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Antonio Barrera
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"Ho giocato un po' più loose e aggressivo!" Intervista ad Antonio 'dispo21' Barrera dopo la vittoria del Sunday High Roller

Qualche mese fa, dopo aver vinto il Sunday Special, ci aveva detto che il successo al prestigioso domenicale non era un punto di arrivo. Aveva ragione: martedì notte Antonio "Dispo21" Barrera è tornato a farsi sentire su PokerStars Poker Snai Poker e Sisal Poker mettendo in bacheca il Sunday High Roller.

Abbiamo raggiunto il 23enne siciliano per farci raccontare la vittoria al domenicale high stakes. Ecco la trascrizione della chiacchierata in cui Antonio ci ha anche anticipato importanti novità per il suo futuro con il poker online.

Il ritorno dopo il Sunday Special

Ciao Antonio, non ci sentiamo dalla vittoria del Sunday Special dello scorso ottobre. Aggiornaci: che volumi di gioco hai mantenuto in questi mesi e a livello di risultati come è andata?

Non ho calcolato bene i numeri, ma suppongo di aver giocato sui 4.000-4.500 tornei tra PokerStars e le altre room. A livello di risultati non è andata per niente male. Ho cercato più costanza possibile nel percorso.

Adesso che è estate hai un po' rallentato i ritmi?

In realtà è stata un'estate un po' particolare perché ho comunque tenuto dei bei volumi di gioco, forse stimolato da quello che succederà nei prossimi mesi. Però cerco sempre di tenere del tempo sia per me che per lo studio. Per questo penso che da questo mese abbasserò un po' i volumi.

Raccontaci come è andato questo Sunday High Roller dal Day 1 al tavolo finale.

Al day 1 sono entrato in gioco intorno alle 23:15 e mi sono sempre mantenuto in average. Poi in bolla mi sono ritrovato short, aggrappato a pochi BB. Arrivati in the money ho subito trovato un double-up con poker di quattro contro K-Qo, se non ricordo male, e ho chiuso il Day 1 con 40x circa. Al Day 2 ci siamo presentati con questo stack, che poi al final table si è ritrovato a 28 BB, quindi eravamo in una situazione non troppo agevole perché l'average del final table era alto. Fortunatamente proprio alla prima mano del final table spillo coppia di assi su mini raise e 3-bet da early position, le metto tutto dentro, l'avversario che aveva tribettato mi chiama con due dieci e vado nelle prime tre posizioni del chipcount.

Una vittoria è sempre individuale, ma dietro ci sono diverse persone che contribuiscono a renderla speciale.

Antonio Barrera

Avversari conosciuti e mani chiave

Quanti avversari conoscevi del tavolo finale?

Conoscevo parte dei giocatori al tavolo, perché erano reg del sito. Con la maggior parte abbiamo giocato migliaia di mani, quindi conosciamo l'uno le tendenze dell'altro. Se non erro, due o tre giocatori erano ricreazionali e abbastanza loose, quindi soprattutto all'inizio era fondamentale inquadrarli bene per adattarsi di conseguenza. Forse in determinate scelte sono stato un po' più loose e aggressivo contro di loro.

Ci sono state mani del final table che ti hanno dato da pensare?

Sono consapevole che in alcuni spot avrei potuto prendere decisioni differenti, meno standard, ma alla fine erano tutte scelte legate agli adattamenti che avevo fatto in base al player e alle dinamiche che si erano create al tavolo, soprattutto in ottica final table. Ci sono sicuramente degli spot che ho rivisto e analizzato, e penso che questo sia uno degli aspetti più interessanti del poker: non archiviare tutto quello che abbiamo fatto, ma rimetterci in discussione. Ogni spot può essere uno spunto per confrontarsi, rianalizzare le proprie decisioni, capire se con le informazioni che avevamo in quel momento avremmo potuto fare qualcosa di diverso, di più o soprattutto di migliore. Penso che sia proprio uno degli aspetti più importanti del poker, che va sempre coltivato con la giusta importanza.

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L'heads-up e il palmares domenicale

Come è andato l'heads-up?

Non ti posso negare che il testa a testa non è stato per niente semplice. In più l'ho giocato mentre stavo multitablando con altri Day 2 aperti. Avevo scelto di giocare un po' meno tavoli ma alla fine ho aperto anche i tornei di lunedì. Partivo in vantaggio e non è stato semplice nemmeno a livello emotivo perché ho perso qualche colpo e sono sceso a 35bb contro i 130bb di oppo. Meno male che poi l'ho ribaltata di nuovo.

Avevi già vinto il Sunday High Roller?

No, questa è la mia prima vittoria. Mi è capitato più volte di fare final table o di sbollare il tavolo finale, ma questa è la prima volta che vinco il torneo.

Progetti futuri e ringraziamenti

Adesso quali sono i tuoi progetti pokeristici? Hai pensato di trasferirti all'estero per misurarti con il field internazionale come hanno fatto tuoi colleghi? Sul fronte del poker live invece?

Ci sono grandi novità al riguardo. Negli ultimi mesi ci ho lavorato tanto sempre con l'idea, o il sogno se vuoi, di andare a Malta o comunque all'estero per confrontarmi col field estero, fare nuove esperienze e farlo nel miglior modo possibile. Ci sono state delle svolte anche ultimamente: sto progettando quello che potrebbe essere il mio trasferimento ufficiale, magari ad ottobre di quest'anno. Senza nessuna fretta, senza nessuna ansia, cercheremo di sistemare tutto in modo che le cose vadano bene. Di conseguenza penso che mi vedrete ancora di più ai tavoli live, visto che a Malta c'è la possibilità di giocare molto più frequentemente anche dal vivo.

Siamo ai saluti Antonio!

Lasciami ringraziare il mio coach Angelo Mirabella. Nel tempo con lui si è creato un rapporto che va oltre il semplice lavoro. Gli voglio davvero bene e sono molto contento del percorso che abbiamo affrontato e che stiamo continuando ad affrontare insieme. Stiamo lavorando davvero bene, senza fermarci mai, sempre cercando nuovi margini su cui migliorare e confrontarci. Un grande grazie lo devo pure a tutti quelli che una volta erano miei colleghi, ma che con il tempo sono diventati dei grandi amici, e che oggi fanno parte delle persone che mi circondano sia dentro che fuori dal poker. Credo che avere un gruppo con cui condividere questo percorso, confrontarsi e crescere insieme, sia una delle cose più importanti e genuine, che ti stimola e non ti lascia mai la voglia di mollare, ma sempre quella di andare avanti. Infine un grazie a tutte le persone che mi sostengono e mi supportano, anche semplicemente con un messaggio o con la loro presenza nella vita di tutti i giorni. Una vittoria è sempre individuale, ma dietro ci sono diverse persone che contribuiscono a renderla speciale.

Giornalista
Dopo anni passati a scrivere di altro, in un periodo sabbatico si è appassionato al poker e dal 2012 è diventato il suo pane quotidiano. Intanto ha scritto un paio di libri che niente hanno a che vedere col nostro meraviglioso gioco. Vive in Maremma dove è riuscito a realizzare il sogno che aveva preso forma nella sua mente da piccolo davanti a un 486 con 4Mb di RAM, ovvero lavorare comodamente da casa scrivendo al computer. Laurea magistrale in scienze della comunicazione, da venti anni iscritto all'Ordine dei Giornalisti, prima di conoscere il poker si è occupato di cronaca sulla stampa quotidiana nazionale e di musica su quella periodica, quest'ultima soprattutto per entrare gratis ai concerti. Poi ha creato e diretto per cinque anni un freepress bilingue turistico-locale. Al termine di questa esperienza il suo percorso si intrecciò con il NLHE grazie a un amico che giocava su Full Tilt Poker.