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Le sponsorizzazioni nel poker: come sono nate?

greg-raymerL’ingaggio di poker pro sponsorizzati serve sempre alle rooms? E’ un investimento che porta ricchezza e maggiore visibilità? Bisogna partire dalle origini del fenomeno per capire e comprendere fino in fondo le potenzialità di queste operazioni, facendo una rapida premessa.  

Non esiste una regola generale, tutto è dettato dal singolo caso: potenzialità ed investimenti della room, visibilità del giocatore, impatto dello stesso verso il pubblico e molti altri fattori da prendere in seria considerazione come il tipo di mercato: internazionale o interno?

L’idea delle sponsorizzazioni nel poker ha preso slancio nel 2003 e all’origine di tutto c’è sempre lui: Chris Moneymaker. Dopo aver vinto il Main Event WSOP ed essere diventato milionario su un satellite su PokerStars, il giovane contabile diventa l’esempio per molti ragazzi che sognano di diventare ricchi e famosi con il poker. PokerStars non si lascia sfuggire l’occasione e lo mette sotto contratto: il ritorno d’immagine sarà importante per il futuro business della room. 

Stessa storia con un altro dilettante: l’avvocato Greg Raymer vince un satellite live e poi conquista il mondo. Anche lui firma con il sito dell’Isola di Man nel 2004. 

Lo schema è stato ripetuto negli anni dagli esperti responsabili marketing di Stars con Joe Hachem per il mercato australiano e gli altri vincitori del Main Event come Peter Eastgate, Joe Cada, Jonathan Duhamel e Pius Heinz.

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Ma l’impatto di Moneymaker e Raymer è stato decisivo per la visibilità di PokerStars nel Nord America, nel pieno dell’espansione del boom del texas hold’em. Gli altri campioni sono state pedine chiave nella promozione del poker nel mondo, almeno fino all’arrivo dello tsunami del black friday.

Ma gli investimenti marketing effettuati nel biennio 2003-2005 sono stati il trampolino di lancio ed il vero valore aggiunto per la popolarità del poker nel primo mercato mondiale (gli States).  Arriva poi la concorrenza di Full Tilt Poker con un roster da paura, i red pro, Phil Hellmuth con UB.com, ma questa è una lunga storia che vi andremo a raccontare nella prossima puntata.

Fine prima parte – continua

Giornalista e consulente nel settore dei giochi da più di due decenni, dal 2010 lavora per Assopoker, la sua seconda famiglia. Ama il texas hold'em e il trading sportivo. Ha "sprecato" gli ultimi 20 anni della sua vita nello studio dei sistemi regolatori e fiscali delle scommesse e del gioco online/live in tutto il Mondo. Editor in Chief.