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Las Vegas: la poker room del Bellagio si rifa il look

La poker room del Bellagio è stata il gioiello della Strip di Las Vegas sin da quando il casinò ha aperto nel 1998 e soprattutto durante la prima ondata del boom del poker. La Bobby’s Room è ben presto diventata una leggenda, per le sue partite di cash game high stakes; ma anche le altre sale, per anni, hanno fatto il tutto esaurito praticamente ogni sera.

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Ad un certo punto, però, qualcosa si è rotto. La situazione del poker negli USA, soprattutto dal Black Friday in avanti, ha un po’ smorzato l’entusiasmo del grande pubblico nei confronti del poker e i numeri della sala del Bellagio hanno cominciato a calare sensibilmente. Per contro, il numero delle lamentele da parte dei giocatori ha iniziato a salire.

Così, il management del casinò ha deciso di sostituire Doug Dalton, l’ex direttore delle operazioni per il poker, con due giovanotti che hanno saputo fare carriera al Bellagio grazie alle loro idee: Craig Lumpp e Sean McCormack. I due hanno iniziato dal basso, prima di salire di livello e arrivare alle più ambite posizioni manageriali.

I due si sono accorti che c’era parecchio da fare, ma ben presto tutti – dai capoccia ai frequentatori abituali della poker room – si sono resi conti che Lumpp, McCormack e il loro staff avevano tutte le intenzioni di riabilitare l’immagine della sala da poker del Bellagio.

“L’obiettivo era prendere quella che era già una buona room e migliorarla – ha dichiarato Lumpp in una recente intervista rilasciata a Bluff.com – Abbiamo fatto tanti piccoli cambiamenti, nell’aspetto della sala e nel modo in cui gestiamo giornalmente il business. La cosa bella è vedere le persone che continuano a tornare. Molti hanno sempre amato venire qui al Bellagio, e anche quando le cose non andavano al meglio, volevano comunque il bene della room. Il nostro obiettivo era fare in modo che questi clienti tornassero e restassero”.

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Tra i cambiamenti più apprezzati dai giocatori c’è sicuramente il sistema Bravo, un’applicazione che permette tutta una serie di benefici inclusi l’abilità di vedere la lista delle partite praticamente in tempo reale. Anche il layout della room è stato cambiato, lo scorso settembre. “Abbiamo tolto tre tavoli e sembra che ne abbiamo tolti 20 – ha affermato McCormick – Il layout è diventato molto più bello”.

Recentemente, alcuni giocatori locali hanno approcciato lo staff proponendo l’idea di organizzare diversi tornei da 25.000 $ di buy-in, con field più piccoli e un’atmosfera magari più informale e amichevole rispetto al WPT Five Diamond World Poker Classic (tanto per fare un esempio di un torneo di livello che si disputa al Bellagio).

“Un piccolo gruppo di giocatori, professionisti e uomini d’affari, volevano eventi da uno o due giorni con buy-in elevati – ha svelato Lumpp – Volevano semplicemente giocare a poker perché amano questo gioco… e magari per guadagnare un po’ di soldi. Sono contentissimo di questi eventi e sono sorpreso che le persone abbiano continuato a parteciparvi per tutta la loro durata. Non sono come un Main Event, dove ti tocca affrontare 6.000 giocatori”.

Uno dei problemi principali del recente passato, brillantemente risolto, erano i limiti più bassi. “Gestire molto bene gli high stakes non è mai stata una cosa messa in dubbio, penso che siamo in grado come tutte le altre poker room nel mondo. Ma la cosa bella della nostra sala è che i giocatori low limit hanno la possibilità di provare qualcosa che altrove non c’è – afferma Lumpp – Ti puoi sedere al tavolo da $1/$3 in mezzo alla sala e vedere le partite più ricche davanti a te, nella Bobby’s Room. Non è una cosa che succede ovunque”.