Quello che sta accadendo a Jeju, al Triton One Main Event, è davvero uno spettacolo pokeristico. Quando al tavolo ci sono campioni come Mustapha Kanit, Adrian Mateos, Daniel Dvoress e Jamil Wakil, in ogni mano può succedere qualcosa di interessante. Puntualmente è accaduto, e proprio tra Musta e il compagno di team.
Mustapha Kanit vs Adrian Mateos: mano spettacolare al day 2 del Triton One Main Event Jeju
La mano era una "mystery hand", trick divertente che spesso viene proposto nei live streaming delle Triton Series: viene nascosta al pubblico la mano di uno dei protagonisti, così che gli spettatori e i commentatori possano arrovellarsi per capire cosa potesse avere, prima che le carte vengano rese note a fine colpo. In pratica, è parzialmente come negli streaming di una volta, quando la tecnologia non permetteva ancora di conoscere in tempo reale le carte di tutti i giocatori al tavolo e dunque il commento doveva necessariamente risentire di una percentuale di incognito maggiore.
Ad ogni modo, siamo sul livello 50.000/100.000/100.000 e, dopo fold generale, Mustapha Kanit apre da bottone a 250.000, con uno stack globale che flirta con i 7 milioni e 10 9 in mano.
Adrian Mateos, a cui è stata affidata la "Mystery Hand", difende il suo big blind avendo dietro poco più di 4 milioni.
Sul flop 5 8 5 , lo spagnolo opta per una donkbet a 200.000, chiamato da Musta.
Il turn è un 10 che consegna la doppia coppia all'italiano, ma Mateos sorprende puntando ancora e con una size davvero corposa: un milione su pot da 1,1 milioni. Kanit ci pensa qualche istante, poi chiama.
Il river è un 6 e Mateos punta 2,9 milioni, lasciandosi dietro appena una singola chip da 25.000. Musta non ci pensa neanche troppo e chiama.
Adrian Mateos, a questo punto, mostra le sue carte che sono j 2 per un totale bluff, mettendo di fatto fine al proprio torneo.
Il video della mano Musta vs Mateos: "Ti rispetto troppo per foldare!"
Seguono una serie di siparietti con lo stesso Musta, che è suo compagno nel team Winamax e al quale l'italiano regala scherzosamente una patch, ricordandogli poi "analizziamo così tante mani insieme, come potevi pensare che foldassi?". E poi ancora "Ti rispetto troppo per foldare".
Qui il video della mano, che inizia a circa 6:11:00.
Cos'è una donk bet
Nella mano appena raccontata, avrete notato il termine "donk bet" e, se siete alle prime armi, può suonarvi strana. Si definisce infatti "donk" (che in inglese sta per "asino") un giocatore scarso, ma ciò non significa affatto che una donk bet sia una brutta giocata, anzi può essere la giusta scelta strategica.
Tecnicamente, si definisce donk bet una puntata effettuata postflop (dunque al flop, al turn o anche al river) da parte di un giocatore che ha chiamato il rilancio dell'avversario sulla strada precedente. Dunque, è una puntata effettuata fuori posizione, che anticipa (e impedisce) quella da parte dell'aggressore.
Proprio il fatto di essere effettuata fuori posizione la rende una giocata esteticamente discutibile, insieme alla constatazione che si tratta di una mossa effettuata spesso da giocatori poco esperti che ha contribuito a etichettarla in questo modo. Tuttavia, come accennato prima, la donk bet può essere un'arma strategica molto importante se utilizzata con criterio, sia per "protection" che per disorientare un avversario.
Immagine di copertina: Mustapha Kanit (screen da canale YouTube Triton Poker)


