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Enrico Mosca, mister 100 bandierine farà il mediatore per il poker: “Felice di dare il mio contributo”

Nel prossimo futuro è in programma un incontro fra la Sen. Erika Stefani (Lega) e una delegazione di pokeristi, tra cui ci sarà anche Enrico Mosca. Abbiamo chiesto un parere al pro torinese.

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17/05/2018 16:00

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Nel circuito è noto per essere giocatore e ragazzo simpatico e sempre sorridente, ma anche per gli innumerevoli piazzamenti. Recentemente Enrico Mosca ha infatti tagliato quota 100 bandierine su Hendon Mob, traguardo simbolico ma che hanno raggiunto solo in sei. E di questo sestetto, capeggiato da Max Pescatori, Enrico è forse quello che gioca da meno tempo.

Enrico Mosca

Tuttavia, nelle ultime ore il nome di Enrico Mosca è rimbalzato sulle cronache anche in un’altra possibile veste: quella di “mediatore politico”. Come svelavamo infatti ieri in esclusiva, la senatrice Erika Stefani incontrerà un gruppo di pokeristi nel quale dovrebbe esserci anche lui.

In verità pare che alla senatrice sia stato fatto il nome di Enrico e lei si è detta disponibile a un confronto. Ce lo conferma lo stesso Mosca, che abbiamo sentito mentre si trova a Nova Gorica, impegnato con l’ISOP 2018.

Dunque è vero che potresti cimentarti anche da “mediatore politico”? E come ti senti all’idea che potresti rappresentare un popolo di appassionati?

Sì, confermo tutto. Un mio coachato aveva parlato con la senatrice e gli aveva fatto il mio nome. Ovviamente sarei molto contento di poter dare il mio contributo, per cercare una soluzione condivisa.

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Hai già un’idea di quali proposte potreste fare, alla senatrice?

Idee e possibilità sono veramente molte. Da parte mia ho sicuramente una grossa esperienza generale, nel campo del gioco del poker. Ma bisogna anche vedere dove si vuole arrivare, cosa pensa chi hai di fronte, quali sono i margini di azione eccetera.

Sei sempre stato abbastanza vicino al mondo dei circoli. Secondo te il rilancio del poker passa dai club?

Il rilancio del poker passa attraverso il gioco stesso. Ora come ora i circoli sono il polmone del poker in Italia e questo polmone ha bisogno di crescere.

Oltre all’esperienza del poker, da qualche tempo ti sei lanciato anche nel mondo delle crypto. Ma ci sono ancora margini, secondo te?

Le cripto sono un mondo molto affascinante ma allo stesso tempo difficilissimo, come tutte le cose c’è spazio ma bisogna stare attenti , studiare e non pensare che sia tutto facile. Mi ricorda molto il poker: tutti vincono a poker e tutti fanno soldi con le cripto, se poi ascolto meglio capisci che di poker ne sanno poco e di cripto non ne sanno nulla…

Chiudiamo con Vegas. Ci andrai? E, a parte Enrico Mosca, chi vedresti volentieri vincere qualcosa di importante quest’anno?

Per il sesto anno consecutivo credo che andrò a Las Vegas. Lo farò principalmente per il Main Event. Se parliamo di super Eventi spero Dario Sammartino, perché è un amico e perché ho sempre visto in lui l’espressione del talento puro. Per il resto  direi Alessandro Minasi, che farà un grande Main Event, e anche Nicola Benedetto, che giocherà il suo primo Main. Eccola questa è la mia Tris!

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