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Antonio Esfandiari: “Ecco il libro che ha cambiato la mia vita e perché”

Antonio Esfandiari si apre in un'intervista nella quale parla della propria vita privata, dei suoi successi e della famiglia

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31/05/2021 17:30

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Esfandiari e la sua vita

Nelle ultime settimane ho preso in prestito una pagina dal libro di Tim Ferriss, “Tribe of Mentors” che ho finito di leggere di recente. 

Il libro presenta Ferriss che pone a centinaia di esperti e professionisti di alto profilo, una serie di domande per aiutare a capire cosa li ispira e contribuisce al loro successo.

Tra coloro con cui Ferriss ha parlato c’è un trio di professionisti del poker: Daniel Negreanu, Fedor Holz e Liv Boeree. 

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Non ho potuto fare a meno di chiedermi come gli altri nel mondo del poker avrebbero potuto rispondere alle sue domande, quindi ho pensato di fare loro domande simili a quelle.

In questo pezzo Antonio Esfandiari si concede un po’ di tempo dalla sua frenetica vita familiare per rispondere.

Di seguito sono riportate alcune delle domande che Ferriss ha posto in Tribe of Mentors insieme alle risposte di Esfandiari.

Il libro che ha cambiato la vita di Esfandiari

Qual è il libro (o i libri) che hai regalato di più e perché? O quali sono da uno a tre libri che hanno influenzato notevolmente la tua vita?

“Per quanto riguarda il libro, “I quattro accordi” ( di Don Miguel Ruiz, NDR). Questo è stato un libro molto importante per me. Lo consiglio vivamente a tutti”.

Quale acquisto inferiore ai $ 100 ha avuto un impatto più positivo sulla tua vita negli ultimi mesi (o nella tua memoria recente)?

Ho ordinato una coperta personalizzata per la casa con le foto dei bambini e della famiglia. Fa salire la parola “accogliente” a un nuovo livello.”

Successi e fallimenti

In che modo un fallimento, o un apparente fallimento, ti ha preparato per un successo successivo? Hai un tuo “fallimento preferito”?

“Non posso dire di avere un fallimento preferito. Senza voler sembrare un idiota, di solito sono riuscito a fare le cose a cui mi sono davvero concentrato. Credo davvero che siamo capaci di tutto quando diamo il massimo”.

Se potessi avere un gigantesco cartellone da portare e mostrare ovunque con qualcosa sopra – metaforicamente parlando, diffondere un messaggio a milioni o miliardi – cosa ci scriveresti e perché?

L’attaccamento è l’origine di tutta la sofferenza umana”. Questa citazione mi colpisce davvero. Pensaci. Immagina una vita in cui non sei attaccato a niente… Sarebbe perfetto.

Questo pezzo è tratto dall’articolo che Chad Holloway scrisse un paio di anni fa per PokerNews, nella sua rubrica “Hold’Em with Holloway”