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La Svizzera punta sul poker: tornei live con cap a 200 franchi. Online regolamentato, i piani di PokerStars e Playtech

La Svizzera apre agli operatori stranieri per il poker online, il blackjack e la roulette. La nuova legge prevede delle partnership con i 21 casinò locali. PokerStars e Playtech stringono nuovi accordi.

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20/11/2018 15:03

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La Svizzera ha regolamentato il gioco del poker sia live che online. Dall’1 gennaio saranno consentiti tornei “per amatori”, con un cap ben preciso per quanto riguarda il buy-in pari a 200 franchi, circa 175 euro. I montepremi non potranno superare i 20.000 franchi (17.550 euro). Per l’opinione pubblica locale i cap sono già molto alti. E’ molto probabile che questo tipo di tornei saranno autorizzati non solo nei casinò ma anche nei circoli che sono una realtà elvetica consolidata da anni, ma al centro di vecchie querelle giudiziarie.

In ogni caso, ai casinò elvetici (in eterna crisi) viene data un’opportunità importante: poter chiedere una licenza per un’offerta di gioco online autorizzata e legale. Le case da gioco potranno sottoscrivere accordi con poker rooms internazionali per promuovere il poker online ma non solo. Gli altri giochi autorizzati sono la roulette e il blackjack online.

E’ già stata stabilita una procedura: PokerStars.com e tutte le rooms internazionali dovranno chiudere i conti dei clienti residenti in Svizzera ma potranno re-indirizzarli ad un’offerta dedicata proprio al mercato elvetico. I siti che non otterranno l’approvazione verranno oscurati.

PokerStars ha una quota di mercato pari al 72% circa della spesa dei residenti svizzeri e sembra si sia già mossa per sottoscrivere una partnership con alcuni casinò locali. Lo stesso sta facendo Playtech.

Gli operatori potranno presentare una domanda che sarà esaminata dal Consiglio Federale. Chi verrà autorizzato potrà iniziare ad operare dal’1 luglio 2019.

I 21 casinò quindi potranno lavorare per il poker online con operatori internazionali. La legge prevede anche una sezione sulla protezione dei giocatori ed in particolare alla lotta alla dipendenza. E’ stata sviluppata una procedura per bloccare i soggetti a rischio che già in passato avevano chiesto un’esclusione dal gioco. Rigorosa anche la normativa contro il riciclaggio di denaro.

 

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“In Svizzera la nuova legge dovrebbe entrare in vigore il prossimo anno”, ha detto Brian Kyle, CFO di The Stars Group, in una recente conference call con analisti – come evidenzia PokerIndustryPro“e stiamo cercando di offrire i nostri prodotti di poker e casinò in collaborazione con un casinò locale entro il 2019”.

“Anche La Svizzera rappresenta un grosso mercato per noi”, ha commentato il CEO di The Stars Group Rafi Ashkenazi. “Negli ultimi due anni è cresciuto molto e speriamo di continuare a farlo perché c’è un bel slancio positivo negli affari nel mercato elvetico”.

Rispondendo ad una domanda di un analista, Ashkenazi ha rivelato di stimare che l’azienda controlla una quota di mercato del 72% del gioco d’azzardo online elvetico.

Playtech ha bruciato le tappe ed ha già annunciato una partnership con il gruppo Swiss Casinos, che gestisce quattro sale nel paese. Il gruppo con sede a Zurigo ha annunciato la scorsa settimana di aver scelto la software house anglo-israeliana come partner per i giochi da casinò online.

“Siamo lieti di aver trovato in Playtech un partner innovativo e di esperienza internazionale”, ha dichiarato Marc Baumann, CEO di Swiss Casinos Group. “Questo ci consentirà di mettere a disposizione dei nostri clienti in Svizzera un’offerta interessante.”

C’è però una spada di damocle che pende sulla testa degli operatori internazionali: la clausola di buona reputazione che è prevista nella legge. La clausola viene valutata retroattivamente. Ad una prima lettura, sembra che il Consiglio Federale debba valutare l’operato delle rooms nei 5 anni precedenti. Se hanno accettato gioco real money in Svizzera non hanno diritto ad alcuna licenza. Questa clausola però paralizzerebbe il mercato, perché colpirebbe tutti gli operatori di gioco, compresi PokerStars e Playtech.

Il quotidiano svizzero Aargauer Zeitung, a luglio, ha sottolineato che “provider come PokerStars, Interwetten e Bwin” (a titolo di esempio) non potrebbero operare. Ma la clausola sembra non fare sconti a nessuno. Il problema è che riguarda tutte le gaming company straniere, difficilmente il mercato potrebbe partire in condizioni simili.

Playtech, Swiss Casino e The Stars Group danno un’interpretazione diversa alla clausola e, con ogni probabilità, il Consiglio federale si pronuncerà prima di gennaio sulla questione.

Per quanto riguarda la tassazione, vi sarà un’aliquota base applicata del 20% sulle revenues lorde che crescerà in base al fatturato.

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