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Quando il ‘Lupo’ mandò in rovina Full Tilt e il poker USA

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Con ogni probabilità, il destino del “Lupo” Daniel Tzvetkoff ha  influenzato in maniera decisiva le sorti del poker online mondiale degli ultimi tre anni, contribuendo al crack finanziario di Full Tilt Poker e Absolute e causando grossi ammanchi a PokerStars.com.

Siamo nel 2008 ed il Governo federale degli States, stringe le maglie a due anni dall’entrata in vigore dell’UIGEA: per i siti di gioco è sempre più difficile far “girare” il  denaro e garantire i cash out ai players.  In questo modo, Dave Tzvetkoff stringe alleanze molto pericolose con il “Papa” Curtis Pope e John Scott Clark che creano un vero e proprio network per la gestione dei flussi finanziari. Ed iniziano a fioccare perdite e ammanchi.

Instabill a fine 2008 riscontra gravi problemi di cash flow: il Dipartimento di Giustizia e l’FBI mettono in atto azioni volte a frenare i pagamenti delle poker rooms. La società di Daniel Tzvetkoff si vede confiscare depositi bancari per circa 20 milioni di dollari, ma è solo l’aperitivo per Full Tilt e PokerStars.

I buchi iniziano ad intensificarsi soprattutto per gli intermediari e, a catena, per tutta la filiera (rooms, agenti e giocatori): il denaro deve girare in tutte le banche del mondo, anche nei  posti più impensabili e nel 2008 Tzvetkoff si trova a pagare il conto con la guerra dell’Ossezia del Sud, tra Georgia e Russia.  Ha 10 milioni di dollari bloccati in una banca georgiana: il paese è in tilt a causa delle voci di un’imminente invasione russa. 

Nonostante tutto, parte con un jet privato e si reca a Tiblisi per convincere  i manager dell’istituto di credito a consegnargli il denaro, ma il tentativo risulta vano mentre le bombe  esplodono nelle strade adiacenti. L’australiano deve ripartire in fretta perché i russi oramai sono a pochi chilometri dalla capitale: solo una robusta mazzetta ad un funzionario della dogana gli consente di decollare e salvarsi per un soffio dalle bombe di Putin.

I guai maggiori però glieli crea Curtis Pope che fa un doppio gioco alle sue spalle (da vero squalo) e  “svuota” le casse della sua creatura Instabill.  E’ il colpo finale.

In realtà, i problemi hanno origini più lontane: Sciacca e Tzvetkoff, fino al 2008,  non hanno una visione molto chiara dei costi operativi della loro società e solo dopo aver assunto un manager finanziario, si rendono conto che certe spese non potevano permettersele.

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Con ogni probabilità, la causa dei problemi di cash out per i giocatori americani nel 2009, sono dovute in gran parte alle peripezie finanziarie di Tzvetkoff e dei suoi amici.

La società è rimasta senza fondi ma riesce ad ottenere prestiti per tamponare la  falla finanziaria ed evitare di perdere i clienti migliori (PokerStars e Full Tilt Poker). Secondo l’autore del libro sulla sua vita, James Leighton, è la stessa room dell’Isola di Man a coprire gli ammanchi di Instabill per garantire i rimborsi ai propri players. 

Tzvetkoff ha dato la sua parola a Isai Scheinberg (padrone di Rational Group) e i due concordano un piano di rientro.  L’australiano ritorna dall’Isola di Man con l’accordo sulla parola che può rilanciarlo, ma Pope gli tira un colpo basso: fa fallire Instabill, bloccando i fondi dei prestiti appena ottenuti, destinandoli ad altri “lidi”. E’ l’inizio della fine per Tzvetkoff e il poker statunitense, PokerStars regge il colpo ma Full Tilt inizia a vacillare insieme ad Absolute. Si sta innescando un domino per la red room che nel 2011 la porterà a sfiorare il fallimento. 

Fine seconda parte – continua

La storia del lupo del poker online – prima parte

Giornalista e consulente nel settore dei giochi da più di due decenni, dal 2010 lavora per Assopoker, la sua seconda famiglia. Ama il texas hold'em e il trading sportivo. Ha "sprecato" gli ultimi 20 anni della sua vita nello studio dei sistemi regolatori e fiscali delle scommesse e del gioco online/live in tutto il Mondo. Editor in Chief.