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Parker Talbot analizza un call discutibile in un high roller: giusto mettere tutto con 2nd pair e un draw?

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07/06/2019 19:03

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Ho l’impressione di aver commesso diversi errori in questa mano“. Inizia così l’analisi che Parker Talbot ha fatto di uno spot molto controverso nell’high roller da €10.300 del PSC.

Talbot, conosciuto online come “tonkaaaa” e noto per le sue sessioni infinite su Twitch, è diventato team pro di 888Poker. A Barcellona nel 2017 ha messo a segno tre ITM, il più importante dei quali è stato senza dubbio il 13° posto nell’high roller.

Parker Talbot

In quell’occasione il giovane canadese ha incassato un premio di €63.750, ma la mano in cui ammette di aver commesso alcuni errori era stata giocata ben prima. Per la precisione subito dopo lo scoppio della bolla, quando il field era sceso a circa 60 players left. In un momento così importante del torneo, Talbot ha effettuato un call che ha fatto storcere il naso a molti suoi fan. Ecco com’è andata la mano e la sua spiegazione.

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La mano

Preflop

Siamo al Day 2 del torneo da €10.300 di buy-in. Del field originario di 557 giocatori restano in corsa circa 60 concorrenti, tutti a premio. Sui blinds 5.000-10.000 e ante 1.000, un giocatore spagnolo rilancia a 22.000 dal cutoff. Talbot è sullo small blind, spilla j 7 e opta per una 3-bet a 76.000.

È già una decisione discutibile“, ammette sorridendo.

Flop

Il flop è 7 5 4 . Parker ha la top pair con un buon kicker e un backdoor di colore. Sul pot di 160.000 va in c-bet per 55.000, una mossa che reputa “okay”. L’avversario chiama.

Turn

Sul turn compare un 10. Ora Talbot ha la second pair e il progetto di colore. Il suo stack è di 340.000 e in mezzo ci sono 270.000 chips. Dopo averci pensato per qualche secondo, il professionista canadese fa check.

Come reagire di fronte al push?

In questo modo permette al suo avversario di metterlo in difficoltà: lo spagnolo sceglie infatti di andare all-in (coprendolo). Ora “tonkaaaa” deve decidere se chiamare e giocarsi tutto il torneo con una second pair e un progetto di colore oppure foldare e aspettare un punto migliore.

La maggior parte dei pro folderebbe in questo spot, ma non Parker Talbot.

“Non ero molto felice, ma ho subito pensato che non potesse avere molte buone mani che mi battevano“, spiega. “Penso che avesse soprattutto dei draw. Ovviamente ha delle mani con cui mi batte, e in quel caso sono messo molto male. Ma non penso che abbia scala, set o doppie coppie. La mia logica era che con mani come J-J, Q-Q, K-K e A-A mi 4-bettasse preflop. Poteva avere A-10, ma io lo mettevo quasi esclusivamente sui draw“.

E se ha solo draw, io ho il 65-70% di equity, che non è male“, conclude Talbot.

Parker Talbot (courtesy EPT/Danny Maxwell)

Il call e il river

Dopo aver ragionato a lungo sullo spot mentre era al tavolo, Parker si era convinto di essere avanti. Una lettura dettata da tanti fattori, che alla fine si è rivelata corretta.

“Ho utilizzato due delle mie chips per il timebank e alla fine ho chiamato. Aveva a 6 per un doppio progetto, ma non ha centrato i suoi out al river. Mi rendo conto che sia stata una giocata un po’ sciocca e ho avuto l’impressione che lo pensassero tutti al tavolo. Ma io penso che in fin dei conti fosse una buona scelta“.

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