Gioco legale e responsabile

Business

Il gioco legale in Italia: in 12 anni si è passati da 880mila videopoker clandestini a €10 miliardi di gettito garantito allo Stato

Quanto vale il gioco per lo Stato? Nel 2016 l'Erario si assicurato €10 miliardi (gettito +22%). Ecco i numeri e i fatti che è necessario conoscere, al netto della demagogia e dei luoghi comuni diffusi da alcuni movimenti politici. Perché le misure proposte rischiano solo di favorire il mercato nero.

Scritto da
07/12/2016 10:19

2.845


Durante la campagna elettorale referendaria abbiamo assistito all’ennesimo attacco al settore del gioco legale pubblico, con il solo scopo di rastrellare voti a destra e sinistra. Un’offensiva feroce basata su preconcetti e tanta disinformazione. Alla fine le proposte messe in campo, avrebbero ottenuto l’effetto contrario di quanto promesso agli elettori.

pier-paolo-baretta

Il Sottosegretario Pier Paolo Baretta sta cercando di mediare tra gli enti locali ed il Governo sulla eccessiva presenza di slot nel territorio e su altre misure anti-gambling

L’autogoal e l’assist (involontario) alle mafie

Alcuni movimenti politici avevano proposto il divieto totale della pubblicità con lo scopo di “sconfiggere le mafie” (come si è letto in alcuni blog che vanno di moda in questo momento) oltre che le dipendenze (vedremo in seguito che non sarebbe cambiato niente anche su questo fronte).

In caso di accoglimento della Commissione Bilancio della Camera di questa proposta, si sarebbe ottenuto il risultato opposto: a vincere – nel lungo periodo – sarebbero state proprio le organizzazioni criminali, con l’oscuramento dell’offerta legale, mentre sul fronte della ludopatia non si sarebbe risolto nulla.

Ma questa non è una forzatura, bensì una conclusione logica, alla quale sarebbe arrivata qualsiasi persona, anche poco esperta e che conosce a malapena le dinamiche del settore.

Durante la campagna referendaria, ssi sono fatte allusioni (sempre in questi blog di riferimento di alcuni movimenti politici) a casi di processi di organizzazioni criminali che gestivano siti online. Bene, queste piattaforme di gioco non erano autorizzate da ADM, erano fuori dal circuito legale italiano (erano network dot com) ed erano impossibilitati a far pubblicità nel nostro paese.  Tutto questo può essere sintetizzato in una sola parola: disinformazione.  

Confronto Bonus Poker

Questo comparatore confronta i bonus di benvenuto attualmente verificabili sui bookmaker italiani. Questa tabella ha una funzione informativa e i bookmaker sono mostrati a rotazione casuale.

Obiettivi condivisibili, ma vanno perseguiti con strumenti adatti

La volontà di alcuni esponenti politici di voler risolvere il gravissimo problema della ludopatia è condivisibile, ma è una lotta che va vinta con gli strumenti giusti (accesso alle macchinette con le tessere sanitarie?), non con slogan elettorali. Ed i danni collaterali, provocati da queste proposte superficiali (e per nulla tecniche) sarebbero molto gravi.

Innanzitutto, il ban penalizzerebbe solo il gioco online autorizzato (che è solo il 4% della spesa) e non avrebbe alcun riflesso sul rapporto perverso degli italiani con le slot.

Ma con il proibizionismo, i nostri connazionali continuerebbero a giocare come hanno sempre fatto: lo farebbero però nei circuiti non autorizzati, quindi senza possibilità di alcuna tutela e con un gravissimo danno per l’Erario.

Quanto incassa lo Stato dal gambling pubblico

Nel caso di ban definitivo della pubblicità (e quindi rafforzamento dell’offerta illegale) e abolizione (o riduzione) di alcuni giochi, quanto perderebbe lo Stato italiano?

  • Poche ore fa sono state rese pubbliche le cifre del settore con dati molto interessanti ed indicativi: nei primi 10 mesi del 2016 sono stati incassati cash 9,8 miliardi di euro dal settore.
  • Le entrate erariali sono cresciute nel 2016 del 22% (a causa del deciso aumento della tassazione imposto nella Legge di Bilancio del 2015) ma la spesa per i giocatori è rimasta di fatto stabile.
  • I giocatori hanno vinto nel 2016, 77 miliardi di euro, con una spesa effettiva di 17,6 miliardi (+2,9%) secondo i dati elaborati dall’agenzia Agimeg.
  • La raccolta lorda supererà – a fine anno-  i 94 miliardi (dato in crescita del 7,3%), processo favorito proprio dall’emersione del mercato illegale e soprattutto dall’aumento della pressione fiscale.

La spesa e l’emersione dell’offerta illegale

E’ necessario considerare che la spesa è molto simile ai dati dell’anno scorso (si è registrato un lieve aumento pari al 2,9%): un dato giustificato dal fatto che l’offerta legale ha rubato spazio ed eroso quella illegale e non autorizzata. Quindi, di fatto, la spesa effettiva è – a logica – diminuita. Di certo non è cresciuta.

Per questo motivo penalizzare i concessionari (che alcuni partiti politici vogliono  oscurare definitivamente) sarebbe un grave errore e un assist (involontario) a chi opera in modo illegale. Apprezziamo la buona fede nelle intenzioni, ma l’errore tecnico sembra tanto palese quanto banale.

slot-machines-italia

Nel 2004: rete di 800.000 video poker clandestini

Vi cito un dato: nel 2004 erano presenti sul territorio italiano ben 800.000 videopoker gestiti in maniera clandestina (fonte Astro), un flusso di denaro che non finiva sicuro nelle casse dello Stato… Quella rete è stata smantellata.

CONFRONTO BONUS CASINO'

Questo comparatore confronta i bonus di benvenuto attualmente verificabili sui casinò online italiani. Questa tabella ha una funzione informativa e i concessionari sono mostrati a rotazione casuale.

E’ però arrivato il momento di regolamentare il settore e risolvere il conflitto con le Regioni: non a caso il Sottosegretario al Ministero dell’Economia Pier Paolo Baretta stava cercando di mediare tra le posizioni (legittime) degli enti locali e quelle dello Stato, perché qualsiasi Governo (di qualsiasi colore) ha necessità di garantire che quel flusso di denaro venga incassato dallo Stato e non finisca in circuiti illegali. Ma l’attuale crisi rischia di resettare tutto il lavoro di mediazione svolto finora.

La strada: regolamentare e tutelare i minori!

E’ giusto regolamentare (in particolare proteggere i minori) ma il proibizionismo tout court porterebbe solo a ridare un vantaggio ad investitori con capitali di dubbia provenienza.

Anche l’industria del gioco online legale deve impegnarsi a fare in modo che la legge del 2015, sulla regolamentazione degli spot pubblicitari, sia rispettata alla lettera. 

Come detto, oscurare i brand dei concessionari affonderebbe in maniera definitiva l’egaming (che rappresenta solo il 4% della spesa degli italiani) e favorirebbe i siti esteri dot com. Il ban della pubblicità (proposto da MS5 nella Legge di Stabilità) non avrebbe – è bene ribadirlo – alcuna influenza sulla spesa degli italiani nelle slot. Per questo motivo sembra evidente l’errore palese di valutazione.

Il gettito del gioco legale: ossigeno puro per l’Erario

Quest’anno l’Erario ha incassato – fino ad ora – 9,8 miliardi di euro cash che – può non piacere – sono puro ossigeno per le casse dello Stato, considerando che l’attuale legge di bilancio (nelle prossime ore dovrebbe essere approvata in Senato con un voto di fiducia sul testo) è ritenuta insufficiente dalla Commissione Europea ed è probabile a marzo una nuova mini-manovora.

Certo, la lotta alla ludopatia è una priorità per tutti, ma è una ardua sfida che deve essere perseguita e monitorata con mezzi e strumenti efficaci  e non con soluzioni estemporanee dettate solo da emotività e demagogia (per la cronaca: gli spot televisivi sono già stati regolamentati l’anno scorso con una legge ad hoc già molto penalizzante per i concessionari).

Gioco legale: impiegate 120mila persone solo nel settore slot

L’industria del gioco legale impiega solo nel settore di Slot e Vlt la bellezza di 120mila persone (come riporta sempre Astro). Non osiamo immaginare quanto sia il dato complessivo del settore.

Riportiamo un passaggio del comunicato stampa proprio di Astro che anticipa quali saranno le conseguenze dalle ultime scelte politiche intraprese nelle ultime due Leggi di Bilancio:

“…. un settore che conta su 120mila addetti, ma che non ha partiti amici, né referenti privilegiati, né interlocutori preferiti, mentre ha migliaia di stipendi che presto non potrà pagare, ha migliaia di location che presto dovrà abbandonare (svilendo il valore immobiliare di intere città), ha centinaia di milioni di euro di affidamenti bancari (in una quindicina di istituti) che si volgono all’inevitabile deterioramento, ma soprattutto ha una “concorrenza” rappresentata dal gioco illegale già pronta a far ripiombare il Paese nella stessa situazione in cui si trovava prima del 2004, con 800.000 videopoker gestiti clandestinamente.

La riforma del gioco lecito è stata delineata nelle ultime due leggi di bilancio, ma l’unico cambiamento prodotto – conclude la nota di Astro – è stato un indebolimento delle imprese per oltre 2 miliardi di euro, con precarizzazione della condizione per migliaia di imprese e migliaia di addetti”.

Tu cosa ne pensi? Lascia il tuo commento