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Dario Sammartino Mano WSOP

La mano che ha azzoppato Dario Sammartino al WSOP 25k HU Championship

Ieri ha fatto il suo esordio alle WSOP 2026 Dario Sammartino. Il napoletano si è subito schierato al 25.000$ Heads-Up Championship. Dopo aver superato Aliaksai Boika al primo turno, Dario ha alzato bandiera bianca al secondo turno contro il belga Thomas Boivin.

L'incontro è stato una battaglia all'ultimo raise dopo che una mano aveva rotto gli equilibri in un modo che sembrava irreparabile. Vediamo subito.

La mano

Su blinds 4k/8k, con 284k di stack Thomas Boivin apre x2 da bottone, Dario Sammartino è su grande buio con 304k di stack, spilla K 8 e chiama.

Flop 5 9 4 , Sammartino check, Boivin check.

Turn 7 Sammartino punta 14k, call.

River K Sammartino punta 48k, Boivin all-in per 258k, call.

Il belga gira K 4 e trova il raddoppio.

Il video

Ecco la mano riprodotta sul nostro replayer:

Le odds al river

Dopo l'all-in di Boivin, Dario Sammartino è chiamato a un call dall'importo di 210k chips su un pot di 366,1k chips. Con la classica formula delle pot-odds, possiamo vedere che il punto di break-even (pareggio) del call è:

210/(210+366,1)= 0,364...

Al 36,4% quindi. Evidentemente, dal momento che ha chiamato, Dario avrà ritenuto di essere vincente un numero di volte superiore al punto di pareggio.

L'all-in del belga è una azione molto polarizzante, quindi indica da una parte un punto di forza estrema, dall'altra il nulla assoluto in bluff. In questo caso Boivin aveva doppia coppia che in heads-up è un punto nuts o quasi.

Il gioco heads-up

Nel poker heads-up le dinamiche di gioco sono diverse da quelle che comunemente si applicano nei tavoli 6-Max e 9-Max.

Una top pair - ovvero la coppia formata con la carta più alta del board - nella stragrande maggioranza dei casi cessa di essere una mano da gestire con cautela e diventa un punto di forza estrema, da cui cercare di estrarre il massimo valore possibile.

Il motivo è strutturale. In heads-up, dopo aver trovato una connessione con il flop, la possibilità che lo abbia fatto anche l'avversario, oltretutto in maniera superiore, è statisticamente marginale.

C'è anche un ulteriore elemento: in heads-up i range di apertura si allargano enormemente. Ciò significa che essi sono mediamente più deboli.

Una top pair contro un range largo ha una equity dominante anche per via del blocker, che riduce la possibilità che l'avversario abbia a sua volta la top pair.

In definitiva, nel gioco heads-up la coppia più alta in molti spot è semplicemente la mano migliore - e come tale deve essere giocata.

Chi è Thomas Boivin

Il belga che ha affrontato Dario Sammartino dal 25k HU Championship non è certo l'ultimo arrivato, anzi: con oltre 17 milioni di dollari incassati in tornei live, il nativo di Charleroi è il numero uno della All Time Money List del suo paese.

L'anno scorso Boivin ha centrato due podi agli High Roller WSOP, con un terzo posto da più di due milioni di dollari al 250.000$ Super High Roller e un terzo posto da 1,2 milioni al 100.000$ High Roller.

Il suo miglior risultato in carriera è un 5° posto al 250.000$ Triton Invitational WSOP Paradise che lo scorso dicembre gli valse una moneta da 2.290.000$.

Come è andato a finire l'heads-up

Nonostante fosse rimasto con una manciata di chips, Dario non si è dato per vinto ed è riuscito a risalire fino a quasi riequilibrare gli stack. Poi ha avuto una flessione in una mano dalla dinamica simile a quella che abbiamo appena raccontato, in cui la sua bet al river riceve il push avversario.

Forse Boivin aveva fatto leva sull'history visto che questa volta era in bluff. Accorciatosi ulteriormente, Dario si è ritrovato in all-in preflop con A 7 contro il K 4 di Boivin e nulla ha potuto dopo il K turn accompagnato da una blank al river.