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Poker online: i big escono dal mercato in Svizzera, PokerStars cerca deal con casinò locale

Terremoto nel mercato del poker online in Svizzera con GVC ed altri bookmakers costretti a lasciare il paese con le nuove leggi. La strategia di The Stars Group.

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19/01/2019 10:14

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Dall’ 1 gennaio le nuove leggi in Svizzera sul gambling sono entrate in vigore e la maggior parte dei casinò online e bookmakers stranieri hanno dovuto sospendere le operazioni. GVC Holdings ha ritirato dal mercato i suoi principali brand: Bwin e PartyPoker visto che tutte le trattative per siglare un accordo con un casinò partner locale sono naufragate.

La nuova legge impone agli operatori del poker online (come in altre giurisdizioni come Belgio e New Jersey) di lavorare in partnership con una sala da gioco svizzera che è titolare della licenza anche per il gioco da remoto.

Bwin-Party non sono riusciti in questi mesi a siglare un deal e, almeno per il momento, rimangono fuori dai giochi per quanto riguarda il poker online.

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Per GVC Holdings il mercato elvetico rappresenta solo l’1% delle revenues globali, l’impatto stimato quindi sarà minimo. Nello scorso settembre, i vertici della società britannica avevano annunciato che erano in corso trattative con una realtà locale ma le negoziazioni sono fallite.

D’altronde è noto a tutti quanto siano tosti gli svizzeri quando bisogna trattare di business.

Anche The Stars Group al momento rimane in stand-by ma rumors che filtrano dalla confederazione elvetica danno per imminente un deal con un casinò del posto.

PokerStars ha già dato l’addio ai propri clienti dei casinò online. Rimane ancora attivo il poker in attesa di nuovi accordi.

Per il poker online dovrebbe esserci una fase di transizione, almeno fino a luglio, quando saranno rilasciate le prime effettive licenze. Da quel momento, i soggetti non autorizzati non saranno più graditi.

 

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Anche Mr Green (appena comprato dal bookmaker inglese William Hill) e NetBet hanno salutato i propri clienti svizzeri.

Sulla testa degli operatori pende poi una spada di Damocle: la clausola dei 5 anni di buona condotta, periodo nel quale non devono aver raccolto gioco non autorizzato. Ma questo aspetto si presta a diverse interpretazioni.

Proprio l’applicazione di questa clausola sarebbe all’origine della ritirata strategica di GVC: Bwin in questi anni avrebbe spinto parecchio con pubblicità e politiche di affiliazioni parecchio aggressive in Svizzera, almeno da quanto sostengono attenti osservatori elvetici.

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