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Riess paga 3,5 milioni in tasse, Loosli batte il fisco

Quanto devono pagare al fisco i November Nine? Secondo una prima stima, dei 25,9 milioni di montepremi in palio, ben 9,6 milioni di dollari andranno nelle casse dell’erario dei paesi di origine dei finalisti del Main Event WSOP. A rimanere beffato solo il fisco francese, considerando che Sylvain Loosli è residente a Londra ed è l’unico che non verserà un centesimo.

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Secondo l’esperto fiscalista Russ Fox, il vincitore  Ryan Riess dovrà lasciare per strada la bellezza di 3.478.818, pari al 42%. Ed il biondo campione è stato anche fortunato, perché è residente a Las Vegas e nello Stato del Nevada le vincite sul gambling sono esenti.

Ma per l’IRS (l’agenzia fiscale statunitense), mister Riess dovrà pagare – in base ad un’interpretazione di Russ Fox – sia l’imposta federale sul reddito sia la “federal self-employment”, essendo un giocatore professionista. The Beast verserà circa 3,4 milioni.

Anche Jay Farber è residente a Vegas ed inoltre, è un player dilettante: per questo motivo sarà meno tartassato rispetto al rivale, ma la differenza è minima: il suo tax rate sarà – con ogni probabilità – del 39%, pari a poco più di 2 milioni.

Esce vincente da questa particolare sfida Sylvain Loosli: il francese da anni è residente a Londra, proprio per ragioni fiscali. Per Russ Fox è lui il reale vincitore del Main Event. Se fosse rimasto in Francia, avrebbe pagato il 49%. Ed invece Loosli non verserà nulla, perché il trattato bilaterale fiscale tra Gran Bretagna e Stati Uniti prevede l’esenzione sulle vincite derivanti dal gioco d’azzardo per i residenti dell’UK. Inoltre, a Londra e dintorni, sia gli amatori che i giocatori professionisti non sono tenuti a fare alcuna dichiarazione.

JC Tran dovrà invece pagare tasse sia allo Stato della California (13,3%) che all’IRS  e non potrà godere del 47,56% della sua vincita lorda. Oltre un milione sarà spartito tra le due agenzie fiscali.

Per Russ Fox il canadese Marc-Etienee McLaughlin, perderà il 30% delle sue vincite (come ritenuta alla fonte) anche se avrà la facoltà di presentare una dichiarazione per detrarre altre eventuali perdite derivani dal gioco maturate negli USA.

Dovrà inoltre pagare imposte – con ogni probablità – al fisco canadese e alle autorità provinciali. Ma il regime fiscale in Canada per i poker players non è così chiaro come negli Stati Uniti. Una cosa però è certa: le autorità del Quebec sono più sensibili e aggressive nei confronti dei giocatori. Ma la giurisprudenza nel paese Nord Americano è alterna e per nulla coerente. Un pro residente nella regione della British Columbia ha – di recente – vinto un ricorso e non dovrà pagare alcune tasse sul reddito all’AdE canadese.

Nel Quebec i redditi più alti vengono tassati del 50%. Con il 30% già trattenuto, McLaughlin ha comunque un credito d’imposta. Il player pagherà circa il 49,50% nel complesso.

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Michael Brummelhuis vive ad Amsterdam. Il trattato fiscale bilaterale tra Stati Uniti e Olanda esenta il suo reddito dalla mannaia dell’IRS. Nei Paesi Bassi è prevista un’aliquota del 29% però sulle vincite derivanti dal gambling.

David Benefield (New York City) in questi mesi ha continuato a ripere che non è più un giocatore professionista. Se sarà accolta la sua tesi risparmierà un bel pò di dollari, ma dovrà comunque rinunciare al 46% di quanto vinto durante il Main Event. Mark Newhouse (residente a Los Angeles) pagherà circa 322.000$ (poco più del 44%).

Vediamo il bilancio finale dei November Nine con le vincite lorde e nette a confronto, secondo il blog di Russ Fox:

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