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Lock Poker, crack da 15 milioni: players defraudati. La vita da ballas di Jen Larson

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22/04/2015 11:10

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Da Lock Poker sono passati campioni di primo rango come Chris Moorman, Mike Mizrachi, Annette Obrestad, Leo Margets, Paul Volpe, Melanie “Callisto” Weisner, Eric Lynch, Jason Lee, Matt Stout e tanti altri. Players di spessore e dal forte richiamo mediatico, da far crepare d’invidia anche il team pro di PokerStars.

La proprietaria canadese Jennifer Larson non ha badato a spese, ma prima o poi bisogna fare i conti.

Con grave ritardo, pochi giorni fa, l’ente regolatore di Curacao ha staccato la spinga e sospeso la licenza, così la celebre poker room è andata offline. Il sito è ancora attivo ma il client non si connette ai server e non è possibile scaricare il software. Sono invece ancora aperti i tavoli del casinò.

La cosa drammatica è che si parla di un buco di 15 milioni di dollari, l’ammontare dei bankroll dei players.  Denaro sparito in un’enorme voragine.

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Annette Obrestad: il suo matrimonio con Lock Poker non si è rivelato longevo

La decisione del regolatore di Curacao arriva a due anni, dalle prime (e prevedibili) difficoltà finanziarie del sito. Già nell’agosto del 2013, Lock Poker era stato declassato dall’ Online Poker Offshore Payment Processing Report, una sorta di rating mensile internazionale. La room inglese non era più ritenuta affidabile. Dall’aprile 2014 non vengono più effettuati cash out.

Uno scandalo senza fine, visto che la vicenda di LockPoker ricorda – con le debite proporzioni – da vicino quella di Full Tilt: anche in questo caso, i fondi dei giocatori venivano utilizzati per le spese più pazze e – almeno a leggere le dichiarazioni di una ex dipendente – a mantenere lo stile di vita da ballas proprio della proprietaria Jennifer Larson.

Secondo l’ex portavoce Shane Bridges – in un’intervista a PokerFuse – Jen Larson abusava dei fondi dei giocatori: “non si accontentava di bottiglie di vino dal valore inferiore a 500 dollari. Era sempre ubriaca e faceva scorrere fiumi di champagne”. Sull’attendibilità delle parole dell’ex dipendente non possiamo metterci la mano sul fuoco, ma le sue dichiarazioni non sono mai state smentite o contestate pubblicamente in un’aula di tribunale.

Ristoranti alla moda, viaggi in prima classe, shopping sfrenato e Lock Poker è caduta a pezzi. “I giocatori non vedranno mai più i loro soldi”.

A prescindere della vita ballas della discussa Jennifer Larson, c’è una matrice comune che lega il probabile fallimento di LockPoker con altri celebri crack nel poker (Everleaf, Full Tilt): il sequestro dei fondi da parte delle autorità statunitensi, nel rispetto della legge federale UIGEA. Dal momento della confisca, LockPoker è andata in difficoltà. Da quel momento è iniziato un lento ma inesorabile declino.

Per questo motivo, diffidate sempre delle rooms che operano in modo non autorizzato negli States: prima o poi i nodi vengono al pettine…

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