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Corte Giustizia Europea: “gioco online? Si a tassazione agevolata”

La Corte di Giustizia Europea ha riconosciuto la legittimità di un regime di “tassazione agevolata” per il gioco online. Inutile dire che la sentenza è storica e salvaguarda gli equilibri fiscali (e non solo) del settore dell’e-gaming all’interno dell’Unione.

Per i giudici della Corte del Lussemburgo, il gioco online può avere un regime differente dal gioco fisico, perché deve confrontarsi con un mercato globale. Pertanto, con un sistema di tassazione agevolato, gli Stati Membri possono incentivare i propri residenti a giocare su piattaforme autorizzate e legali.

La Corte di Giustizia Europea tiene conto di quello che abbiamo sempre denominato “effetto spread”, decisivo nel mercato del poker online e delle scommesse.

La CGE si è pronunciata sul regime fiscale dell’e-gaming danese, sul caso sollevato dalle ricorrenti Royal Scandinavian Casino Arhus (gruppo di case da gioco live) e Dansk Automat Brancheforening (gestori di slot machines). I due gruppi sostenevano che l’online godesse di “aiuti di stato”.

La Corte di Giustizia si è però allineata alle posizioni politiche della Commissione UE: in estrema sintesi, gli Stati Membri, per incentivare e spingere i consumatori a giocare sui siti nazionali autorizzati, possono contemplare un sistema agevolato che tenga conto dell’offerta competitiva delle rooms e dei casinò dot com.

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Per la Corte inoltre le due associazioni non hanno alcun interesse a sindacare su un regime che non riguarda il loro business: “La ricorrente non ha dimostrato che la misura di aiuto in questione era suscettibile di avere un effetto negativo sostanziale sulla posizione di uno o più dei suoi membri sul mercato interessato. I ricorrenti e, di conseguenza, il richiedente non sono dunque individualmente interessati dalla decisione impugnata “. In estrema sintesi, per la Corte, online e live non sono concorrenti, o meglio, il ricorrente non è riuscito a dimostrare di subire danni diretti da tale sistema agevolato.

Ricordiamo che in Danimarca, l’online è tassato come in Italia (per cash game, casinò e betting exchange) al 20% sui profitti lordi della casa da gioco e la Commissione UE, nel parere consultivo, ha parlato di “modello danese”.

In effetti, per il poker online, a Copenaghen hanno trovato il giusto equilibrio, non solo sotto il profilo fiscale: il mercato è aperto. Tradotto: i giocatori fanno log-in sulle rooms danesi ma possono sfidare il field internazionale dot com.

I casinò terrestri, nel paese scandinavo, devono sostenere un prelievo del 45% (più 30% se superano la soglia dei 540.000 euro). Leggermente inferiore invece l’aliquota per le slot live (41%).

Editor in chief - Giornalista e analista betting
Luciano Del Frate è giornalista iscritto all’Ordine da oltre 25 anni e vive a Malta dal 2012. Laureato in Giurisprudenza, è specializzato nei sistemi regolatori del settore gaming e nella comunicazione del gioco legale in Italia. Dopo gli inizi tra quotidiani e televisioni, dai primi anni 2000 lavora nel mondo delle scommesse come consulente, approfondendo da vicino le dinamiche del mercato internazionale. Dal 2010 fa parte della squadra di Assopoker, dove racconta poker, betting e industria del gioco con un approccio tra analisi, esperienza e passione. Malato di sport fin da bambino, non ha mai smesso di inseguire quel sogno nato sfogliando il Guerin Sportivo