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Circoli senza dealer? In Oregon le card rooms non chiedono rake e il gioco sarà in futuro auto-gestito dai poker players

La regolamentazione del gambling all'esterno dei fuori casinò non è solo un problema tipico italiano. Anche al di là dell' Oceano Atlantico, negli States, si sono create delle situazioni non facili da gestire, in particolare riguardo alla disciplina dell'action ai tavoli da poker nelle card rooms.

In Oregon, i casinò possono essere gestiti solo dai nativi, pertanto l'unica forma di gambling play for money autorizzata è quella tribunale. E le card rooms chi le gestisce?

Esistono parecchi circoli di poker che non chiedono alcuna rake ai giocatori, pertanto non rientrano nei divieti delle leggi statali. Ma come fanno queste poker rooms ad andare avanti?

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Action all'interno dell'Encore, card room di Portland che appena stata chiusa a seguito dei recenti divieti

Guadagnano dalle attività extra poker, in particolare vendendo cibo e bevande all'interno dei locali. In un sistema del genere, i dealer non navigano nell'oro, per usare un eufemismo.

In questi mesi, è emerso che in alcune poker rooms, i dealer impiegati non ricevevano stipendi regolari ma vivevano solo grazie alle mance dei giocatori.

Alcuni hanno denunciato il fatto all'ufficio del lavoro dell'Oregon e sembra che le autorità statali fossero a conoscenza del problema.

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Da parte del consiglio cittadino di Portland (600.000 abitanti circa) c'è stata una dura presa di posizione. E' stata inviata una lettera di diffida alle 15 poker rooms della zona con un messaggio molto chiaro: "i dealer permanenti non possono essere più utilizzati". In altre parole, le card rooms non possono più assumere nessuno.

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Action autogestita come negli home games

Secondo le autorità di Portland, l'action dovrà essere autogestita direttamente dai giocatori, come se fosse un home games (tipologia di gioco ammesso negli Stati Uniti). Logico che l'ipotesi sembra pura follia a noi europei, ma non è poi così lontano dalla realtà negli USA. In California, ad esempio, le famosissime card rooms permettono ai sindacati di giocatori di bancare ai tavoli di blackjack, tanto per fare un esempio.

Il Municipio di Portland vuole quindi far applicare il modello "home game" in queste sale private, ma non sarà semplice. Il "Poker Club Encore" ha chiuso i battenti mentre il "Final Table" e il "Portland Meadows" stanno ancora utilizzando ancora dealer ed hanno aperto una trattativa con il Sindaco della città, per trovare una soluzione rapida.

Editor in chief - Giornalista e analista betting
Luciano Del Frate è giornalista iscritto all’Ordine da oltre 25 anni e vive a Malta dal 2012. Laureato in Giurisprudenza, è specializzato nei sistemi regolatori del settore gaming e nella comunicazione del gioco legale in Italia. Dopo gli inizi tra quotidiani e televisioni, dai primi anni 2000 lavora nel mondo delle scommesse come consulente, approfondendo da vicino le dinamiche del mercato internazionale. Dal 2010 fa parte della squadra di Assopoker, dove racconta poker, betting e industria del gioco con un approccio tra analisi, esperienza e passione. Malato di sport fin da bambino, non ha mai smesso di inseguire quel sogno nato sfogliando il Guerin Sportivo