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Sergey Barbarez

Sergej Barbarez, la sorprendente carriera ai tavoli da poker del c.t. della Bosnia che sfiderà l'Italia: ecco quanto ha vinto!

Alla vigilia dello spareggio playoff per andare al Mondiale tra Bosnia e Italia (qui la nostra analisi) una delle storie più curiose che abbiamo trovato è quella sul commissario tecnico dei nostri avversari, Sergej Barbarez.

L'allenatore bosniaco, nato a Mostar nel 1971, dopo aver abbandonato il calcio infatti è diventato un assiduo frequentatore dei tornei live, piazzando anche alcune bandierine di prestigio.

Tra queste, un tavolo finale alle Wsope di Rozvadov: ma non sono mancati piazzamenti interessanti in altri grossi circuiti europei e internazionali.

Insomma, un personaggio sorprendente, questo Sergej Barbarez, ex attaccante e trequartista capitano da calciatore della Bosnia e che ora punta a portare la sua nazionale al Mondiale della prossima estate.

Anche se noi naturalmente speriamo di no...

Sergey Barbarez
Sergey Barbarez, c.t della Bosnia è un grande appassioanto di poker. Gioca per hobby ma a alti livelli (photo courtesy of Pokernews)

Barbarez, che giocatore era

Sergej Barbarez come tanti altri giocatori bosniaci della sua generazione e anche di quelle successive (Dzeko su tutti) ha avuto fortuna soprattutto in Germania. In Bundesliga, nello specifico, anche se ha militato in club di seconda divisione.

La sua squadra "del cuore" è stata l'Amburgo, dove ha giocato per sei anni, schierato soprattutto come seconda punta, trequartista centrale nel 4-2-3-1 o esterno sinistro.

Calciatore molto fantasioso, Barbarez, dalla tecnica notevole e dal marcato senso del gol. Vedere per credere i 22 gol segnati nella sua prima stagione all'Amburgo, numeri buoni per fargli vincere il titolo di capocannoniere della Bundes assieme al danese Ebbe Sand dello Schalke 04.

Quella squadra in sei anni passò dall'essere una partecipante alla Champions League allo sfiorare la retrocessione. Barbarez in Europa sfidò proprio in Champions la Juventus, nel 2000, in due partite un po' folli tra cui il 4-4 in Germania con gol (su rigore) del portiere tedesco Butt e, al ritorno, l'espulsione di Zidane per una testata a Kientz (3-1 per l'Amburgo).

"Sacrificato" dai biancorossi poi con l'arrivo di Van der Vaart che era più giovane di lui di 12 anni, Barbarez avrebbe chiuso la carriera sempre in Bundesliga, ma al Bayer Leverkusen.

La carriera da pokerista

Al contrario di molti ex colleghi calciatori, Barbarez non è diventato subito allenatore, anzi. In rotta con la federazione bosniaca inizialmente ha abbandonato anche una potenziale carriera come commissario tecnico.

Anche con l'Amburgo ha avuto degli abboccamenti, lasciando però nel 2010 il consiglio d'amministrazione dopo un anno.
Per questo motivo, chissà, ha deciso di usare in maniera alternativa il suo tempo libero. Giocando a poker, per esempio.

Sotto bandiera tedesca (così appare nei vari payout) Barbarez ha cominciato a inanellare bandierine proprio nel 2010. Lo troviamo terzo classificato in un torneo da 300 dollari al Deep Stack Extravaganza del Venetian: 9.682 dollari vinti per lui, nell'evento 16 vinto da Omar Zazay.

In generale i suoi piazzamenti sono stati 26, sia nel Texas Hold'em che nell'Omaha. Il più prestigioso, nel 2017: addirittura quinto all'evento €2,200 Pot-Limit Omaha Eight Max alle Wsop Europe di Rozvadov, per un premio di €20,842 con il braccialetto invece vinto da Lukas Zaskodny e Dario Alioto a sbollare il final table.

Ma lo troviamo anche sul podio al Wpt di Barcellona sempre in un torneo di Omaha e al tavolo finale sempre a Rozvadov nell'Eureka Poker Tour.

Totale vinto in carriera ai tavoli da Barbarez, 143.628 dollari.

La Bosnia di Barbarez, ultimo spauracchio degli Azzurri

Sarà un caso, ma insomma dal 2022 non va a premio, Barbarez, che dal 2024 è diventato il commissario tecnico della Bosnia, alla fine.

Non è nemmeno il primo ex calciatore a diventare giocatore di poker, più o meno professionista. Naturalmente la stampa generalista ha iniziato, per quanto riguarda Barbarez e la Bosnia, con i paragoni e le similitudini, su quali strategie pokeristiche potrebbe adoperare per avere la meglio sull'Italia.

Un asso, quello sì in squadra ce l'ha, ed è l'eterno Edin Dzeko, autore del gol che ha pareggiato i conti in Galles nella semifinale playoff poi vinta ai rigori.

Sul resto poi possiamo discutere, sperando che alla fine, come dire... cadano le nostre carte.