Dal nostro inviato Davide De Luca
Stando al calendario gregoriano per l'equinozio ci sarebbe ancora qualche ora da attendere, ma il sole alto sul Ceresio ci permette di farla franca, facendoci sentire già nel pieno della stagione dei pollini.
E a farci respirare quest'aria di primavera, anche all'interno della poker room del casinò lacustre, l'inaspettata presenza di un field composto dal 10% di donne per quel che concerne il Day1B del Main Event dell'Italian Poker Challenge in corso di svolgimento questo pomeriggio.
Gaia, Siwanath e Valeria. 3/30. Tutte e tre allo stesso tavolo. Un'apparizione dai contorni onirici, o per rifarci alla mitologia greca, un Bellerofonte: l'eroe che ritorna al giorno d'oggi per sconfiggere la chimera di vedere un tavolo di poker con tre donne contro quattro uomini.
Il pallore numerico di questo flight gioca ovviamente a favore di una matematica ingannevole, ma non perdiamo occasione per scambiare due battute con ognuna di loro durante la prima pausa di giornata.
Le protagoniste del Day 1B dell'IPC a Campione
Gaia ha 21 anni e viene da un paesino toscano di circa 5000 abitanti che grazie a una collina e ai venti che la baciano è conosciuta in tutto il mondo per un vino che nel 1969 arrivò persino sulla tavola della regina Elisabetta:
"Ho iniziato a giocare a poker da qualche mese e questa è la mia prima esperienza in un casinò vero e proprio. Sono un po' emozionata, ma cercherò di giocare senza pensare troppo all'importanza del torneo".

Stuzzicata sulla questione 'di genere', la ragazza di Montalcino ci sorride un po' imbarazzata, ma riesce comunque a esprimere un'opinione sincera: "Credo che sia sempre stato un ambiente maschilista che può quindi risultare molto tosto. Devo ammettere, però, che rispetto a contesti più provinciali, in questo tavolo tutti gli uomini mi sembrano molto a modo, alcuni anche simpatici".
Il poker è un mondo troppo maschilista?
Dello stesso parere anche Valeria Sinatra, che a differenza di Gaia ha un'esperienza ventennale ai tavoli:
"L'uomo, per natura, vuole dominare e al tavolo da poker, così come nella vita, la donna non ci sta. E' forse per questo che non sono tante quelle come noi pronte a sfidare vis-a-vis l'altro sesso. Io gioco dal 2006, ormai sono troppi anni! Amo il poker e il mondo dei casinò in generale: oggi gioco un po' meno rispetto al passato, ma ogni volta che posso mi siedo per il gusto di giocare a prescindere da chi mi trovi accanto."

Infine fermiamo anche Siwanath Sae Jaw, che con straordinaria clemenza ci permette di chiamarla semplicemente Nath:
"Abito in Svizzera da tanti anni, ma sono nata e cresciuta in Thailandia. Anche in Asia il mondo del gioco è prettamente maschile: fino a qualche anno fa il poker a Bangkok era vietato, ma per quanto riguarda il gambling più puro devo ammettere che tante donne nel mio Paese d'origine hanno una forte attrazione per il gioco. Io invece ho sempre preferito le carte e i mental game rispetto ai giochi da casinò."

Dopo averci rivelato di avere più del doppio degli anni di Gaia, pur dimostrandone appena qualcuno in più, Nath ci dice la sua:
"Sono stata in diversi casinò europei, ma vivendo a Berna, le case da gioco elvetiche, Campione e il Liechtenstein sono le mie mete predilette. Sono entusiasta nell'aver constatato un aumento dell'offerta di poker tournament qui a Campione, infatti, pur facendo altro nella vita, è già la quarta volta che partecipo negli ultimi 6 mesi!"
Ringraziando tutte, torniamo in media room e iniziamo a scrivere: nel giorno di San Giuseppe, rosso sul calendario del Canton Ticino, e della festa del papà italiana, Campione celebra oggi un ritorno di fiamma delle donne per il tavolo verde, un auspicio che non torni a essere Chimera nel vederle sempre più numerose.