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Esiste uno spartiacque tra chi si ferma e chi diventa un campione: "be gritty"

Pete Clarke ha intensificato le proprie produzioni editoriali scrivendo alcuni interessanti articoli per PokerStarsSchool. 

In uno dei più recenti, Clarke identifica una sorta di spartiacque tra i giocatori che vogliono emergere e quelli che con ogni probabilità molleranno la presa.

La parola chiave è “Gritty”, che più o meno suonerebbe letteralmente “grintoso” nella nostra lingua, ma che ha diverse sfumature.

McDonald e tutta la sua grinta

L’autore del pezzo identifica alcuni fattori che separano i due gruppi a cui abbiamo appena accennato: la capacità di risolvere i problemi logici naturali, la quantità di tempo libero, la stabilità mentale e pochi altri. Ma ciò che veramente separa il successo dal fallimento nel poker è la grinta.

Cos’è la grinta? 

La grinta di un giocatore di poker è la sua capacità di raggiungere la propria massima capacità al tavolo per un periodo prolungato, pur rimanendo imperterrito di fronte alle battute di arresto.

Bonavena e la sua esultanza poco prima del trionfo di Praga

Nel libro “Grinta” di Angela Duckworth, essa viene definita come una combinazione di due fattori:

  • Passione prolungata 
  • Resilienza

Resilienza e passione meglio del talento

Uno dei messaggi più importanti di questo libro è che questi due attributi possono essere migliorati e che entrambi sono molto più importanti rispetto a qualsiasi facoltà naturale come il talento.

La ragione per cui la grinta sia così decisiva, va ricercata nel fatto che nulla di buono si ottiene facilmente nella vita, e nel poker questo enunciato non fa eccezione.

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Gli aspiranti giocatori di poker che non hanno una passione durevole nel tempo, oppure non hanno l’energia per dedicare grandi quantità del loro tempo, magari nel breve periodo migliorano su tante cose, ma non raggiungeranno tutti gli obiettivi che si sono posti poiché diventeranno di tanto in tanto distratti e disinteressati al gioco, quindi rimarranno per lunghi o brevi periodi “stagnanti”, annullando così i loro progressi precedenti.

Superare le battute d'arresto

I giocatori che invece non hanno capacità di recupero, non riusciranno altresì a sconfiggere e superare le innumerevoli battute d’arresto che si presenteranno sotto forma di downsing, colpi persi al river e difficoltà varie. 

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Il risultato è che si saranno arresi ben prima di raggiungere quel successo  che si costruisce su una base solida come l’acquisizione duratura della resilienza. 

 Nel prossimo articolo entreremo più approfonditamente all’interno del concetto di passione prolungata e resilienza. 

Tratto da PokerStarsSchool, Pete Clark

Poker e Sport Editor
Andrea Borea, nato nel marzo 1973, proviene da un percorso inizialmente lontano dall’ambito umanistico, seguendo gli interessi familiari prima di intraprendere la strada che lo avrebbe portato nel mondo del poker e dell’editoria. Dopo l’ingresso in Assopoker, avvia collaborazioni di rilievo con Luca Pagano per PokerPoker.it e Pagano Events. È stato il primo a bloggare per l’Italia il Main Event delle World Series of Poker da Las Vegas nel 2008 e nel 2009. Ha contribuito alla realizzazione delle collane “Lo sport del Poker” e “I segreti del Grande Poker” per La Gazzetta dello Sport, con cui ha collaborato anche come autore di articoli sul Texas Hold’em, prima di passare a PokerStars.it. Negli ultimi anni ha scritto per diverse realtà del settore, tra cui ItaliaPokerClub, Betfair, PokerStarsNews, PokerStars Learn e Ludos Academy.