
“Stiamo lavorando - ha rivelato Alejo - ad un progetto che consentirà ai poker players spagnoli di poter giocare in altre giurisdizioni che accetteranno le nostre condizioni e che riscontrano già la nostra fiducia come l’apparato legislativo italiano e francese”.
In futuro i nostri grinder potranno dare vita a sfide di livello internazionale con i colleghi transalpini ed iberici. Alejo è convinto che “sarà un primo passo per arrivare un giorno ad un mercato unico dell’online”.
La situazione degli altri paesi però è ancora troppo confusa: “la Germania vieta ancora il gioco online mentre la Gran Bretagna, il primo mercato, entrerà nel progetto ma nel medio termine”.
Quella di Alejo è però una conferma importante: il progetto non è solo sulla carta ma AAMS, Arjel e DGOJ continuano a lavorare da mesi, senza sottovalutare la compartecipazione del Regno Unito che ha rivoluzionato la propria politica nell’-egaming.
Il nodo principale sono i problemi fiscali riscontrati dai giocatori francesi ma soprattutto iberici e che rischiano di rendere poco attrattive le future piattaforme comuni.

