Cominciano ad essere sempre di meno i giorni che ci separano dall’EPT di Barcellona, l’ombelico del mondo del poker live del mese estivo per eccellenza, organizzato da PokerStars, che ci farà compagnia dal 16 al 29 agosto.
Come ormai saprete da tempo, l’EPT viene suddiviso in dua macro appuntamenti, quello che fa capo alla sezione PokerStars Open e quello dell’European Poker Tour propriamente detto, che, in seno a questo articolo tratteremo in maniera minore, rimandandovi alla presentazione di tutta la kermesse catalana.
In questo Articolo:
Il PokerStars Open
Della prima parte di tutta la manifestazione che si svolgerà all’interno del Casino de Barcelona, il fiore all’occhiello sarà ovviamente il PokerStars Open Main Event.
Non cambia il Buy In da 1.650 euro, con 30.000 chips iniziali e livelli da 40 minuti nella prima parte del torneo.
La formula consente un singolo re-entry per ciascun flight, otto in tutto, con registrazione aperta fino al termine del livello 10. Ogni Day 1 si conclude quando rimane in gioco il 15% del field: i qualificati al Day 2 potranno considerarsi a premio, caratteristica che rende decisiva la gestione della bolla di fine flight.
Questo il piano di gioco della prima parte dell’EPT:
| Categoria | Evento | Date | Buy-in |
|---|---|---|---|
| PokerStars Open | PokerStars Open Main Event | 16-22 agosto | €1.650 |
| PokerStars Open | PokerStars Cup | 20-21 agosto | €825 |
| PokerStars Open | PokerStars Open High Roller | 21-23 agosto | €2.700 |
La strategia in relazione alla struttura: i primi livelli
La struttura dell’Open di Barcellona offre molto spazio nelle prime ore, ma cambia volto con una certa rapidità.

Al livello iniziale, 100/100 con big blind ante da 100, lo stack di partenza vale 300 big blind e la profondità rimane notevole anche nei livelli successivi: 150 big blind al 100/200, 100 al 100/300 e 75 al 200/400. Non esiste quindi alcuna necessità di forzare il gioco nella fase iniziale, soprattutto contro avversari che possono sopravvalutare una top pair o costruire piatti troppo grandi fuori posizione.
Con stack così profondi acquistano valore le mani capaci di realizzare equity su più street, come coppie, assi suited, suited connector e broadway dello stesso seme. Al contrario, le mani dominate e le top pair con kicker mediocre devono essere gestite con cautela, perché raramente possono sostenere una pressione consistente in piatti molto grandi.
Le prime ore servono soprattutto per osservare il tavolo, riconoscere i giocatori più passivi e individuare chi tende a pagare troppo. L’obiettivo non è accumulare a ogni costo, ma arrivare alla parte centrale senza aver compromesso il torneo in uno spot marginale.
Come affrontare il resto dei Day 1
Tra il quarto e il sesto livello lo stack iniziale scende da 75 a 50 big blind. È qui che il torneo entra nella sua fase più delicata. Le aperture da cutoff e bottone diventano più redditizie, soprattutto contro bui che difendono poco, mentre dalle prime posizioni è utile mantenere range più solidi.
Il big blind ante aumenta il valore del piatto preflop e premia chi sa attaccare con frequenza, senza però utilizzare size eccessive. Con 40-60 big blind, aperture contenute e 3-bet ben calibrate consentono di esercitare pressione senza impegnare inutilmente una quota troppo ampia dello stack.
Il passaggio dal livello 7 al 10
Un passaggio importante arriva tra il livello 7 e il livello 10. Lo stack iniziale vale prima 37,5 big blind, poi 30 e infine 25. I livelli 9 e 10 vengono giocati entrambi a 600/1.200 con ante 1.200: una pausa nell’aumento dei bui che concede un’ulteriore finestra prima della chiusura delle registrazioni. In questa fascia il flat call perde valore, specialmente fuori posizione.
Diventa preferibile entrare nei piatti con un piano più definito, utilizzando con maggiore frequenza 3-bet, resteal e, contro determinate aperture, anche 3-bet all-in.
Chi si iscrive all’ultimo momento riceve 30.000 chips e affronta il livello 11 a 1.000/1.500, quindi con 20 big blind. È ancora uno stack giocabile, ma offre molta meno libertà postflop: dipende dalle vostre caratteristiche di giocatore scegliere se entrare in extreme late registration, oppure affrontare il torneo fin dalle prime fasi.
Non c’è una fine prestabilita
Se, come scritto in precedenza, la bolla scoppia nel momento in cui viene raggiunto il 15% del field iscritto, non è certo che tutti i flight si chiuderanno durante lo stesso livello, per cui sarà decisione dello staff quella di decidere da quale livello ripartire, sempre dando un occhio alla giocabilità a favore dei players left.
Ciò origina anche un’altra dinamica: non è possibile prevedere a quale livello scoppierà la bolla, per cui anche per questo motivo cambia la strategia.
Lo shot clock dal livello 11
Dal livello 11 entra anche in funzione lo shot clock. Ogni giocatore dispone di 15 secondi per la prima decisione e di 30 secondi per quelle successive, oltre ai time bank da 30 secondi. La loro gestione fa parte della strategia: consumarli per spot standard può diventare costoso quando, avvicinandosi alla bolla, occorre analizzare un all-in o una decisione complessa al river. Conviene quindi seguire sempre l’azione e preparare in anticipo le possibili risposte.
Lo scoppio della bolla
L’aspetto più particolare rimane comunque la conclusione di ogni flight al 15% del field: non si gioca per raggiungere un livello prestabilito, ma fino allo scoppio di una vera bolla.
I big stack possono aumentare la pressione sui giocatori con un patrimonio di medio valore, che in quel frangente non rischiano l’eliminazione e hanno molto interesse a conservare le chips.
La situazione più complessa riguarda proprio gli stack medi. Contro chi li copre devono limitare i call marginali e scegliere con cura i piatti da giocare, ma chiudersi completamente sarebbe altrettanto pericoloso. Rinunciare a ogni spot significa perdere rapidamente capacità di pressione ed è quindi fondamentale selezionare gli avversari.
Gli short stack, invece, non devono aspettare passivamente una mano premium: sotto i 10-12 big blind, fold equity e posizione diventano spesso più importanti della forza assoluta delle carte.
La parte avanzata del torneo
Dal Day 2 al Day 4 si giocherà con molta più tranquillità e, soprattutto, la durata dei bui aumenta fino a 60 minuti, restituendo maggiore giocabilità alla fase avanzata.
Le dinamiche della bolla, che vedremo ripetersi per tutte le parti finali di ognuno degli 8 flight di partenza, saranno ormai un ricordo e si disputeranno gli ultimi tre giorni di torneo con la certezza di passare alla cassa dopo l’eliminazione per ritirare il premio abbinato alla proprio piazzamento nel payout.
Sarà utile cominciare a prendersi dei rischi maggiori rispetto alle prime giornate, anche perché spesso il pay jump dei livelli immediatamente successivi allo scoppio della bolla, non è mai così importante cospicuo a livello monetario, per cui meglio provare a costruire uno stack importante giocando qualche colpo speculativo, piuttosto che vivacchiare attendendo di vincere qualche Euro in più.
Il final table
Al tavolo finale si passa invece a un numero prestabilito di mani per livello, rendendo inutile qualsiasi tentativo di rallentare il gioco. A quel punto contano soprattutto posizione, distribuzione degli stack e, adesso sì, un occhio a quella che è la struttura dei premi per poter partecipare eventualmente ad una discussione di un accordo e, nel caso, avere forte voce in capitolo.
Il PokerStars Open Barcellona premia dunque la pazienza nelle prime ore, la precisione nella zona dei 20-40 big blind e la capacità di cambiare marcia vicino al 15% del field.
La struttura non obbliga a correre subito, ma punisce chi arriva impreparato alla bolla: conservare uno stack capace di mettere pressione nel momento decisivo può valere molto più di qualche piatto vinto all’inizio.



