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Da pioniere del poker online a partner del grande calcio: storia di Alex Dreyfus

Da Winamax a Chilipoker, al Global Poker Index fino al boom di Socios: storia di Alex Dreyfus, tycoon francese che ha vinto l'ennesima sfida, diventando partner commerciale dei grandi club di calcio (e non solo).

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03/10/2021 14:25

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Se da qualche anno esiste il neologismo “net-preneur”, che definisce chi fa impresa (“entrepreneur”) grazie a internet, è grazie a persone come Alex Dreyfus. Sì, parliamo proprio del tycoon francese, che il popolo italiano del poker ha probabilmente conosciuto soltanto quando – a metà degli anni ’10 – aveva rilevato il Global Poker Index, lanciando poi la Global Poker League e acquisendo anche un portale guida per il poker live mondiale come The Hendon Mob.

Da qualche anno, invece, è scattata per lui l’infatuazione per il mondo delle crypto fino a quello che si può considerare il suo capolavoro: Socios. Sì, avete capito bene, parliamo del nuovo sponsor che campeggia sulle maglie dell’Inter, ma che è anche partner di Juventus, Milan, Roma e di molte delle più prestigiose e amate squadre di calcio.

Alex Dreyfus, il “net-preneur” per eccellenza

E il creatore di tutto questo è sempre lui, Alexandre Dreyfus, di cui oggi raccontiamo una storia professionale che parte negli ultimi anni dello scorso millennio e si dipana scrivendo molti nuovi e interessanti capitoli.

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In principio fu Webcity

La prima creatura di Dreyfus fu Webcity, una sorta di turistica interattiva. Un progetto che partì fortissimo ma poi finì male. Rimasto al verde (“al tempo in Francia non c’erano ammortizzatori sociali per un giovane imprenditore in difficoltà”), Dreyfus si trova un lavoro da dipendente per rimettersi in piedi: “Fu la prima e l’ultima volta che mi trovai a lavorare per qualcun altro”, confesserà poi in un’intervista. Quindi, nei primi anni 2000 fonda, insieme ad alcuni amici, Winamax.

Tra i fondatori di Winamax

Nelle intenzioni iniziali il progetto Winamax era più incentrato sulle scommesse che sul poker, comunque era il primo progetto di gaming online  destinato al mercato francese, anche se con licenza inglese. Al tempo infatti il mercato non era ancora regolamentato, e il Regno Unito era la strada più sicura e professionale per lanciarsi nel mondo del gioco online.

Alex Dreyfus: Malta e Chili Poker

In seguito ad alcune frizioni coi soci, nel 2006 Alex vende le sue quote in Winamax, ma non molla l’idea di lavorare nel gioco e nel poker online, che era in grande ascesa. Si trasferisce a a Malta e fonda Chili gaming. Sei anni dopo vende la società al colosso americano Bally Technologies.

Global Poker Alex

Proprio nel 2012 la Global Poker Index, ambizioso progetto statunitense che però non era mai decollato, dichiara bancarotta. Lo rileva proprio Alex Dreyfus, che lo rilancia con l’idea di avvicinare il poker ai grandi sport professionistici, dotandolo di un ranking in stile ATP e WTA del tennis. GPI cresce in prestigio e acquisisce anche un sito storico per gli appassionati di poker, The Hendon Mob, diventando così il riferimento unico per quanto riguarda le classifiche nel poker.

Alex Dreyfus durante un'intervista in cui presentava la Global Poker League

Alex Dreyfus durante un’intervista in cui presentava la Global Poker League

GP Masters e il trionfo italiano

Al progetto GPI si aggiungono anche anche il Global Poker Masters e la Global Poker League. Entrambi lanciati in pompa magna e che dovevano essere trampolino di lancio del poker verso una nuova audience, quella dei grandi sport, durano però entrambi una sola stagione. Noi italiani abbiamo un bellissimo ricordo del Global Poker Masters visto che venne vinto dall’Italia con Mustapha Kanit, Dario Sammartino, Rocco Palumbo, Andrea Dato e Giuliano Bendinelli che dominarono portando l’Italia al trionfo.

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GP League

Anche la Global Poker League vive una sola stagione, con il trionfo dei Montreal Nationals di Mike Mcdonald, Pascal Lefrancois, Jason Lavallee e  Marc-Andre Ladouceur. Anche qui c’era una rappresentanza italiana con i Rome Emperors di Mustapha Kanit, Dario Sammartino, Max Pescatori e Tim Adams, incapaci però di centrare i playoff.

Se il Global Poker Masters è da considerarsi un progetto finito (anche per la difficile collocazione nel solitamente fittissimo calendario dei tornei di poker live), la Global Poker League è invece ritenuta da Dreyfus semplicemente messa in stand by, in attesa di un rilancio in tempi migliori. Il tycoon francese non ha infatti smesso di credere nella connessione tra il poker, gli sport e gli esports, ma avverte che manca un ingranaggio nel sistema: qualcosa che permetta di monetizzare le enormi fan-base che poker, sport ed esports producono.

Alex Dreyfus, dal poker alle crypto: ecco Socios

Tutto cambia quando Dreyfus mette a fuoco il nuovo target per la sua ennesima nuova avventura da imprenditore: il mondo delle criptovalute. La tecnologia blockchain diventa il potenziale trait d’union che il francese cercava. Nel frattempo, però, l’appetito è cresciuto: l’obiettivo possibile diventa il grande sport professionistico. Nel 2018 nasce così ChiliZ, la criptovaluta creata ad hoc per alimentare l’obiettivo grosso: la “tokenization” dello sport, che avviene tramite la app Socios, l’ultima creatura di Dreyfus e probabilmente la più riuscita di tutte, creata a fine 2019.

Come funziona Socios

In sostanza l’utente-tifoso si iscrive al servizio e con esso la possibilità di acquistare ChiliZ, che poi può trasformare in token della propria squadra del cuore, o semplicemente di un team o club di cui decide di diventare “fan attivo”. Con questi token si può decidere semplicemente di operare sul mercato, poiché i token di ogni club subiscono quotidiane fluttuazioni di prezzo. Ma con i token si può anche partecipare attivamente alla vita del club, prendendo parte a sondaggi che poi sfociano in iniziative reali da parte della squadra, e altre attività che possono far vincere dei reward. Questi reward possono essere di varia natura, ma spesso consistono in esperienze reali che i fan possono vivere insieme al club, durante le partite, gli allenamenti o per eventi speciali.

Proprio quest’ultima possibilità ha esercitato una forte attrazione verso moltissime società, con in testa i club più prestigiosi. I vari Juventus, Inter, Milan, Roma ma anche PSG, Barcellona, Atletico Madrid, Manchester City, Arsenal, Borussia Dortmund sono club con una ampia popolazione di tifosi anche oltre i confini nazionali. A loro volta i club sportivi professionistici sono da tempo a caccia di strumenti per monetizzare la propria fan base.

Non solo calcio

Ma il campo di applicazione di questa tokenization non si ferma al calcio, in cui peraltro sono coinvolti anche club non di primissima fascia come il Novara calcio, gli olandesi del Fortuna Sittard, i belgi del Sint-Truidense e altri club, europei ed extra-europei. Dreyfus ha coinvolto anche le principali leghe di MMA, UFC e PFL, alcuni team di Esports, scuderie come la Aston Martin e la Sauber Alfa Romeo Racing di F1 e altri ancora. Inoltre è in corso l’espansione verso il mondo della NBA, con diversi team già coinvolti, con i Philadelphia 76ers primi a credere nell’iniziativa. Per adesso le franchigie NBA che hanno aderito a Socios sono 17 su 30,  l’ultima delle quali è quella dei San Antonio Spurs, che a loro volta avranno un token dedicato.

Solo nel 2021 i fan token hanno prodotto entrate per oltre 150 milioni di dollari, che ovviamente non finiscono solo nelle tasche di Socios ma vanno condivisi con le varie società partner. Ad ogni modo è una cifra che dà un’idea degli ordini di grandezza di questo business. E, considerando le potenzialità delle grandi leghe professionistiche americane, potrebbe essere in arrivo un ulteriore bingo per Alex Dreyfus.