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Tour de France 2026, le quote antepost: Seixas ormai incalza Vingegaard, con Pogacar sempre strafavorito

Manca sempre meno all'inizio del Tour de France 2026, la corsa ciclistica più attesa dell'anno. Due mesi appena e poi ci sarà il "Grand Départ" a Barcellona.

Pogacar e Vingegaard affilano le armi in previsione dell'ennesimo testa a testa, ma nelle ultime settimane abbiamo visto qualcosa muoversi subito dietro i due fenomeni.

Andiamo quindi ad analizzare il prossimo Tour de France 2026 attraverso le quote antepost presentate dai concessionari di scommesse italiani ricordandovi sempre che i tips sul ciclismo li potete trovare - durante le grandi manifestazioni come Giro e Tour de France - grazie al lavoro dei nostri tipster che preparano per voi i Pronostici del giorno.

Tour de France 2026: dove vedere in tv

L'appuntamento come al solito sarà su Eurosport e sui canali Rai (sia generalisti che Rai Sport), da sabato 4 a domenica 26 luglio.

L'albo d'oro recente

Questi sono gli ultimi vincitori, se rimaniamo alle 10 edizioni passate.

  • Tadej Pogacar (4 volte: 2020, 2021, 2024, 2025)
  • Jonas Vingegaard (2 volte: 2022, 2023)
  • Chris Froome (2 volte: 2016, 2017)
  • Geraint Thomas, Egan Bernal (1 volta: 2018 e 2019)

Le quote antepost per la vittoria del Tour de France 2026

Rimane ampiamente favorito Pogacar su Vingegaard, ma attenzione alla crescita esponenziale del giovane francese Seixas. Molto più staccati tutti gli altri, qua ne mettiamo solamente sei.

OperatoreBwin (scommesse)Bet365 (scommesse)Goldbet (scommesse)
Pogacar1.251.291.35
Vingegaard6.005.505.00
Seixas6.006.507.00
Evenepoel15.0015.0016.00
Lipowitz19.0015.0021.00
Ayuso26.0026.0021.00

Pogacar ha dato tutto nelle classiche?

Sempre intorno all'1.30 - 1.35, Tadej Pogacar rimane l'uomo da battere al Tour de France. Cos'ha combinato lo sloveno nell'ultimo mese? Semplice, ha vinto. Ha fatto sua la Milano-Sanremo, recuperando dopo una caduta, e in seguito il Giro delle Fiandre, spezzando la concorrenza rappresentata soprattutto da Mathieu Van der Poel.

Dopodiché, il secondo posto alla Parigi-Roubaix, beffato in volata da Van Aert dopo una corsa fatta di problemi tecnici. Nell'uno contro uno nelle gare di un giorno lo sloveno è ancora "umano" e non del tutto cannibale.

Può essere questo un fattore negativo per Pogacar, pensando al Tour de France 2026? Non è che questa sua ossessione di cercare di vincere tutte le grandi classiche del nord nella stessa stagione rischia di succhiargli troppe energie?

Il passato recente direbbe di no, anche perché lo sloveno è circondato da compagni di squadra di notevolissimo livello, in grado di portarlo in carrozza ovunque. Detto che Pogi è capacissimo di cavarsela anche da solo.

Attenzione però all'infortunio di uno dei suoi super-gregari, Isaac Del Toro, caduto male al Giro dei Paesi Baschi.

La variabile Seixas

Mentre Pogacar dava spettacolo nelle classiche del nord, nelle corse a tappe esplodeva il talento del 19enne Paul Seixas.

Al Giro dei Paesi Baschi, gara che si contraddistingue sempre per la sua durezza e che è un aperitivo importante delle grosse competizioni, il ragazzino di Lione ha semplicemente dominato, su tutti i terreni: cronometro, montagna, gestione del vantaggio.

Certo, il Tour de France 2026 di tappe ne ha 21, spalmate su tre settimane. Una sola è significativa, ma rischia di essere solo un'illusione.

Attenzione, Seixas sembra avere proprio un talento speciale e in sostanza ha tutto un paese dietro di lui, la Francia. Compresa la squadra, la Decathlon.

Gli operatori evidentemente si sono entusiasmati, perché le quote del francese si sono abbassate molto, sfiorando in certi casi addirittura quelle del più esperto Vingegaard.

Tenendo conto che per Seixas sarà il primo Tour de France, quello del 2026, e che un francese non conquista la Grande Boucle dal 1985 (Bernard Hinault), il giovane Paul avrà tutti gli occhi addosso.

Il danese parteciperà al Giro d'Italia, inevitabilmente si spremerà molto cercando il successo e la "Tripla Corona" (vincere tutte e tre le grandi corse a tappe, dopo Tour e Vuelta). Dopo la Corsa Rosa senza dubbio la situazione sarà molto più chiara, per lui e Seixas.

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