
Lo statunitense inizia la propria riflessione partendo dalla delusione maturata alle WSOP 2010, dove non è riuscito ad ottenere neppure un piazzamento in the money. Naturalmente, per ovvi motivi era impensabile ripetere un'annata trionfale come quella trascorsa, ma logicamente presentarsi nelle sale del Rio da campione uscente del Main Event WSOP motiva a ben altri traguardi, assai diversi dallo zero spaccato che invece gli si è presentato davanti.
"Naturalmente non posso lamentarmi - affretta a scusarsi Joe, rendendosi conto di essere in debito con la sorte ancora per un po' - ma certamente credo di avere il diritto di sentirmi infastidito per come sono andate le cose. Subito prima delle WSOP ho anche preso una lunga pausa dal poker online, perché anche lì i risultati non mi stavano dando ragione".
A sua discolpa, va pur detto che Joe Cada non frequenti certo tavoli morbidi da affrontare, come egli stesso ammette: "Ho speso molte ore giocando cash game heads-up, ai limiti $25/$50 e $50/$100. Ci sono molti professionisti che giocano su PokerStars a quei limiti, e così ho dovuto sopportare la mia bella dose di swing, ma alla fine sono riuscito ad essere in positivo".

Impegnato nelle ricerche di una casa in cui investire una parte degli oltre otto milioni di dollari vinti un anno fa, Joe Cada sta anche programmando il suo ritorno nei grandi tornei internazionali, e la sua scelta pare infine essere ricaduta sulla tappa del North American Poker Tour che si terrà a Los Angeles fra poco più di un mese: "Non ho ancora deciso se giocare al Bellagio o meno questo mese - come vi abbiamo anticipato è in corso il WPT Festa al Lago - ma di certo non mi perderò la tappa NAPT di novembre".
Aspettiamoci quindi di veder presto tornare ai tavoli verdi un Joe Cada più affamato di risultati che mai: è dal gennaio 2010 che non è riuscito a piazzarsi in alcun torneo live. Un diugino che un campione del mondo come lui, decisamente non può più sopportare.

