condizione. Così ho iniziato a fare coaching e sono grato alla fine di essermi trovato in quelle condizioni, paradossalmente".

"Avevo tanti soldi ma non ero felice..."

Il noto player rivela che "andare broke mi rendeva felice. Una delle cose migliori che mi sia mai capitata, perché quando avevo un sacco di soldi non ero felice". L'importanza relativa del denaro. Naturalmente si tratta di una forma mentale e status complesso. Questa affermazione di Assassinato va presa con le molle. In molti giocatori con dipendenze pericolose si innesca questo meccanismo ed è bene non scherzarci su. Alex è uscito da questo tunnel ma con una nuova consapevolezza di se stesso e soprattutto re-inventandosi un nuovo ruolo per lui e diventando dei top coach al mondo.

"Il vantaggio di crescere poveri. Il 95% dei poker pro è benestante di famiglia"

Alex si è poi soffermato durante l'intervista sulla fame di vittorie dovuta alla sua condizione socio-economica da ragazzo. Ha accennato al "vantaggio di crescere poveri" e quindi famelici. In che modo queste situazioni influiscono sui risultati ed il successo nel poker? "Avere denaro aiuta un bel pò e le persone non si rendono conto di quanto sia fondamentale questa spinga. Il 95% dei giocatori professionisti di poker arriva da famiglie benestanti e di colore bianco".

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I freeroll

Assassinato ha un'idea tutta sua sui tornei con field enormi come i freeroll: "se riesci a battere quel gioco (gratuito), puoi vincere un WPT. Se non puoi battere quel gioco, come diavolo pensi di vincere un World Poker Tour?".

Non so perché... ma Hellmuth è un genio

Alex su Phil Hellmuth è stato molto chiaro: "Phil Hellmuth, non so se sia intenzionale o meno, ma è un genio".

Studiare per avere un'autostima top

Lo studio è fondamentale per crescere la propria autostima nel poker, parole di Assassinato. "puoi sederti al tavolo e guardare ogni singola persona seduta e sapere che sei il migliore giocatore tra i presenti. Questo status mentale è difficile da battere, è dentro di te".

Il bello del poker è di essere un giocatore sempre

"Puoi giocare a poker anche quando hai 82 anni. Questa è la cosa bella di questo gioco, è una passione che dura tutta la vita".

 

Editor in chief - Giornalista e analista betting
Luciano Del Frate è giornalista iscritto all’Ordine da oltre 25 anni e vive a Malta dal 2012. Laureato in Giurisprudenza, è specializzato nei sistemi regolatori del settore gaming e nella comunicazione del gioco legale in Italia. Dopo gli inizi tra quotidiani e televisioni, dai primi anni 2000 lavora nel mondo delle scommesse come consulente, approfondendo da vicino le dinamiche del mercato internazionale. Dal 2010 fa parte della squadra di Assopoker, dove racconta poker, betting e industria del gioco con un approccio tra analisi, esperienza e passione. Malato di sport fin da bambino, non ha mai smesso di inseguire quel sogno nato sfogliando il Guerin Sportivo