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Sole 24Ore: “proibizionismo danno per il gettito nei giochi da €2,3 miliardi”

L'Istituto per la competitività ha calcolato che il danno per le entrate fiscali, a causa delle nuove norme sui giochi, può arrivare fino a €2,3 miliardi. Il problema è che le novità non tutelano i giocatori e favoriscono il mercato illegale e le mafie, oltre a danneggiare la concorrenza dei concessionari (che pagano le tasse e danno occupazione). Nel frattempo le casse dello Stato devono subire un colpo durissimo.

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24/02/2019 10:30

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L’ Istituto per la competitivitàI-com, ha elaborato uno studio sul nuovo proibizionismo nei giochi introdotto dall’attuale Governo. La ricerca dal titolo “Nuovo proibizionismo, quale impatto?” pubblicato dal Sole 24 Ore ha evidenziato che i volumi nei giochi in Italia potrebbero calare da un minimo di 14,4 miliardi fino ad un massimo di 21,6 miliardi di euro.

Tradotto, per l‘Erario il danno è quantificabile da una cifra minima di 1,5 miliardi fino ad arrivare a 2,3 miliardi persi. Un bel buco considerando che si sta discutendo con la Commissione europea di una potenziale manovra bis a carico degli italiani.

Il massacro dei giocatori di slot e Vlt: altro che tutele…

Il problema è che i giocatori con i nuovi payout (introdotti dal Decreto Dignità e dal Decreto sul reddito di cittadinanza e quota 100) perderanno ancora di più e saranno destinati ad un vero massacro, peggio di prima. Inoltre i giochi saranno meno attrattivi e sarà favorita l’offerta illegale. Quindi si tratta di misure che da una parte danneggiano le entrate fiscali e dall’altra rafforzano l’illegale mentre i giocatori sono ancor meno tutelati e le loro perdite esponenziali in giochi come Slot e Vlt.

Il favore ai siti non autorizzati

Il divieto di pubblicità è poi un chiaro favore ai siti non autorizzati. Su questo non ci piove.

L’istituto per la competitività, nel suo studio, evidenzia che l’aumento della tassazione nei giochi, il ban della pubblicità, l’incremento della tassa della fortuna, i distanziometri portano a “sovrastimare l’effetto sperato di una riduzione del consumo”. In realtà i players sono destinati a trasferirsi in mercati paralleli mentre il bilancio dello Stato piange sempre di più.

L’indiscrezione: altra manovra da 500 milioni di euro nei giochi?

Arriva dal Ministero delle Finanze un’indiscrezione: i tecnici avrebbero chiesto un’ennesima manovrina ai Monopoli. E’ necessario preparare un piano per recuperare dai giochi altri 500 milioni di euro. Il rumor potrebbe essere confermato nei fatti dopo le elezioni Europee.

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Il ban della pubblicità colpisce soprattutto il web dove l’incubo dell’illegale è sempre più pressante. Alcuni bookmakers .com sono premiati dai motori di ricerca (mentre le società concessionarie italiane sono danneggiate) e stanno apportando strategie marketing molto aggressive, come invio di tagliandi con bonus in buste sigillate bianche ai potenziali clienti scommettitori.

La ricerca

Agipronews segnala alcuni passaggi interessanti della ricerca: “Parte della riduzione, infatti, si trasferisce sul mercato “grigio” o illegale che, nel caso dei giochi, è facilmente fruibile soprattutto via web. In realtà l’impatto immediato si avrebbe sui prezzi del gioco con un relativo aumento. E questo a partire proprio dalle misure restrittive in tema di pubblicità. La minore informazione potrebbe agire riducendo le attese di vincita e dunque la raccolta, aumentando il prezzo relativo approssimato dalla differenza tra giocata e vincita unitaria”.

Sempre secondo lo studio “il prezzo sul mercato legale potrebbe aumentare a causa della maggiore concorrenza sul mercato illegale o grigio, più facilmente fruibile data la riduzione delle informazioni utili all’utente per distingure tra le differenti tipologie di gioco lecito o meno“.

“Con un’elasticità della domanda dei giochi al prezzo pari a 1,5 applicata al mercato italiano dei giochi, si registrerebbe un aumento del prezzo del 10%. Sul mercato si tratterebbe di una riduzione della raccolta di almeno il 13% che equivarrebbe a 14,4 miliardi in meno raccolti sull’intero portafoglio del gioco. In una ipotesi conservativa, si legge nelle conclusioni dello studio, in cui l’incidenza dell’Erario sulla raccolta resti pari a quella osservata nel 2016 (10,9%), la corrispondente riduzione del gettito fiscale sarebbe pari a circa 1,6 miliardi di euro. Se i prezzi aumentassero del 15%, la riduzione della raccolta arriverebbe a valere 21,6 miliardi di euro, con una corrispondente riduzione dell’Erario per 2,3 miliardi di euro. Una riduzione che, se applicata agli ultimi dati 2017 resi noti il 12 febbraio scorso dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli – dove la raccolta è salita a 101 miliardi e le entrate statali a oltre 11 miliardi – la raccolta si ridurrebbe di 15,2 miliardi, con una perdita di gettito 1,7 miliardi nel caso di un aumento dei prezzi ridotti. Nel caso, invece, di un incremento p elevato del prezzo del gioco sul fronte della raccolta si registrerebbe una potenziale riduzione oltre 22,5 miliardi e per l’Erario la perdita si attesterebbe sui 2,5 miliardi di euro”.

Il disastro finanziario sembra annunciato anche per le entrate fiscali in un settore strategico per le finanze pubbliche.

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