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George Soros: il lupo di Wall Street acquista WSOP.com

George Soros, l’uomo che nel 1992 mise in ginocchio la “sterlina”, scommette pesante nel poker online: insieme a John Paulson e Leon Cooperman (altri due influenti manager di hedge fund), è diventato uno degli azionisti principali di Caesars Acquisition Co, la nuova multinazionale statunitense dell’e-gaming (proprietaria di WSOP.com), nata a seguito di un’operazione di spinoff con la casa madre (sommersa dai debiti).

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Caesars Acquisition controlla l’asset dell’online della nota società di Las Vegas. Gli azionisti di riferimento hanno preferito scorporare la divisione digitale, per favorire gli investimenti di Soros e C., considerando la precaria situazione finanziaria nella quale versa Caesars Entertainment.

  • Wall Street scommette nell’online

Se uno dei più “illuminati” ed avidi finanzieri del mondo occidentale investe nel business dell’online, vuol dire che i margini di crescita per il settore sono ancora importanti, soprattutto negli Stati Uniti, ma non solo. Forbes l’ha definita “la più grande scommessa di sempre, pari a 60 miliardi di dollari” ovvero quanto valutato potenzialmente il mercato dei casinò online nel Nord America.

Soros, Cooperman e Paulson affiancano altri quattro miliardari manager di private equity, azionisti di riferimento di Caesars Entertainment che avevano già investito 484 milioni di dollari nell’e-gaming. In poche parole Wall Street nutre grande fiducia nello sviluppo del gambling su internet.

Non a caso, da quando ha dato il via all’operazione dell’online, Caesars è volata sul listino azionario, guadagnando 30 punti percentuali.

  • Soros, l’uomo che in un giorno affondò lira e sterlina

Soros, il 16 settembre 1992, divenne famoso per aver messo in ginocchio il sistema monetario britannico: ritenendo la sterlina sopravvalutata, il finanziere di origini ungheresi, ha venduto allo scoperto l’equivalente di 10 miliardi di dollari in sterline, guadagnando in un giorno solo 1,1 miliardi di bigliettoni verdi. Dopo quella operazione, la sterlina crollò e la Banca d’Inghilterra dovette sposare scelte dolorose e storiche. Nello stesso giorno attaccò anche la lira, la nostra vecchia moneta, presentando un conto talmente salato che, secondo illustri esperti di economia, ancora oggi l’Italia sta pagando le conseguenze di quella operazione.

La sua specialità sono da sempre le speculazioni valutarie che gli hanno permesso di accumulare un patrimonio personale di circa 7 miliardi, senza contare le quote partecipative nei fondi di investimento da lui controllati.

  • Lo sponsor di Barack Obama

Sponsor elettorale di Barack Obama, è da ritenersi uno dei registi occulti della legalizzazione del poker online in Nevada e New Jersey. Anche per questo motivo, è uno dei rivali di Sheldon Adelson (padrone di Las Vegas Sands, nell’immagine sotto con Soros), repubblicano influente, contrario al gioco online negli States.

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  • La guerra fredda con Adelson

C’è da scommettere che la partita a scacchi è appena iniziata tra i due ricchi miliardari: Soros vuole a tutti i costi la regolamentazione del gambling sul web in tutti gli Stati ma non sarà facile. Adelson è considerato il quinto uomo più ricco degli States, la sua Las Vegas Sands è stata recentemente valutata 60 miliardi di dollari (nonostante un debito aziendale molto pesante, ma con prospettive di guadagno in Asia spaventose) e la sua azione di lobbying è stata verticale ed ad ampio respiro, bloccando ogni tentativo di approvazione di leggi federali. Solo l’anno scorso ha speso 100 milioni per finanziare la campagna elettorale del partito Repubblicano.

Wall Street però confida nel rapporto stretto tra Obama e Soros, una delle ragioni per le quali i finanzieri della Grande Mela vedono un futuro roseo per il business del poker online a stelle e strisce. Non è un caso se in questi anni Caesars ed MGM hanno goduto dei favori della Casa Bianca, ma non sarà una passeggiata.