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In 5 creano bot e truffano migliaia di giocatori per 586.000$, ma i giudici...

Vi ricordate dei 14 account bannati in Svezia dalla poker room di stato Svenska Spel? Cinque giocatori nordici facevano uso di bot, ovvero software illegali capaci di giocare ininterrottamente a poker ai tavoli NL50 fino a NL500. Nel 2013 però furono sorpresi con le mani nella marmellata.

La poker room svedese ha avuto il merito di denunciarli alle autorità. D'altronde si tratta di un vero cancro per il poker online. Per esperti ed attenti osservatori, su alcune piattaforme, la diffusione dei bot ha toccato livelli imbarazzanti e sarebbe l'ora che diversi netwotk iniziassero a fare una seria pulizia, anche se la magistratura non sembra molto propensa ad appoggiarli, almeno a giudicare da quello che è successo la scorsa settimana in Svezia.

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Per gli esperti, questi programmi sono capaci di giocare un poker non troppo profittevole, ma comunque vincente in maniera marginale.

In tutti i casi, gli imputati accusati di fare uso di bot sono stati condannati in prima istanza per frode aggravata per aver progettato un software per giocare a poker online. La scorsa settimana però è arrivata la doccia fredda.

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La Corte d'Appello svedese ha infatti assolto i 5 giocatori incriminati. La condotta criminosa non è stata non riconosciuta (hanno fatto effettivamente uso di bot), ma i giudici scandinavi li hanno assolti perché "non è dimostrato che la procedura ha comportato danni alle parti civili o un guadagno per gli imputati, almeno nel modo previsto dalla fattispecie del reato di frode". Senza dubbio una sconfitta per l'industria dell'e-gaming.

E pensare che Svenska Spel aveva congelato i 14 conti e risarcito per 586.000 dollari le vittime dei bot. Per la room scandinava sono stati danneggiati migliaia di players. Ma per i giudici non è così.

Questa sentenza è senza dubbio la dimostrazione di come i codici penali delle varie giurisdizioni europee debbano essere rivisti ed aggiornati alla luce delle nuove condotte criminose che vengono poste in essere ogni giorno online. Gli enti regolatori inoltre dovrebbero aggiornare i regolamenti di gioco e usare il pugno duro contro questo tipo di truffe.

Editor in chief - Giornalista e analista betting
Luciano Del Frate è giornalista iscritto all’Ordine da oltre 25 anni e vive a Malta dal 2012. Laureato in Giurisprudenza, è specializzato nei sistemi regolatori del settore gaming e nella comunicazione del gioco legale in Italia. Dopo gli inizi tra quotidiani e televisioni, dai primi anni 2000 lavora nel mondo delle scommesse come consulente, approfondendo da vicino le dinamiche del mercato internazionale. Dal 2010 fa parte della squadra di Assopoker, dove racconta poker, betting e industria del gioco con un approccio tra analisi, esperienza e passione. Malato di sport fin da bambino, non ha mai smesso di inseguire quel sogno nato sfogliando il Guerin Sportivo