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Il re è nudo, Daniel Negreanu: mezzo milione di rosso alle WSOP

Più di un milione di dollari speso in buy-in, 464mila dollari di vincite, un passivo da oltre mezzo milione. A metà delle World Series of Poker 2026, una delle icone del poker mondiale fa sempre fa i conti — pubblicamente, nel suo vlog — e il bilancio dei suoi tornei in quella che è fino ad ora un'estate da dimenticare. Eppure, chi conosce il personaggio sa che la partita non è ancora finita.

Daniel Negreanu: il coraggio di raccontare la verità

Sono le cinque del pomeriggio a Las Vegas e Daniel Negreanu parla alla telecamera dall'abitacolo della sua auto. Non sta annunciando una vittoria, non sta esultando per l'ennesimo bracciale. Sta facendo qualcosa di molto più raro per un campione del suo calibro: ammettere, cifre alla mano, di essere profondamente in perdita.

Nel suo ultimo vlog, il fuoriclasse canadese — membro della Poker Hall of Fame e detentore di sette bracciali WSOP — ha messo in fila i conti della sua estate. E il quadro, a metà abbondante delle World Series of Poker 2026, è impietoso: 571.729 dollari di passivo. Un buco che, sommato a quanto incassato, racconta meglio di mille parole la voracità del circuito high stakes.

I numeri: oltre un milione investito, 464mila recuperati

Negreanu ha portato a casa 464.521 dollari di vincite questa estate a Las Vegas. Una cifra che, presa da sola, sembrerebbe quasi una buona stagione. Ma è solo metà della storia. Perché per generare quei cash, "Kid Poker" ha dovuto sparare in iscrizioni oltre un milione di dollari: la differenza tra i due numeri è precisamente quel mezzo milione abbondante che lo tiene inchiodato sotto lo zero.

Non è un downswing da giocatore qualunque. È la fotografia di cosa significhi vivere stabilmente nei tornei dai buy-in più alti del pianeta, dove ogni iscrizione pesa come un macigno e dove anche un mostro sacro può ritrovarsi in rosso a metà serie.

Fa parte della varianza di ogni torneista, il problema è che negli high stakes devi affrontare i più forti giocatori del mondo, spesso ben più rollati (spesso ci sono squadre che condividono utili e perdite o finanziatori facoltosi). Quindi diventa già di per sè difficile andare in profitto, se poi le carte non girano - nel breve periodo - nel verso giusto, la strada si fa in salita.

Il numero di tornei giocati da Negreanu, a livello statistico, non è attendibile, è un campione molto basso.

Giocare in modo responsabile

Ma Negreanu è anche un giocatore che può permettersi di affrontare simili perdite. L'importante è non imitarlo e di giocare sempre secondo le proprie disponibilità, agire in modo responsabile. Vi pubblichiamo questo contenuto a fini proprio educativi, nel poker si vince e si perde, bisogna essere bravi a gestire le proprie finanze. Se ci sono giocatori che vincono ce ne sono tanti che stanno perdendo.

Daniel Negreanu
Daniel Negreanu courtesy Pokernews &Austin Currington

Le luci: due tavoli finali e un pizzico di gloria

Sarebbe ingeneroso dipingere l'estate di Negreanu come un disastro su tutta la linea. Sul piano puramente sportivo, anzi, qualche soddisfazione se l'è presa, raggiungendo tavoli finali in eventi sia con field grandi che piccoli.

Il colpo più pesante è arrivato nel $25.000 Pot Limit Omaha/NL Hold'em High Roller, chiuso al settimo posto per 152.954 dollari. A questo si aggiunge un altro incasso a sei cifre, frutto dell'undicesimo posto nel $50.000 PLO High Roller, buono per 107.940 dollari, e un ottavo posto nel più modesto $600 NLH/PLO Deepstack da 24.347 dollari.

L'ultimo segnale di vita, in ordine di tempo, è un cash da appena 3.167 dollari nel $1.500 Seven Card Stud Hi-Lo 8 or Better: poca cosa, ma pur sempre denaro che rientra in cassa.

Le ombre: i grandi eventi che non hanno pagato

Il problema, per Negreanu, è arrivato dove faceva più male: nei tornei dai buy-in stratosferici, quelli che da soli possono spostare il bilancio di un'intera estate.

Il canadese non è andato a premio nell'evento più costoso della serie, il $250.000 Super High Roller, e stessa sorte è toccata al $100.000 High Roller. Probabilmente quei due eventi li ha giocatori esponendosi solo per una percentuale di rischio, vendendo quote a investitori (aspetto molto comune nel poker a quei livelli) o scambiandosi quote con altri players partecipanti.

Ma l'immagine simbolo del suo torneo storto resta un'altra: nel prestigiosissimo $50.000 Poker Players Championship, Negreanu avrebbe perso gran parte del suo stack nei primissimi dieci minuti di gioco, per poi spegnersi prima ancora di avvicinarsi alla zona premi.

A completare il ritratto, una scelta che racconta la maturità del personaggio più di qualsiasi statistica: la rinuncia a iscriversi al Day 1 del $10.000 Pot-Limit Omaha Championship. La logica, spiegata nel vlog, è quella di chi conosce i propri limiti — giocare fino alle due di notte partendo già scarico avrebbe avuto poco senso, meglio staccare la spina e ricaricare le batterie.

"Nel mio stato mentale, l'idea di giocare fino all'una o alle due di notte, e ora sono le cinque, riduce al minimo le probabilità che io riesca a dare il massimo. Quindi non giocare il Day 1 del PLO Championship mi permetterà di ricaricarmi."

Daniel Negreanu

Può ancora ribaltare le WSOP?

Qui sta il bello. Perché se c'è un giocatore al mondo a cui non conviene staccare la spina troppo presto, è proprio lui. E la storia recente lo dimostra.

Basta riavvolgere il nastro fino al 2021 - come ci ricordano i colleghi di Pokernews - quando Negreanu era in perdita e raddrizzò l'intera estate con due piazzamenti monstre in extremis: terzo nel $50.000 PLO per 519.764 dollari e terzo nel $50.000 NLH per 661.041 dollari. Due colpi e il rosso diventò verde.

C'è poi un precedente ancora più affascinante, perché ribalta la logica stessa del profitto. Nel 2024, il canadese conquistò il titolo più prestigioso della sua lunghissima carriera — il $50.000 Poker Players Championship da 1,1 milioni di dollari — eppure chiuse comunque la serie in passivo. La prova che, ai suoi livelli, gloria e bilancio non sempre viaggiano sullo stesso binario.

A Negreanu, in fondo, non serve nemmeno chiudere in attivo per definire memorabile un'estate. Gli basta un colpo grosso al momento giusto. E di carte da girare, sul feltro di Las Vegas, ne restano ancora parecchie.

Daniel Negreanu: i titoli

Carta d'identità. Canadese, classe 1974, di origini rumene. Tra i giocatori più iconici della storia, membro della Poker Hall of Fame dal 2014 e miglior giocatore del decennio secondo il Global Poker Index (2014).

I numeri.

  • Vincite live in carriera lorde: 57,7 milioni di dollari ($57.688.695) — 8° di sempre nella money list mondiale e 1° tra i canadesi
  • Braccialetti WSOP: 7 (a caccia dell'ottavo proprio in questa edizione 2026)
  • Guadagni lordi complessivi alle WSOP: oltre 23 milioni di dollari.
  • Titoli World Poker Tour: 2
  • WSOP Player of the Year: 2004 e 2013.
  • WPT Player of the Year: stagione 2004-05

Il jolly nascosto (e una buona notizia che vale più di un bracciale)

Anche dove i conti personali piangono, Negreanu ha un asso di riserva: il 25K Fantasy, la competizione a squadre tra professionisti. Il suo team guida la classifica con 871 punti, trascinato dall'ottima estate di Josh Arieh e dal suo secondo posto nel Poker Players Championship. Un piazzamento che potrebbe regalare al canadese e ai suoi un altro incasso a sei cifre, capace di alleggerire e non poco il passivo complessivo.

E poi c'è la vita, quella vera, che ogni tanto fa capolino anche tra una giocata e l'altra. Negreanu ha chiuso il vlog mostrando la cameretta che la moglie Amanda ha allestito in vista dell'arrivo del loro primo figlio. Un dettaglio che ridimensiona, con dolcezza, l'intero discorso: certe perdite si misurano in chip, certi guadagni no.

Il gran finale WSOP

Mezzo milione di rosso a metà serie sarebbe, per la stragrande maggioranza dei giocatori, una condanna. Per Daniel Negreanu è solo un turn sfortunato in una mano ancora aperta. Restano settimane di gioco, restano i tornei più ricchi del calendario, resta soprattutto un curriculum che da decenni racconta la stessa storia: quella di un campione capace di trasformare una serata storta in un finale da copione.

Il river a Las Vegas non ha ancora girato la sua carta per Daniel.