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Su poker app cinese scommesso pot da $8,6 milioni. Pechino fa chiudere una room da $7 milioni al giorno di raccolta

Poker app cinesi nel mirino delle autorità di Pechino. Un'inchiesta mette a nudo il giro milionario di partite high stakes online. Alcuni regular italiani giocano su queste piattaforme.

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07/11/2018 15:30

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Il Governo di Pechino ha deciso di dire stop anche alle social poker app: alcune di esse servivano come paravento per coprire scommesse real money (anche ingenti) nel poker online tra giocatori asiatici. In settimana ha inoltre ordinato la chiusura di due importanti poker rooms: PokerKing e Poker Tribe che erano disponibili in Cina su IOS e Android.

Poker King in Cina raccoglieva ogni giorno gioco per 50 milioni di yuan, pari a 7,1 milioni di dollari. I proprietari della piattaforma – secondo CalvinAyre – hanno fatto pagare milioni di dollari in commissioni calcolate sulle vincite dei players.

Pechino ha dettato uno stop deciso a tutto il gioco illegale e, come noto, la Cina è uno dei pochi Stati che riesce a controllare i milioni di contenuti che sono pubblicati su internet, grazie ad un imponente firewall che è un pò una sorta di “Muraglia Cinese“.

Secondo Freedom House, la libertà su internet in Cina è in continua decrescita (per l’ottavo anno di fila) e paesi come Russia e Uganda stanno seguendo l’esempio del Governo con gli occhi a mandorla.

Vi è un controllo molto forte da parte dell’apparato centrale e il poker ed il gambling online sembrano finiti nel mirino. Ad aprile, molte social app sono state chiude in una sola giornata che rimarrà alla storia come The Chinese Black Friday.

In generale dall’1 giugno in Cina è illegale qualsiasi forma di gambling con pene molto severe (si può arrivare anche alla pena di morte in casi estremi).

Le conseguenze sul mercato sono state drastiche: le World Series of Poker (WSOP) avevano firmato un accordo con il colosso Tencent Poker per spingere l’app mobile delle WSOP. Il World Poker Tour è invece di proprietà di un’altra società cinese: Ourgame International che voleva sviluppare un piano di espansione del brand in Cina ed in Asia in generale.

Come abbiamo più volte denunciato in alcune piattaforme cinesi illegali giocano anche players italiani che, in alcune occasioni, sono rimasti “fregati” con i cash out. Per questo motivo abbiamo sempre pensato che la liquidità internazionale fosse il modo migliore per tutelare i cittadini e giocatori italiani, riportandoli nei circuiti legali ed autorizzati.

Le poker social app cinesi spesso sono servite come copertura per veri e proprio giochi di cash game high stakes. Soldi finti solo sulla carta, in realtà con il coinvolgimento di una fitta rete di agenti (e con transito di valigette piene di denaro contante), quei giochi sono ed erano real money.

Nell’ultimo anno e mezzo sono state arrestate più di 70 persone per gioco d’azzardo che operavano sulle piattaforme Wechat e QQ di Tencent. Le autorità hanno certificato che su queste piattaforme di poker, la somma significativa più importante scommessa è stata pari a 60 milioni di yuan, circa 8,6 milioni di dollari.

 

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Allo stesso tempo oltre 8mila account sono stati bannati su WeChat (la piattaforma social media più famosa in Asia) per gioco d’azzardo illegale.

Ed ora è stato servito l’ultimo boccone amaro con la chiusura delle due poker room real money in Cina: Poker King e Poker Tribe.

Come accennato, Poker King raccoglieva 50 milioni di yuan (7,1 milioni di dollari) in scommesse giornaliere prima della chiusura. Il Governo sta monitorando non solo il gambling. E’ stato ordinato a Tencent di rimuovere diversi contenuti pornografici su WeChat che ha portato alla chiusura di 1.706 utenti in pochi giorni. La piattaforma – in ogni caso – può vantare un miliardo (!) di profili.

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