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"Con il blocker nuts sapevo che oppo avrebbe foldato!" Luca 'iL-DottoreX' Castellaneta racconta il bluff 5 left al Ultra-Deep CS vinto

Raccontandoci la vittoria all'evento Ultra-Deep Carnival Series giocato su PokerStars Poker - Sisal Poker la settimana scorsa, Luca 'iL-DottoreX' Castellaneta ci ha spiegato il thinking process di un nice bluff andato a segno in 3-way quando il torneo era a cinque left.

Fino a quel momento il regular salernitano si era creato una immagine solida, soffrendo in silenzio tutta la pressione ICM del caso, un fold dopo l'altro. Poi Castellaneta ha deciso di far leva sulla sua immagine per portare gli avversari a foldare il punto migliore.

Ecco lo spot seguito dal thinking process del 27enne che ci offre uno spaccato di come pensano i regular di poker online.

La mano

Su blinds 700k-1,4M, con 43,7M di stack, 'bobofolle' apre Q A a 2,85M, da small blind chiama 'LAGIOSTRA' con 9 A e 49M di stack, chiama anche 'iL-DottoreX' da big blind 10 J e 31M di stack.

Flop 2 8 7 , giro di check.

Turn 6 , 'LAGIOSTRA' punta un blinds, 1,4M, su pot di 9,425M, chiama 'iL-DottoreX', folda 'bobofolle'.

River K 'LAGIOSTRA' betta 2,8M, 'iL-DottoreX' pusha 29M, l'avversario folda!

In game non ho avuto troppi tentennamenti, sapevo che avrei attaccato quel range specifico.

Luca Castellaneta

Il video

Ecco il video-replay della mano: cliccando sul riquadro, la riproduzione inizierà al momento esatto dello spot.

Il TP de 'iL-DottoreX'

Castellaneta spiega che per stimare il range avversario, la sua bet in lead al turn è stata rivelatrice.

 "Comunque è stata una mano decisiva in cui ho messo a rischio il mio stack. In buona sostanza apre bottone, flatta small blind, io completo da big blind. Su 2-8-7 andiamo in giro di check.

Turn scende un 6 su cui small blind va a leadare. Io ovviamente con JTo decido di chiamare in quanto ho gutshot, ma con i blocker nuts già sapevo che avrei voluto sfruttare la mia immagine fino a quel momento, visto che avevo giocato molto chiuso.

In più in quel momento il range che assegno a oppo sono tutti gli A8-A7-A6, quelle mani che non vuole andare a tribettare preflop ma che non sa foldare. Il range che gli assegno è anche in base a quelle che sono le le mie percezioni del player in game: in quel momento non ho visto un player che utilizzava range corretti.

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Quindi su quel lead ovviamente gli assegno qualche 9-x, qualche A-x, appunto pensavo a mani come A9 con un pezzo picche e così via, proprio perché queste sono le mani che secondo me erroneamente lui può andare a leadare."

Al turn, quindi, Castellaneta già sapeva cosa avrebbe fatto in ultima strada.

"In buona sostanza io già sapevo al turn che avrei bluffato. Già sapevo che con i blocker nuts avrei fatto quella action. Con scala al turn mi metto semplicemente in call per shovare river, quindi in buona sostanza ho voluto sfruttare il mio blocker dei nuts e il fatto che avrei voluto far foldare qualche A-x, A-9 con pezzo, che poi ovviamente è la mano che si è rivelata, che è stata un'ottima soul read ma in game è quello che pensavo di far foldare.

Ovviamente d'altro canto va anche detto che la mia mano non è la mano migliore per bluffare, in quanto comunque sto bloccando determinati suoi bluff. Però ripeto, su quel K river, quando lui betta due BB, ho quella percezione che lui stia facendo una stopping bet per farmi foldare i miei progetti missati.

Comunque secondo me lui dopo il mio all-in deve foldare anche le doppie coppie, come ad esempio 8-7. Ripeto, in game non ho avuto troppi tentennamenti. Sapevo che avrei attaccato quel range specifico e che comunque in ogni caso con il mio blocker nuts, il player in particolare sarebbe andato a foldare, dato che comunque ero stato passivo fino a quel momento."

Luca chiarisce nel dettaglio i motivi del suo push.

"Lead lì non ne ha. Io quando pusho non sto pensando di attaccare il valore medio del mio avversario o i suoi bluff. Io sto pensando che lì lui non abbia mai top value, che è differente. Può sembrare una differenza banale ma invece è sostanziale"

L'importanza dei blocker

Il thinking process di Castellaneta ruota attorno al concetto di blocker. Come avete letto, l'azione del regular salernitano è stata determinata anche dal fatto che "blockerava il nuts".

Il termine "blocker" indica quella carta che riduce la varietà di mani potenzialmente possedute dal nostro avversario.

Nel caso del bluff di Castellaneta, il fatto di avere un dieci in mano riduceva le possibilità che l'avversario avesse combo di 9-T per la scala nuts.

Giornalista
Dopo anni passati a scrivere di altro, in un periodo sabbatico si è appassionato al poker e dal 2012 è diventato il suo pane quotidiano. Intanto ha scritto un paio di libri che niente hanno a che vedere col nostro meraviglioso gioco. Vive in Maremma dove è riuscito a realizzare il sogno che aveva preso forma nella sua mente da piccolo davanti a un 486 con 4Mb di RAM, ovvero lavorare comodamente da casa scrivendo al computer. Laurea magistrale in scienze della comunicazione, da venti anni iscritto all'Ordine dei Giornalisti, prima di conoscere il poker si è occupato di cronaca sulla stampa quotidiana nazionale e di musica su quella periodica, quest'ultima soprattutto per entrare gratis ai concerti. Poi ha creato e diretto per cinque anni un freepress bilingue turistico-locale. Al termine di questa esperienza il suo percorso si intrecciò con il NLHE grazie a un amico che giocava su Full Tilt Poker.
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