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Kelly Sun: la partner di Ivey vince 3 milioni a baccarat al Foxwoods ma non la pagano e i giudici…

La partner di Phil Ivey è riuscita a baccarat a battere il banco anche di un casinò nel Connecticut, ma la Corte Suprema ha difeso la sala da gioco per un vizio di forma.

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19/04/2017 11:30

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Cheung Yin Sun, meglio conosciuta come Kelly Sun, è la regina dell’edge sorting, negli Stati Uniti la chiamano “Queen of Sorts”. La donna che nel 2012 con Phil Ivey ha sbancato i tavoli di baccarat del Borgata di Atlantic City e il Crockford’s Casinò di Londra, è stata coinvolta in un altro caso controverso.

Kellly Sun

Kelly Sun (photo courtesy of Neil Stoddard – Rational Group)

Kelly Sun si è vista trattenere vincite per 3 milioni di dollari anche dal Foxwoods Resort Casino, sala da gioco del Connecticut che appartiene alla tribù nativa dei Mashantucket Pequot. La donna asiatica, con altre due complici donne, ha ancora una volta applicato la tecnica dell’edge sorting (sfruttando un difetto di fabbricazione delle carte) ad un tavolo di baccarat, in tre diverse sessioni, alternando le partner al suo fianco.

Il casinò però si è rifiutato di pagare le vincite totali ritenendo la tecnica non regolare. La controversia è finita in tribunale con un piccolo giallo. Il nome della donna differisce nei  due procedimenti: davanti ai giudici di Atlantic City, nella documentazione risulta il nome di Cheung Yin Sun invece che Cheng Yin Sun ma non ci sono dubbi sulla sua identità.

La regina del baccarat viene beffata dai giudici supremi

L’avvocato del Foxwoods, Marvin Vining ha confermato: “ha giocato con diverse partner al nostro casinò e tutte e tre le cause legali sono leggermente diverse, ma in tutte le sessioni le donne hanno usato la stessa tecnica dell’edge sorting”.

La gambler asiatica ha senza dubbio un edge sul banco ma non nelle aule dei tribunali. La doccia fredda per Cheung Yin Sun è arrivata dalla Corte Suprema: per un vizio di forma, il ricorso non potrà essere giudicato nel merito.

Secondo i supremi giudici, l’operatore tribale proprietario del Foxwoods gode di un’immunità riconosciuta dalla costituzione degli Stati Uniti. La Corte è stata fedele ad altri illustri precedenti.

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Kelly Sun ha due occhi di falco: riesce a distinguere i difetti del dorso delle carte e capire, di conseguenza, il valore delle stesse

Pertanto fate attenzione: se frequentate in futuro un casinò gestito dagli indiani (negli USA sono parecchie le case da gioco), potete anche non essere pagati. Non avete alcun tipo di tutela se la sala da gioco decide, in modo arbitrario, di non onorare i propri debiti di gioco (un caso simile è successo in Irlanda di recente ma per un’altra questione, essendo i debiti derivanti dall’azzardo obbligazioni “naturali” con una tutela giuridica “minore”).

A causa quindi di tale protezione nei confronti dei nativi che gestiscono il Foxwoods, Cheung Yin Sun non potrà neanche provare a tutelare le proprie ragioni davanti ai giudici, discutendo nel merito questa controversa vicenda. Beffate anche le due complici Long Mei Fang e Zong Yang Li.

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