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Casinò News Italia: a rischio mille posti di lavoro. La retromarcia del Governo su Campione. Quale futuro per Saint Vincent?

Il Governo sembra intenzionato ad aprire un tavolo di confronto per il Casinò di Campione. Ma preoccupa anche Saint Vincent tra ipotesi di privatizzazione e scenari più foschi. A rischio mille posti di lavoro nel settore delle sale da gioco.

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06/09/2018 12:47

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C’è una luce di speranza per quanto riguarda il Casinò di Campione d’Italia. Nel meeting convocato dal Prefetto di Como, nella giornata di ieri, con i sindacati presenti (in rappresentanza dei lavoratori del comune e della sala dagioco), è stata ufficializzata l’apertura di un tavolo di confronto con il Governo, al Viminale, presso il Ministero degli Interni, con i collaboratori di Salvini comunque disposti ad un confronto. Senza dubbio una buona notizia per tutti i 400 ed oltre lavoratori del casinò.

Se questo Governo, lato 5Stelle si è dimostrato assolutamente indifferente ed irresponsabile riguardo il lavoro e l’occupazione nel mercato del gioco. Di Maio ed i suoi hanno dichiarato a più riprese di infischiarsene del destino dei circa 200mila occupanti del settore, trattati come lavoratori di serie B, ma quando entreranno in vigore determinate norme previste nel decreto dignità i disoccupati si conteranno a migliaia così come un crollo del gettito per miliardi (solo l’introduzione della tessera sanitaria avrà un impatto importante sui conti pubblici).

La retromarcia del Governo

Ora però sembra esserci un’inversione di tendenza almeno per quanto riguarda il Casinò di Campione. Una bella retromarcia, come è avvenuto in queste ore per i No Vax (a seguito anche dei blitz dei NAS nelle scuole),  per lo sforamento del 3% nel rapporto debito-Pil, per il daspo a vita nel decreto anti corruzione etc etc etc.

Nei prossimi giorni, il responsabile di gabinetto del ministero incontrerà una delegazione sindacale. E si riunirà anche la Commissione per la stabilità finanziaria degli enti locali (che dipende dal Viminale). La commissione dovrà decidere il destino di 86 dipendenti del Comune (su 102) messi in mobilità. Una parte di quei dipendenti sono ispettori del casinò (avevano il compito di vigilare sui tavoli della sala da gioco).

E’ intervenuto il sottosegretario all’Interno Stefano Candiani che però ha preso le distanze: “Non ho mai ricevuto il dossier Casinò perché la delega ai giochi è del Ministero dell’Economia – dice l’esponente varesino della Lega al Corriere di Como – io mi occupo soltanto del dissesto finanziario del Comune. Vanno rispettati i dettami normativi. Certo è che su questa vicenda servirebbe più pragmatismo e meno protagonismo. Soprattutto da parte degli amministratori locali”.

Vi è quindi un rimpallo di deleghe e competenze tra il Viminale e il Ministero dell’Economia? Uno dei tanti misteri della complessa vicenda di Campione. L’onorevole Candiani ha escluso un intervento legislativo. Ma è logico che se non dovesse essere approvato il bilancio del Comune e il consiglio comunale dovesse essere sciolto, a quel punto dovrebbe intervenire il Governo con la nomina dei commissari per la gestione dell’ente locale.

Tra Campione e Saint Vincent a rischio 1000 posti di lavoro

Una situazione complessa, la speranza è che il dialogo tra Governo e le parti coinvolte aiuti ad individuare una soluzione per il presente, ma anche per il futuro. Ma l’agenda dei lavori sembra dettata dall’improvvisazione. Ed altri 600 posti di lavoro sono a rischio oltre ai 400 di Campione.

Futuro in bilico anche al Casinò di Saint Vincent e di certo questo quadro politico instabile (con cambi di idee e di opinioni repentini) non aiuta. L’incertezza aumenta.

In Valle d’Aosta, l’apprensione per il destino della sala da gioco è tangibile anche tra le forze politiche. Epav è preoccupata in caso di chiusura sulle ripercussioni sociali: “Oltre 600 lavoratori qualificati rimarrebbero senza occupazione con le conseguenti ripercussioni economiche sulle famiglie e sulle comunità di Saint Vincent e Chatillon, comuni già provati in questi anni, che sarebbero devastanti. A testimonianza di quanto affermiamo sono eloquenti le dichiarazioni del sindaco di Campione Roberto Salmoiraghi dopo la chiusura del Casinò: ‘la cittadina è morta’.

“Malgrado le difficoltà di questi ultimi anni, malgrado la pubblicità negativa generata da una politica perennemente in guerra, la Casinò Spa – sottolinea Epav con un comunicato – ha una media di ricavi annui di oltre 60 milioni di euro. Una azienda che fattura 60 milioni di euro non deve fallire, è necessario parametrare i costi alle entrate e lavorare per migliorare gli incassi dal punto di vista del marketing, della comunicazione e dell’ottimizzazione dei costi”.

“La Casinò Spa – afferma Epav – garantisce benefici importanti alla collettività valdostana, rappresentati dal ritorno finanziario del 10 percento dei proventi da gioco; dal ritorno finanziario dei dieci decimi delle imposte dirette (Ires Irap) e delle ritenute d’acconto sui redditi da lavoro dipendente e altre imposte. Per il Comune di Saint Vincent esiste un ritorno anche per i tributi locali e gli effetti positivi di un flusso turistico che sta crescendo sempre di più e riscuotendo successo”.

Si privatizza? Pronta una cordata in Valle d’Aosta

Per evitare un caso simile a Campione, sono state pubblicate alcune indiscrezioni interessanti nei giorni scorsi: sarebbe pronto un piano per privatizzare il casinò con un primo investimento di 150 milioni secondo quanto riporta Gioconews. Gran parte dei finanziamenti per sostenere questo piano ci sarebbe una banca d’affari internazionale, alcuni fondi di investimento e De Vere Concept che gestisce già i tornei. La Regione della Valle d’Aosta riceverebbe un assegno annuale di circa 20 milioni di euro. Rispetto al clima di incertezza attuale, sarebbe un bel passo in avanti.

D’altronde la privatizzazione delle sale da gioco in Italia pare l’unica idea sostenibile. Le gestioni pubbliche, tra ingerenze dei partiti e dei sindacati, hanno fallito su tutta la linea. Campione ne è una testimonianza evidente. Ma difficilmente nei prossimi anni questa ipotesi verrà accolta, considerando il clima politico che si è venuto a creare intorno al gioco d’azzardo nel paese.

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