Vai al contenuto

La classifica delle Dipendenze degli italiani: fumo, alcool e social network ai primi 3 posti, gioco solo 8° ma primo per politici e media

Premessa: la ludopatia è senza dubbio un fenomeno che va contrastato, ma è una problematica talmente complessa che è possibile combatterla solo con strumenti efficaci e mirati, lontano dal clamore di campagne mediatiche e politiche finalizzate solo ad acquisire nuovi consensi e destinate solo a creare ulteriori danni  (spesso le soluzioni proposte sono frutto dell’improvvisazione).

Sono 6,3 milioni gli italiani dipendenti dai social network

Purtroppo, in questi mesi abbiamo assistito al trionfo della demagogia da parte della stragrande maggioranza dei partiti politici (in prima linea PD, M5S e Lega Nord). Peccato che soluzioni tecniche efficaci al problema non siano mai state avanzate, anche perché uno studio serio, negli ultimi 20 anni, non è mai stato commissionato.

Assist alle organizzazioni illegali

Semmai, le misure adottate nel mercato terrestre fino ad ora, paradossalmente favoriscono l’offerta illegale che, nella maggior parte dei casi, è gestita dalle mafie. Più si colpisce il gioco legale senza criterio e più si favoriscono le organizzazioni criminali.

In una speciale classifica sulle dipendenze degli italiani stilata dall’agenzia Agimeg, le dipendenza dal gambling è solo all’ottavo posto, ma è il primo per quanto riguarda l’attenzione mediatica.

500 servizi contro il gioco in un anno: un accanimento!

“Prendendo in considerazione solo il periodo luglio 2016-giugno 2017, gli articoli o servizi radiotelevisivi dedicati al gioco pongono il segmento al primo posto tra quelli considerati. Secondo una stima elaborata da Agimeg, prendendo in considerazione solo i principali quotidiani nazionali e locali e le principali emittenti radio-tv, nell’anno evidenziato sono stati circa 500 i pezzi (articoli, news e servizi) dedicati al gioco. Un’attenzione mediatica che non ha riscontro in nessun degli altri settori esaminati. Nella stragrande maggioranza di questi 500 ed oltre interventi, hanno posto il gioco al centro di un non ben definito e sostenuto allarme sociale. I numeri proposti fanno venire molti dubbi su questa attenzione famelica sul gioco, tanto che parlare di malafede o ignoranza non è forse un azzardo”.

Forse attaccare il gioco è il modo più facile per conquistare consensi e non “disturbare” lobby più potenti e settori “preziosi” per il gettito fiscale. Tutto in nome della demagogia. Leggete la classifica per capire il numero delle dipendenze per ogni vizio.

Le dipendenze: la graduatoria

  1. FUMO 10.300.000 Fonte: Istat
  2. ALCOOL 8.265.000 Fonte: Istat
  3. SOCIAL NETWORK 6.300.000 Fonte: Sos Il Telefono Azzurro Onlus
  4. DROGA 4.000.000 Fonte: La Stampa
  5. SMARTPHONE 3.400.000 Fonte: Sos Il Telefono Azzurro Onlus
  6. SHOPPING COMPULSIVO 2.750.000 Fonte: Il Giornale
  7. SESSO 1.500.000 Fonte: La Repubblica
  8. GIOCO 900.000 Fonte: Ministero della Sanità/Sole24Ore

Le politiche degli ultimi Governi

Almeno a giudicare dall’operato degli ultimi Governi, nessuna misura è stata presa contro fumo, alcool e droghe (primi nella lista) ma il focus dei partiti che sostengono la maggioranza è stata rivolta sola al gioco, con misure notevoli (taglio del parco macchine e aumento tassazione illogica negli ultimi 2 anni nel mercato terrestre).

Se fumo e alcool erano due dipendenze scontate (che provocano milioni di morti insieme alle droghe) sorprende trovare in classifica alcune voci come “social network“, “smartphone” e “shopping compulsivo” (vi è una casistica importante che testimonia i gravi problemi economici che comporta questa dipendenza alle famiglie).

Non c’è da meravigliarsi e le generazioni più giovani sono a forte rischio (sorprende nella classifica non trovare la dipendenza da video games).

Nuove tecnologie: adolescenti a forte rischio

Jean M. Twenge, docente di psicologia all’Università di San Diego e autrice per l’Atlantic di un articolo sull’uso e le conseguenze del digitale da parte degli adolescenti (americani, ma lo studio può essere esteso anche ai coetanei europei), dipingendoli sull’orlo della peggiore crisi di salute mentale degli ultimi decenni: “Ci sono prove convincenti che i dispositivi che abbiamo messo nelle mani dei giovani stiano avendo profondi effetti sulla loro vita e li rendano gravemente infelici”.

Le dipendenze atipiche: le più subdole

Coloro che hanno raccolto i dati per la classifica sostengono che “la dipendenza da social network si valuta quando un soggetto, ad esempio, ha come primo pensiero appena sveglio quello di controllare Facebook o altri social. Stessa valutazione in caso un soggetto si alzi di notte per un qualsiasi motivo e la prima cosa che mette in pratica è un giro sui social frequentati”.

“Quando una persona dorme con il cellulare accanto non per motivi di sicurezza, ma per poterlo avere sempre a portata di mano. Altro sintomo della dipendenza è interagire con lo smartphone in ogni momento di tempo libero. In sesta e settima posizione due dipendenze forse poco conosciute, ma che di fatto coinvolgono oltre 4 milioni di persone. Si tratta della dipendenza da shopping, fenomeno che porta i soggetti, ad esempio, a non pagare impegni come mutuo, rate o condominio per comprare oggetti come vestiti, scarpe, ecc. Questo provoca in molti casi dei gravi squilibri nella situazione economica dei soggetti interessati”.

“Le percentuali di mortalità – aggiunge Agimeg – nelle ultime tre dipendenze della classifica (shopping, sesso e gioco) sono praticamente inesistenti o bassissimeal contrario di alcool, fumo e droghe.

Bonus poker online
Scopri tutti i bonus di benvenuto
Per oltre 3 milioni di italiani, gli smartphone rappresentano una grave dipendenza molto subdola

Alcool, fumo e droghe: dipendenze cadute nel dimenticatoio

Ma sulle dipendenze prime in classifica come alcool, fumo e droghe, l’attenzione mediatica sembra oramai finita in secondo piano, per non parlare delle proposte dei partiti politici (e gli enti locali in questo caso sono fin troppo silenti). Non sono più di moda e fanno poca audience.

Riordino o disordine?

Ora che è stata approvato il nuovo “riordino” del gioco pubblico che rischia di resettare la rete terrestre (e tutta la filiera), il Governo, nei prossimi anni, sarà capace di recuperare un gettito da 10 miliardi di euro per ogni anno solare? A questa domanda risponderà un massimo esperto di finanza pubblica in un prossimo articolo.

Senza considerare che sono a rischio centinaia di migliaia di posti di lavoro (ed in Italia non ci sono molte alternative occupazionali).

E con il potere illimitato concesso alle Regioni (che avranno l’ultima parola su tutto violando una riserva di legge riconosciuta dalla Costituzione) e agli Enti locali, la demagogia avrà ancora più spazio, a scapito di azioni mirate (magari a seguito di studi approfonditi del fenomeno ludopatia).

Le misure di contrasto al gioco patologico da intraprendere sono ben altre (il distanziometro chi tutelerà?) ma spesso sono proposte e approvate da persone che non conoscono minimamente le dinamiche del settore e cosa succede nella testa dei giocatori. Ma l’importante è solo conquistare notorietà e consensi.

Come aiutare le persone dipendenti dal gioco

Con le nuove misure, secondo voi, le persone ludopatiche smetteranno per magia di assalire le macchinette o saranno invece soggetti ancora più esposti e coinvolti da un’offerta non controllata e monitorata dalle istituzioni? La rete illegale, soprattutto da Roma in giù, è già fin troppo presente (in alcune Regioni l’estensione è superiore a quella legale).

Forse invece di gettare fumo sugli occhi all’opinione pubblica, bisognerebbe aiutare realmente queste migliaia di persone disperate a sconfiggere la ludopatia, con un servizio di sostegno pubblico, (seguite da persone esperte come avviene per altri soggetti dipendenti da alcool e droghe), finanziato naturalmente dai proventi derivanti dal gioco (come avviene negli altri paesi civili). L’uso della tessera sanitaria sarebbe un primo passo importante per controllare la loro spesa e monitorare il fenomeno nel suo complesso.

Ma per l’opinione pubblica l’importante è sbattere il mostro (il gioco), in prima pagina, costi quel che costi (vedremo in un prossimo speciale quali saranno le gravi conseguenze sui conti pubblici provocate dalla nuova manovra): nessuno ha mai incentivato un dialogo tra le parti costruttivo per trovare una soluzione realmente efficace a questa piaga sociale.

Giornalista e consulente nel settore dei giochi da più di due decenni, dal 2010 lavora per Assopoker, la sua seconda famiglia. Ama il texas hold'em e il trading sportivo. Ha "sprecato" gli ultimi 20 anni della sua vita nello studio dei sistemi regolatori e fiscali delle scommesse e del gioco online/live in tutto il Mondo. Editor in Chief.