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Luca 'lucaseba89' Sebastiani: "Mi piace giocare i tornei e viaggiare, unisco le due passioni, vi racconto come è andato il Sunday Special"

Questa settimana il Sunday Special di PokerStars Poker Sisal Poker e Snai Poker ha segnato un gradito ritorno. In heads-up ha infatti alzato bandiera bianca Luca 'lucaseba89' Sebastiani, grinder di poker online (ma non solo) di lunghissimo corso che da un po' di tempo era finito fuori dai nostri radar.

L'occasione è stata propizia per intervistare il giocatore torinese.

Cosa fa 'lucaseba89' oggi

Ciao Luca, per iniziare, visto che è da un po’ che non ci sentiamo, aggiornaci: quanto stai giocando ultimamente, sia live che online? Il poker è sempre in cima alla lista delle tue attività o stai concentrando le tue energie anche su altro?

Il poker rimane la mia attività principale e, con ogni probabilità, continuerà a esserlo anche nei prossimi anni. Il cash game è la disciplina che conosco meglio e quella su cui si basa principalmente la mia attività: gioco soprattutto su PokerStars e Sisal, con qualche sessione anche su iPoker.

I tornei, invece, li considero soprattutto un hobby e li gioco principalmente durante le trasferte live, quando ho l’occasione di confrontarmi con field diversi da quelli online. Le trasferte mi permettono anche di alternare il poker ai viaggi e alla scoperta di nuovi luoghi.

Quest’anno ho giocato meno del solito, quasi con il ritmo di un amatore, ma è stata una scelta precisa. Ho preferito dedicare più tempo ai viaggi: un mese in Brasile, un mese e mezzo a Las Vegas e diverse tappe più brevi. Il poker è rimasto comunque una presenza costante, ma con un volume più contenuto rispetto al passato. L’intenzione, però, è di tornare a breve a un volume di gioco più vicino ai miei standard professionali.

La sessione domenicale

Sharkandoti ho visto che prima della sessione del Sunday Special non giocavi su Stars da maggio 2025, con l’eccezione di tre tornei il giorno della vigilia di Natale: hai giocato con account Sisal/Snai oppure ti sei proprio preso una lunga pausa? L’altra sera come hai deciso di schierarti?

Nell’ultimo anno e mezzo ho giocato MTT solo sporadicamente e, quando l’ho fatto, soprattutto su Sisal con un altro nickname. Ultimamente sono tornato a giocare cash game su PokerStars con 'lucaseba89' e domenica mi è venuta voglia di aprire qualche torneo. Mi sono detto: «Proviamo a rispolverare il vecchio nick anche negli MTT, chissà che mamma Stars non abbia in serbo una sorpresa per me». Tutto sommato, la sorpresa è arrivata.

Quanti tornei hai aperto domenica sera? Sentivi di aver accumulato ruggine oppure ti sei ritrovato subito confident?

Non ricordo il numero esatto, ma ho aperto tutti i tornei dai 20 euro in su che avevano un buon montepremi garantito. Tra questi c’era anche il satellite per le ISOP di Campione, che sono riuscito a sbollare, giusto per non farmi mancare nulla.

Lunedì sono ripartito con il Day 2 sia del Sunday Special sia del Main Event Micro da 20 euro, nel quale stavo runnando piuttosto bene. Non ho avvertito particolare ruggine, anzi: quando rimango lontano dai tornei per un po’ di tempo, torno a giocarli con maggiore entusiasmo. Inoltre arrivavo da una settimana a Bratislava, dove avevo partecipato alle WSOP Circuit, quindi non ero completamente fuori dalle dinamiche degli MTT.

Il racconto del Sunday Special

Raccontaci il Sunday Special fino al tavolo finale: a quanto hai chiuso il Day 1, le mani più grandi che hai giocato, se ricordi l’andamento dello stack eccetera.

All’inizio del Day 2 sono ripartito con circa 40 big blind, ma senza particolari aspettative, perché i giocatori ancora in corsa erano molti e la strada era lunga. Quando siamo rimasti in 25-30 ho iniziato a prestare maggiore attenzione al torneo e ho capito che poteva esserci la possibilità di ottenere un buon risultato.

Prima del final table non ricordo mani particolarmente significative. L’andamento è stato abbastanza regolare e sono riuscito ad arrivare al tavolo finale, anche se da ultimo del count e con uno stack piuttosto corto.

Per l'esattezza all'inizio eri lo short del tavolo finale con 8 BB: qual è stato il tuo approccio tattico e strategico? Conoscevi o avevi history su qualche avversario e quindi ti sei “adjustato” di conseguenza?

Al tavolo finale non conoscevo nessuno e non avevo history particolari con gli altri giocatori, quindi non sono partito con adjustment specifici. Con appena 8 big blind, il piano era semplicemente cercare una buona occasione per raddoppiare, evitando allo stesso tempo di infilarmi in spot marginali che, in una situazione del genere, potevano trasformarsi in autentici bagni di sangue dal punto di vista ICM.

Per fortuna, da UTG ho subito spillato AK e sono riuscito a raddoppiare contro AT di Sophie. È stata la mano che mi ha permesso di rientrare realmente in partita.

In heads-up Non pensavo che la vittoria fosse già in tasca, ma sicuramente la situazione appariva molto favorevole.

Luca Sebastiani

L'heads-up

Avendo iniziato da 8 BB, quando si diventato chip leader c'è stato un momento in cui hai iniziato a credere che fosse il tuo torneo?

Dopo il raddoppio con AK contro AT ci sono stati alcuni saliscendi, ma sono riuscito gradualmente ad aumentare lo stack e a scalare posizioni. Non ricordo altre mani particolarmente importanti prima dell’heads-up.

Arrivato alla fase three-handed mi sono ritrovato chip leader; nel frattempo 'paolocurry30' si era accorciato e 'Sophie' stava mantenendo un approccio piuttosto remissivo. A quel punto sentivo di avere la situazione abbastanza sotto controllo e ho pensato che ci fossero tutte le condizioni per vincere il torneo.

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Sono poi riuscito ad arrivare all’heads-up con 7,7 milioni di chip contro 1,7 milioni, quindi il vantaggio iniziale era davvero consistente. Non pensavo che la vittoria fosse già in tasca, ma sicuramente la situazione appariva molto favorevole.

In heads-up il tuo avversario ha poi raddoppiato due volte ribaltando la situazione: hai vissuto il testa a testa con frustrazione? Adesso vedi più la bottiglia mezza vuota per il mancato successo, o mezza piena per il grande risultato e la bella moneta?

Le mani decisive dell’heads-up si sono giocate tutte preflop. Nella prima ho aperto con KJo e chiamato lo shove da 17 big blind di Sophie, che aveva QTs, ma ho perso il colpo. Poco dopo siamo finiti nuovamente ai resti, questa volta con il mio AKs contro QQ, e anche in quel caso il piatto è andato a lei. La mano conclusiva è stata ATo contro Q2o e, ancora una volta, lo showdown non mi ha premiato.

Un po’ di dispiacere per non essere riuscito a vincere c’è stato, soprattutto considerando il grande vantaggio con cui avevo iniziato l’heads-up e la sensazione di avere il torneo praticamente in pugno. Non credo però di avere particolari rimpianti per le mani giocate: erano spot che, considerate le dinamiche del testa a testa, ritenevo standard.

Per questo, a mente fredda, posso comunque ritenermi soddisfatto del risultato. Certo, a otto anni dalla vittoria del 2018, mi sarebbe piaciuto molto mettere in bacheca il mio secondo Sunday Special.

Futuro e iniziative per pokeristi

Adesso che programmi hai con il poker sul breve, medio e lungo periodo?

Nel breve periodo l’intenzione è di tornare a un volume di gioco più vicino ai miei standard professionali, concentrandomi principalmente sul cash game online e continuando a concedermi qualche MTT.

Per quanto riguarda il live, penso di andare a Malta per il primo WSOP Circuit organizzato sull’isola. Ho ancora qualche incertezza su un eventuale ritorno a Las Vegas, ma al momento credo sia più probabile che se ne riparli nel 2027.

Nel lungo periodo vedo comunque il poker ancora al centro della mia attività, con il cash come disciplina principale e i tornei come occasione per viaggiare e variare un po’.

Siamo ai saluti...

Vorrei approfittare di questo spazio per segnalare l’Associazione Giocatori Poker, nata su iniziativa di nove soci fondatori con il supporto dell’avvocato Max Rosa, figura già conosciuta nell’ambiente pokeristico, e presieduta da Rocco Palumbo.

L’obiettivo dell’associazione è tutelare gli interessi dei giocatori, dai professionisti agli appassionati, promuovere il riconoscimento del poker come gioco di abilità e contribuire a dare maggiore dignità e tutela alla figura del poker player. Chi volesse conoscere meglio l’iniziativa e le sue attività può visitare il sito.

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Giornalista
Dopo anni passati a scrivere di altro, in un periodo sabbatico si è appassionato al poker e dal 2012 è diventato il suo pane quotidiano. Intanto ha scritto un paio di libri che niente hanno a che vedere col nostro meraviglioso gioco. Vive in Maremma dove è riuscito a realizzare il sogno che aveva preso forma nella sua mente da piccolo davanti a un 486 con 4Mb di RAM, ovvero lavorare comodamente da casa scrivendo al computer. Laurea magistrale in scienze della comunicazione, da venti anni iscritto all'Ordine dei Giornalisti, prima di conoscere il poker si è occupato di cronaca sulla stampa quotidiana nazionale e di musica su quella periodica, quest'ultima soprattutto per entrare gratis ai concerti. Poi ha creato e diretto per cinque anni un freepress bilingue turistico-locale. Al termine di questa esperienza il suo percorso si intrecciò con il NLHE grazie a un amico che giocava su Full Tilt Poker.