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Il Final Table del Main Event WSOP, deve essere trasmesso in chiaro?

L'eterna lotta tra il "Gratuito" e "A Pagamento", ha conquistato la scena del poker ormai da qualche anno, da quando, cioè, buona parte degli eventi più importanti della stagione, non vengono più trasmessi "for free", ma è necessario versare un obolo alle aziende che investono tempo, forza lavoro e ovviamente denaro, per mettere in moto tutta quella macchina organizzativa che deve essere improntata per offrire uno spettacolo godibile, visto che che siamo nel 2023 e le esigenze e le aspettative da parte di chi usufruisce di tale show, sono piuttosto alte.

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Il Tavolo Finale WSOP

Ricorderete, se avete qualche anno in più dei giovani grinder che popolano le room online e live di tutto il mondo, che i canali tematici televisivi internazionali, tra cui anche quello italiano che al tempo rispondeva al nome di Poker Italia 24, trasmettevano alcuni degli eventi pokeristici in diretta e in chiaro addirittura con commenti in italiano.

Ci riferiamo essenzialmente al Tavolo Finale delle World Series Of Poker, che al tempo luccicava di led giganteschi e personaggi alla Pippo Candio e che potevano essere raggiunti semplicemente azionando il telecomando di casa.

Le cose sono cambiate da allora, Poker Italia 24 non esiste più da molti anni, la maggior parte dei tornei più belli e appetibili possono essere raggiunti solo via streaming e, soprattutto, buona parte di essi non sono più gratis.

Uno di questi, come appena scritto, è il Final Table WSOP, per il quale PokerGo chiede un abbonamento di pochi dollari per un tempo prestabilito, che però non tutti vogliono pagare, se non per una questione di principio, più che di idiosincrasia verso il gesto dell'apertura del portafoglio.

I tweet della nuova ondata di dissensi

Tra i personaggi più in vista che hanno formato una nuova sacca di questo dissenso, la più attiva è stata Alexandra Botez, splendida scoperta del poker degli ultimi anni, che arriva dal poker e ha probabilmente acquisito una forma mentis che non accetta di inchinarsi a questo tipo di dinamica.

Il tweet da cui è partita una nuova crociata a favore del tavolo finale WSOP Main Event visibile a tutti senza costi, ha scatenato più di una reazione, ovviamente, tra chi è d'accordo sulle sue parole e chi, al contrario, pensa che un servizio di questo tipo debba essere pagato.

Il punto focale del discorso della Botez, fa riferimento ad un parallelo, decidete voi se corretto o meno, con gli eventi sportivi più visti della storia, in particolare quello di una 50ina di anni fa valevole per il titolo mondiale dei pesi massimi con protagonista Alì, che aveva radunato una folla di 2 miliardi di spettatori, semplicemente perché era gratuito.

La richiesta piuttosto ficcante della ex giocatrice di scacchi, è quella di assegnare con più attenzione i diritti streaming delle WSOP e se questo deve essere fatto a PokerGo, allora che vi sia una postilla sul contratto che obblighi la trasmissione in chiaro del tavolo finale del Main Event.

Una perdita di opportunità?

La Botez ne fa una questione di opportunità nel medio e nel lungo periodo, poiché, spiega, i vertici di PokerGo, e indirettamente quelli di WSOP, devono rendersi conto che un'eventuale apertura ad una trasmissione gratuita di un evento così importante, porterebbe "sangue nuovo" ad un movimento che, sicuramente si è ripreso nel post pandemia, ma che vive di oscillazioni talmente repentine che non si sa cosa accadrà dopo domani mattina.

Il centro di tutta questa storia, però, sta nel fatto che occorre identificare il ruolo di PokerGo che cura la produzione di tutti gli streaming, visto che, seppur a pagamento, il successo della diretta a pagamento è stato comunque molto soddisfacente per l'azienda.

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Ma PokerGo deve indossare un ruolo di "coscienza etica" che lo debba portare a interessarsi della sussistenza del poker internazionale?

Non tutti sono d'accordo sul fatto che un'azienda che ha i suoi fini commerciali, si debba porre questo tipo di problema. Come un giocatore si siede al tavolo per fare soldi, un imprenditore, piccolo o grande che sia, deve innanzitutto pensare ai suoi interessi.

Peraltro non sono pochi i giocatori di tutto il mondo che guardano, hanno guardato e guarderanno il FT del Main Event anche come espressione massima di didattica e, a questo punto, non sembra davvero esserci modo di pensare per quale motivo quella didattica non debba avere un prezzo.

Le vie di mezzo

Tra i più equilibrati nelle loro risposte, ci sono quelli che pensano che una via di mezzo possa essere quella percorribile: un prodotto completamente gratuito, con l'obbligo di essere farcito dalla pubblicità che, comunque sia, i grossi investitori non mancheranno di proporre a larga mano.

Un po' come succedeva con ESPN qualche anno fa, quel periodo al quale abbiamo accennato in questo primo paragrafo.

Ma i lettori di Assopoker cosa ne pensano?

Poker e Sport Editor
Andrea Borea, nato nel marzo 1973, proviene da un percorso inizialmente lontano dall’ambito umanistico, seguendo gli interessi familiari prima di intraprendere la strada che lo avrebbe portato nel mondo del poker e dell’editoria. Dopo l’ingresso in Assopoker, avvia collaborazioni di rilievo con Luca Pagano per PokerPoker.it e Pagano Events. È stato il primo a bloggare per l’Italia il Main Event delle World Series of Poker da Las Vegas nel 2008 e nel 2009. Ha contribuito alla realizzazione delle collane “Lo sport del Poker” e “I segreti del Grande Poker” per La Gazzetta dello Sport, con cui ha collaborato anche come autore di articoli sul Texas Hold’em, prima di passare a PokerStars.it. Negli ultimi anni ha scritto per diverse realtà del settore, tra cui ItaliaPokerClub, Betfair, PokerStarsNews, PokerStars Learn e Ludos Academy.