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Poker e tasse: quanto pagano Ziigmund e Kelopuro (3a parte)

ilari-sahamiesLe autorità fiscali svedesi – da dodici mesi a questa parte – stanno applicando una politica di rigore e poco tollerante nei confronti dei giocatori di poker professionisti.

 

Il recente blitz a Stoccolma, a casa di Anton Wigg (vincitore dell’EPT di Copenaghen), ne è la conferma.

Un anno fa, gli agenti di polizia svedesi (su indicazioni della temibile agenzia fiscale Skatteverket), accompagnati dagli ufficiali giudiziari, hanno fatto irruzione nelle case di molti poker players, confiscando non solo pc e telefonini, ma anche beni di un certo valore e somme ingenti di denaro, a titolo cautelare (per garantire il futuro pagamento delle multe contestate in caso di condanna per evasione). 

L’agenzia svedese contesta le vincite non dichiarate sui siti extra UE (dipende dal posizionamento dei server e dall’ente che rilascia la licenza), nei casinò fuori dallo spazio economico europeo e i proventi derivanti dai contratti di sponsorizzazione.

Una regola adottata – da anni – non solo in Svezia ma anche in Norvegia, Finlandia, Islanda e nel piccolo enclave del Liechtenstein. Si tratta di una normativa compatibile con il principio comunitario di divieto di doppia imposizione. Con ogni probabilità, questo criterio sembra – da un punto di vista interpretativo – la più corretta ed in futuro, sarà adottata da molti governi dell’Unione.

Fino a poco tempo fa, in Svezia era applicata un’aliquota pazzesca del 30% su ogni singolo pot vinto nel cash game: una norma che aveva indotto i pro a trasferirsi all’estero o non dichiarare i redditi imponibili. La normativa è però stata rivista negli ultimi mesi (l’analizzeremo più avanti).

Rispetto al resto d’Europa (ad eccezione dell’Olanda e della Spagna), nei paesi scandinavi vi sono normative vigente ad hoc per il poker online e la dichiarazione delle vincite extra UE è pacifica, nel periodo antecedente al 2012, maturate sui siti FullTiltPoker e PokerStars.com.

Ad esempio,il noto giocatore high stakes Ilari ‘Ziigmund’ Sahamies paga da anni le tasse al governo finlandese: nel 2009 è risultato il contribuente under 30 più facoltoso, dichiarando un imponibile pari a 1,7 milioni di euro. Per quella fascia di reddito, Sahamies ha dovuto versare il 50% dei suoi guadagni maturati sulle rooms extra UE all’erario

Nel 2008 invece il buon Ziigmund aveva dichiarato 1 milione, maturato su FullTiltPoker. Ville Mattila nel 2009 è stato il secondo poker players nella speciale classifica, con un reddito imponibile di 660mila euro

Per sottrarsi alla tenaglia del fisco finlandese, Patrik Antonius  vive a Montecarlo, in compagnia dell’amico danese Gus Hansen. Anche a Copenaghen non scherzano (soprattutto da quest’anno che il mercato è stato regolamentato): il fisco applica un’aliquota progressiva del 45% sui primi 4 milioni e del 75% su redditi superiori.

Per questo motivo, considerando la sua mega vincita nel Main Event WSOP nel 2008, a Las Vegas, Peter Eastgate vive a Londra (come dal 2011 Viktor Blom).

Non sempre però lasciare la propria casa mette al riparo i players dall’occhio vigile degli ispettori: il governo finlandese è molto rigoroso ed ha contestato l’effettività della residenza monegasca a Sami Kelopuro.

Il motivo scatenante è stato il mancato pagamento del bollo delle auto di proprietà del player di Helsinki che nel 2008 ha versato all’erario finlandese circa 800.000€, dichiarando 1.693.482 € (vincite maturate su Full Tilt Poker), risultando il 20esimo contribuente finlandese, davanti a banchieri e top manager. Nel 2007 LarsLuzak aveva dichiarato un reddito pari a 530.000€. Due anni dopo ha deciso di andare a vivere a Montecarlo e di godere dei vantaggi fiscali che offre il Principato di Monaco.

Nella prossima puntata analizzeremo il “modello” svedese che offre una normativa molto dettagliata (disciplina anche il rakeback ai fini fiscali) e scopriremo quali sono i criteri per stabilire quali sono i siti che operano fuori dai confini dell’Unione Europea.

Come pagano le tasse i giocatori in Europa – fine terza parte – continua

Poker: come pagano le tasse i giocatori in Europa – prima parte – seconda parte – terza parte – quarta parte

Poker online e tasse: guida per i poker players italiani: prima parte – seconda parte