Le WSOP 2026 sono finalmente partite, insieme alla caccia ai tantissimi braccialetti che verranno assegnati a Las Vegas, 100 senza considerare quelli online. Erano 100 anche lo scorso anno, ma ne vennero assegnati soltanto 99. In un caso, le World Series Of Poker decisero clamorosamente di non assegnarlo, per via di una collusion che fece parlare tantissimo. Non solo, perché quella collusion ha pesato molto nella decisione di un cambio regolamentare applicato alle WSOP 2026.
A questo punto, però, è il caso di fare un passo indietro e vedere prima cosa successe lo scorso anno, quindi le contromisure prese dall'organizzazione per questa edizione.
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La clamorosa collusion alle WSOP: il caso Millionaire Maker 2025
Dal famoso trionfo di Chris Moneymaker in poi, le World Series Of Poker sono ufficialmente la fabbrica dei sogni per i giocatori di tutto il mondo. Il sogno di vincere un braccialetto, ma non solo. Dal 2013, le WSOP hanno introdotto un format dall'eloquente denominazione di"Millionaire Maker". Con un buy-in di solo 1.500$ (invece ad esempio dei 10.000$ necessari per il Main Event), si dà la possibilità di diventare ufficialmente "milionari", ovvero di vincere un primo premio garantito a sei zeri.
Da allora, il "Milly Maker" è regolarmente uno dei tornei più affollati di ogni edizione delle World Series Of Poker e così era stato anche lo scorso anno, con il nuovo record di 11.996 paganti che lo fece diventare il torneo live da 1.500$ più affollato di sempre.
Con queste premesse pazzesche, si giunge al final table dal quale emergono due giocatori - entrambi statunitensi - per l'heads up che avrebbe assegnato il braccialetto. James Carroll parte con un vantaggio consistente, di circa 9 a 1 in chips su Jesse Yaginuma, ma il gap si allarga fino a quasi 17 a 1. Qui, però, succede qualcosa di veramente anomalo.
Una rimonta troppo sospetta
Sul livello 1.200.000/2.400.000/2.400.000, Yaginuma limpa (ovvero fa solo call preflop) con 7 5 avendo uno stack totale da 17 milioni, praticamente 7bb. Dopo il check di Carroll, che ha in mano 10 6 , viene servito il flop 6 7 6 . Qui Carroll esce puntando 4.000.000 e Yaginuma incredibilmente folda, rimanendo così con 17 milioni contro i 283 milioni di Carroll.
Foldare top pair con 7 bigs dietro è già qualcosa di anomalo, così come Carroll che punta due terzi di piatto con un trips illeggibile. Ad ogni modo, le cose strambe sono soltanto all'inizio. Nonostante un divario del genere, Yaginuma inizia a rimontare vincendo un numero assurdo di piatti, tutti senza bisogno di andare allin e senza quasi mai showdown.
Così, nell'arco di circa un'ora, Yaginuma completa una rimonta irreale, in una mano che lo aveva visto limpare da bottone con j 8 e poi chiamare il raise a 13 milioni di Carroll con 6 3 . Sul flop 10 5 j , Carroll punta in continuation a 17 milioni e il rivale chiama. Dopo il doppio check sul turn 7 , sul river q torna a puntare e anche pesante, mettendo in mezzo 57 milioni senza nulla in mano, in bluff totale. Yaginuma ci pensa e poi fa call, vincendo il piatto e arrivando a più di 250 milioni, mentre Carroll scende a meno di 50 milioni.
Yaginuma Carroll alza l'asticella puntando 57 milioni in bluff totale. Yaginuma ci pensa, poi fa call salendo a 251,5 milioni contro 48,4. Si giunge così all'epilogo, quando Yaginuma manda resto con q 3 e Carroll chiama con a 10 per meno di 42 milioni. Sul turn scende una Q che completa una rimonta davvero incredibile. Pure troppo.

I social, nel frattempo, sono letteralmente impazziti. Tutti hanno notato anomalie, qualcuno ha decodificato il possibile imbroglio. "Se Carroll punta cifre dispari, vuol dire che è in bluff, se punta cifre pari è invece forte", suggeriscono in diversi. Sembrano teoria del complotto, ma che combaciano incredibilmente con quello che si è visto nel testa a testa finale. E, su tutto, aleggia quella che sembra essere la ragione per cui i due giocatori si sono comportati così.
La promo milionaria di un brand concorrente: il "colpo basso" che ha causato tutto questo
ClubWPTGold, sito "sweepstakes" (per soldi finti) di proprietà del World Poker Tour, aveva lanciato una promo per i giocatori americani. Aderendo a tale promo, chi avesse vinto un braccialetto WSOP avrebbe ottenuto un premio extra da un milione di dollari in soldi veri!
Il "jackpot" era stato già vinto da un giocatore alle WSOP 2025 e Jesse Yaginuma aveva aderito alla promo, dunque per lui l'heads up valeva doppio, visto che il vincitore del braccialetto avrebbe incassato 1.255.180$, il secondo 1.012.320$. Nel caso in cui il braccialetto lo avesse vinto Yaginuma, ci sarebbe stato un altro milione, in caso contrario nulla.
Dunque, dietro alla inarrestabile quanto bizzarra rimonta di Yaginuma ci sarebbe stato un accordo sottobanco tra i due giocatori per far vincere Yaginuma e dividersi in qualche modo il ricco bonus.
Decisione inevitabile quanto clamorosa: primo braccialetto non assegnato nella storia delle WSOP
Tutto questo è stato fatto in maniera forse un po' troppo disinvolta e, oltre all'indignazione generale, è partita anche un'indagine da parte delle WSOP. Sullo sfondo c'era anche la grande rivalità commerciale tra i due brand, WSOP e WPT, che a volte sfocia in controprogrammazioni e altri dispettucci.
La promo lanciata da ClubWPTGold era certamente spregiudicata, sopra le righe: non era infatti un semplice modo per ottenere visibilità, ma inserendo un ulteriore incentivo economico minava potenzialmente la regolarità della competizione. E lo scenario venutosi a creare nel Milly Maker era, in tal senso, una sorta di tempesta perfetta: grande visibilità per ClubWPTGold, enorme imbarazzo da gestire per le WSOP.
Alla fine, l'organizzazione delle World Series si è trovata di fatto obbligata a prendere una decisione senza precedenti: non assegnare il braccialetto del torneo in questione, cosa che mai era avvenuta in 56 anni di WSOP.
Yaginuma e Carroll si sarebbero divisi in parti uguali i 2.267.500$ in palio nel testa a testa, incassando 1.133.750$ ciascuno ma, cosa forse ancora più importante, non incorrendo in alcun ban o squalifica temporanea.
La notizia della mancata assegnazione del braccialetto ha fatto il giro del mondo, ed è facilmente immaginabile il fastidio da parte del management delle WSOP.
Le WSOP 2026 e il giro di vite su sponsor, loghi e patch: cosa dice la "Rule 52"
L'esperienza di quanto accaduto l'anno prima è servita e le World Series Of Poker hanno deciso di mettersi al sicuro da ulteriori sorprese. Così, è stata cambiata la policy sull'abbigliamento promozionale, per la precisione la "Rule 52".
Inserita come prima regola nella sezione "Participant likeness and image", la regola 52 recitava quanto segue.
"Prima di entrare e partecipare al torneo, ogni giocatore deve
A) compilare un modulo di liberatoria
B) se intenzionato a indossare loghi, patch o linguaggio promozionale di ogni tipo, in qualsiasi momento sia seduto a un tavolo televisivo e dunque destinato alla distribuzione digitale o televisiva, il partecipante deve inoltrare richiesta scritta alla società proprietaria delle WSOP o all'indirizzo sponsorship@wsop.com almeno 24 ore prima che tali loghi, patch o altro vengano portati al tavolo. La richiesta dovrà essere approvata dall'azienda ospitante, gli sponsor identificati insieme ai messaggi promozionali e al loro posizionamento desiderato."
Nella versione aggiornata, tale regola sostituisce la parte che vedete in grassetto con "in qualsiasi momento durante tutta la durata del torneo".
Dunque, di fatto, ciò significa un probabile via libera per alcune room e semaforo rosso per altre, a insindacabile giudizio dell'organizzazione. Che però è parte del gruppo che possiede anche la piattaforma internazionale GGPoker, dunque le polemiche non sono mancate e non mancheranno.
La decisione è stata accolta malissimo da diversi poker pro sotto contratto con room off-shore o comunque più o meno notoriamente non gradite alle WSOP/GG, ma dopo il disastro dello scorso anno era impossibile non scontentare qualcuno.


