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PokerStars: le ragioni della vendita. Le nuove strategie

La vendita di PokerStars e Full Tilt Poker è senza dubbio l’operazione del decennio per quanto riguarda il mercato del poker online. Ma proviamo ad analizzare l’affare nel dettaglio, cercando di capire quali saranno gli scenari futuri ed i motivi che hanno indotto gli azionisti di Rational Group a cedere.  

 

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Stati Uniti 

A nostro avviso, sono soprattutto tre le ragioni che hanno indotto la famiglia Scheinberg a vendere PokerStars e Full Tilt Poker: la prima è da ricercarsi nella posizione rigida da parte della Gambling Commission del New Jersey che ha dato il “buongiorno” a PokerStars nei nascenti mercati degli States.  In poche parole, i commissari del NJ sono stati chiari: se Isai Scheinberg non si presenta davanti ai giudici di New Jork, nel processo Black Friday, non vi sarà spazio per Rational Group (la holding che detiene i diritti sui marchi delle due rooms). Sono state le autorità del New Jersey a suggerire la vendita, seguendo già l’esempio del Nevada.

  • Gran Bretagna e Germania

In Europa non va molto meglio. A dicembre, nel Regno Unito, il sistema delle licenze sarà rivoluzionato e le autorizzazioni saranno concesse dall’ente di controllo governativo britannico, con un cambio drastico della tassazione (15% sul rake) in uno dei principali mercati europei, nel quale Stars opera con una concessione dell’Isola di Man (con un prelievo fiscale a dir poco esiguo, per usare un eufemismo). 

Al momento, il numero maggiore di clienti proviene dalla Germania, ma anche qui le incognite legali sono dietro l’angolo. Il settore non è ancora stato regolamentato. I governi regionali vorrebbero farlo, ma l’esecutivo federale è contrario. 

  • Russia

Il futuro internazionale del business dell’e-gaming è sempre più in discussione a causa delle resistenze del Governo russo. PokerStars.com è stata la prima piattaforma ad essere oscurata dai principali internet service provider di Mosca e, al momento, una percentuale importante dei giocatori sulla room internazionale, proviene proprio dalla Russia. Con il traffico mondiale in calo, perdere anche i players dell’est sarebbe un colpo pesante da digerire.

  • Futuro

In estrema sintesi, con i mercati “grigi” chiave in forte discussione, PokerStars non può più permettersi di rimanere fuori dagli States. Quello che sta accadendo in California è emblematico, con la maggior parte delle tribù indiane (che gestiscono il business del gambling) contrarie alla presenza di Rational. 

L’uscita di scena della famiglia Scheinberg dalle cariche ufficiali del gruppo, può agevolare l’ingresso negli USA. Amaya, nel comunicato, ha espresso forte ottimismo in questo senso. 

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  • Leadership interna

Bisognerà poi verificare se Mark Scheinberg e suo padre Isai manterranno delle quote (ipotesi al momento non ipotizzata dai comunicati) ma è certo che la guida del gruppo sarà sotto il controllo del CEO di Amaya, David Baazov. Lo stesso Mark Scheinberg ha espresso fiducia nelle capacità del nuovo amministratore delegato.  E’ chiaro che la ripresa del mercato mondiale passa dagli States e PokerStars non poteva permettersi di rinunciarvi e doveva trovare una soluzione.

  • Strategie Full Tilt Poker

Amaya Gaming ha già fatto sapere che saranno riviste le strategie del gruppo. Full Tilt Poker implementerà la sua offerta nei casinò (sfruttando tutti i prodotti e i giochi di Amaya) e si trasformerà in un nuovo bookmaker (la società canadese dispone di un software per la gestione avanzata del betting) . Le scommesse sportive saranno uno degli asset del gruppo (non negli States però dove sono vietate). Questi i tre core business della red room:

– casinò online
– scommesse sportive
– gaming sociale

Tutto si incastra alla perfezione: Amaya dispone dei software necessari per l’ampliamento necessario dell’offerta nei casinò e nelle scommesse. Con ogni probabilità, verrà solo sacrificato un asset che, al momento, risulta doppio: Ongame Poker Network. I mercati finanziari hanno però reagito in maniera molto positiva.

Segui gli aggiornamenti di Assopoker sulla vendita dell’anno. Nel prossimo articolo i dettagli finanziari dell’operazione

Editor in Chief Assopoker. Giornalista e consulente nel settore dei giochi da più di due decenni, dal 2010 lavora per Assopoker, la sua seconda famiglia. Ama il texas hold'em e il trading sportivo. Ha "sprecato" gli ultimi 20 anni della sua vita nello studio dei sistemi regolatori e fiscali delle scommesse e del gioco online/live in tutto il Mondo.