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Foldare K-K preflop: il pro Johnnie Moreno spiega come ha capito che l’avversario aveva A-A

Scritto da
06/03/2018 10:45

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Johnnie Moreno è un giocatore di poker professionista con una carriera decennale alle spalle. Non essendo uno specialista di tornei, fino allo scorso ottobre non era un nome noto, perché apparteneva alla vasta schiera di players che si guadagnano da vivere con il cash game live. Lo scorso anno ha però deciso di raccontare la sua vita attraverso un canale YouTube, che oggi è uno dei più apprezzati soprattutto tra gli amanti del poker in Nord America.

Dopo aver passato dieci anni a grindare il cash game live di Las Vegas (partendo dal $1-$2 fino al $5-$10 deepstack), Johnnie ha deciso di trasferirsi in California per condurre una vita più equlibrata. Oggi è uno dei regular più vincenti dei casinò di San Diego, ma gioca spesso anche al Bycicle Casino di Los Angeles, fino ai limiti $50-$100.

Proprio nello show televisivo di questa poker room (il Live at the Bike!) ha messo a segno un hero fold sensazionale: ha foldato K-K preflop quando l’avversario aveva proprio A-A. Nel primo video pubblicato sul suo canale YouTube, Johnnie ha spiegato perché lo ha fatto. Ecco la sua interessante analisi.

Johnnie “JohnnieVibes” Moreno

Foldare K-K preflop: l’analisi di Johnnie “JohnnieVibes” Moreno

La partita in questione ha blinds di $50-$100. Johnnie ha uno stack di $14.250 e dopo aver spillato k k rilancia a $300. Foldano tutti fino a un giocatore asiatico di nome Ken, il quale 3-betta a $1.450.

“Ken è un giocatore amatoriale che viene dall’Asia. Sono molto felice di avere in mano K-K contro di lui”, spiega Johnnie. “Scelgo la 4-bet perché so che è estremamente loose e gli piace chiamare, quindi voglio spingerlo a commettere l’errore di entrare nella mano con gran parte dello stack in mezzo”.

Johnnie decide di 4-bettare a $4.000. A questo punto della sua analisi viene fuori la differenza tra un professionista del live e uno dell’online.

“Subito dopo aver rilanciato inizio a scrutarlo per cogliere qualche tell. Lui fa una cosa con la testa, come se la scuotesse. Poi serra le labbra come se fosse deluso dalla mia mossa e controlla due volte la sua mano. In questo modo mi sta dando dei tell fisici che mi fanno pensare a una mano come J-J o Q-Q, A-K al massimo. Ovviamente sono felice di questo perché giudicando dal suo linguaggio del corpo sembra essere in difficoltà”.

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Individuare i “fake-tell” e fidarsi del proprio istinto

Il player amatoriale, però, decide improvvisamente di andare all-in per $9.420 complessivi.

“Questa mossa mi ha totalmente colto di sorpresa. Il fatto che sia andato all-in dopo aver dato tutti quei tell così palesi, mi fa convincere che fossero “fake tell”. Stava facendo una sceneggiata e la sceneggiata è tipica dei giocatori amatoriali asiatici, non mi piace ragionare per stereotipi ma ne ho visti davvero tanti comportarsi così nel corso della mia carriera”.

Johnnie inizia a pensarci e ragionare sulla “sceneggiata” a cui ha assistito. Alla fine, riesce a trovare un incredibile fold con K-K. L’avversario aveva proprio A-A.

Dovevo chiamare $10.000 per un pot in cui c’erano $20.000, matematicamente il fold era corretto se lo mettevo solo su A-A. Come ci sono riuscito? In primis mi ha convinto la sceneggiata. Ho giocato a poker live per oltre 10.000 ore e so che quando un giocatore fa quel genere di sceneggiata ha quasi sempre A-A“, spiega.

Poi conclude:

“In secondo luogo, c’era il flow della partita: io stavo perdendo e lui stava vincendo, lui non è il genere di giocatore che si mette a pushare light in questa circostanza. Infine, io non sono uno a cui interessa sembrare un idiota. Posso chiamare e nessuno mi potrebbe criticare, mentre foldando contro una mano peggiore della mia apparirei come il più grande idiota di sempre. A me non importa, credo che l’aspetto più importante in assoluto nel poker live sia l’istinto. Ecco perché ho foldato”.

Il video della mano:

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