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Cassazione: ‘tornei di texas hold’em leciti con buy-in basso’

poker-sportivo-liveLa Cassazione ha sottolineato per l’ennesima volta che i tornei di texas hold’em non rientrano nella fattispecie del gioco d’azzardo ma ha fatto una distinzione importante con il poker tradizionale e soprattutto – per la prima volta – ha preso posizione anche sull’entità dei buy-in: gli eventi live devono prevedere una quota d’iscrizione contenuta.

Come vi avevamo anticipato, i giudici hanno respinto il ricorso della Procura di Alessandria che aveva impugnato il provvedimento di dissequestro di un circolo di Tortona (difeso dall’avvocato Riccardo Di Rella), nel quale si stava giocando un evento da 50 euro di buy-in.

In queste ore sono uscite le motivazioni della sentenza (20 giugno - 29 luglio 2013, n. 32835, sez. III Penale, Presidente Teresi).

Per la Suprema Corte però il poker in versione classica ”è pacificamente riconducibile nel novero dei giochi d’azzardo, in quanto rispetto all’abilità del giocatore risulta preponderante l’alea”.

Il Texas Hold’em  “ripete in astratto tali caratteristiche”, ma l’azzardo può venire meno solo alle seguenti condizioni: 

1) Le quote di iscrizione devono avere un importo contenuto (buy-in low)

2) La dotazione iniziale di chips deve essere uguale per tutti i partecipanti

3) Divieto di rientrare in gioco acquistando altri gettoni (no rebuy)

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4) Premio finale deve essere noto prima dell’inizio del torneo

In questo caso, per la Cassazione diventano preminenti “rispetto all'aleatorità, altri aspetti del gioco, quali l'abilità del partecipante, la sua esperienza, l'attitudine alla concentrazione, la capacità di valutazione dell'avversario, la resistenza fisica”.

“Perde rilievo il valore della posta rispetto all'impegno richiesto, così come assume preponderanza l'aspetto prettamente ludico del gioco”.

I giudici con questa ordinanza hanno ancor di più valorizzato il concetto di poker sportivo. La Cassazione, per la terza volta, ha quindi ribadito che i tornei di texas hold’em live non rientrano nell’azzardo e questo oramai sembra un trend consolidato della Suprema Corte.

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Editor in chief - Giornalista e analista betting
Luciano Del Frate è giornalista iscritto all’Ordine da oltre 25 anni e vive a Malta dal 2012. Laureato in Giurisprudenza, è specializzato nei sistemi regolatori del settore gaming e nella comunicazione del gioco legale in Italia. Dopo gli inizi tra quotidiani e televisioni, dai primi anni 2000 lavora nel mondo delle scommesse come consulente, approfondendo da vicino le dinamiche del mercato internazionale. Dal 2010 fa parte della squadra di Assopoker, dove racconta poker, betting e industria del gioco con un approccio tra analisi, esperienza e passione. Malato di sport fin da bambino, non ha mai smesso di inseguire quel sogno nato sfogliando il Guerin Sportivo