Gioco legale e responsabile

Come pensano i Pro

Daniel Negreanu analizza un bluff subito da Justin Bonomo nel 100k della PCA

Daniel Negreanu racconta una mano giocata contro Justin Bonomo nell'high roller da $100.000 della PCA 2018. Ecco la sua analisi

Scritto da
23/02/2019 15:03

7.044


Tra i suoi buoni propositi di fine anno, Daniel Negreanu aveva inserito anche la volontà di analizzare qualche mano ogni mese sul suo storico blog. Il canadese ha mantenuto la promessa, e durante la PCA 2018 non ha perso l’occasione di raccontare una mano giocata contro Justin Bonomo nel Super High Roller da $100.000 di buy-in.

Nello spot in questione, Kid Poker è stato brutalmente bluffato dal suo avversario. Per questo motivo, non si tratta della solita analisi auto-celebrativa tipica di molti pro, il canadese si è messo a nudo in uno spot dove il suo avversario è stato più bravo di lui.

Su PokerStars.it sono arrivati gli Spin & Go Max: registrati subito! Ti attendono promozioni speciali!

 

 

Daniel Negreanu vs Justin Bonomo: l’analisi di Kid Poker

La mano inizia con il fold generale del tavolo e Daniel che dallo small blind decide di rilanciare con j 8 . Il team pro di Pokerstars ha uno stack di circa 100 big blind e sui blinds 10.000-20.000 rilancia a 75.000.

Sul big blind c’è Justin Bonomo, anche lui con circa 100 big blind nello stack. Tra fold, raise e call, sceglie l’ultima opzione.

“Con questa mano avrei potuto limpare dallo small blind“, scrive Negreanu. “Ma voglio mantenere un qualche tipo di range di raise da quella posizione con uno stack molto deep. J-8s è una buona mano per farlo”.

Negreanu parla anche della size: “In questo caso rilancio più del normale perché giocherò fuori posizione. Non voglio che per Justin sia economico chiamare e giocare in posizione su di me”.

Daniel Negreanu (courtesy Neil Stoddart/Pokerstars)

L’action postflop

Sul flop compaiono 7 6 2 . Daniel va in c-bet per 45.000 chips e Bonomo rilancia a 175.000.

“La mia puntata sul flop è di circa 1/4 del pot, ed è una size che utilizzo spesso e con un gran numero di mani differenti. Un tempo c-bettavo più grande, ma negli ultimi due mesi di studio (con i due coach che gli stanno insegnando la GTO, ndr) ho capito che puntare poco mi apre la strada a maggiori opportunità”.

Daniel decide di appoggiarsi in floating: chiama con l’idea di poter costringere al fold Bonomo sulle street successive. Probabilmente ha il sentore di un possibile bluff da parte dell’avversario, ma nella sua analisi tralascia di spiegare questa decisione.

Il turn è un 7 . Daniel fa check e Bonomo lo imita.

Al river scende un j che completa il board. Negreanu ha ora la top pair e decide di puntare 175.000. Bonomo non ci pensa due volte e rilancia a un milione di chips. Negreanu folda.

Justin Bonomo

L’analisi del bet/fold al river

“Al river il mio dubbio è se checkare o puntare“, spiega Kid Poker. “E il secondo dubbio era: se punto, mi conviene puntare tanto o poco?  Questo è uno di quegli spot dove punto 1/4 del pot e magari vengo chiamato da una mano peggiore oppure addirittura induco un raise? Alla fine ho scelto di puntare 175.000 sul pot di 500.000“.

Bonomo effettua un rilancio importante al river, più di cinque volte la bet di Negreanu. Qui Daniel non ha certezze: “Quando Justin rilancia, non penso che abbia colore molto spesso. E’ possibile, ovviamente, ma questa mossa mi sembra fatta con 6-7 oppure in bluff totale“.

“A posteriori, dopo aver puntato piccolo al river, avrei dovuto chiamare. C’è solo una combinazione di mano con cui fa questa mossa, ed è 6-7. Nient’altro. Il problema è che ci sono un sacco di combinazioni di mani che ha nel range e che sono aria pura”.

Fatta questa premessa, perché Daniel ha foldato? Con grande umiltà spiega semplicemente di non aver trovato il coraggio di metterle in mezzo.

“Dal punto di vista matematico, questo era un chiaro call per me. Ma alla fine me la sono fatta sotto e ho foldato dopo aver utilizzato una sola chip per il time bank“.

Daniel Negreanu (courtesy Poker Central)

A mente fredda, Daniel analizza la sua mano e trova sbagliato soprattutto un aspetto: la bet al river.

“Ho chiesto a tante persone e molte mi hanno detto che puntare al river era giusto, ma a me non sembra proprio. Credo che avessi più possibilità di snappare un bluff checkando piuttosto di farmi chiamare da una mano peggiore. Alla fine ho scelto la condotta peggiore, il bet/fold“.

Cosa aveva Justin Bonomo in quella mano? Un bluff totale con k q .

Tu cosa ne pensi? Lascia il tuo commento