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Coronavirus: retromarcia del Casinò di Venezia, le sale chiudono fino all’1 marzo

Il Coronavirus ferma il gioco. Dopo una prima decisione di lasciare i casinò aperti a Venezia, arriva la retromarcia e le due sale da gioco lagunari resteranno chiuse fino all'1 marzo. Stessa decisione per le sale da gioco in Lombardia.

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24/02/2020 12:50

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I casinò restano aperti

Prima si e poi noi. La situazione a Venezia muta di minuto in minuto e così dopo aver ufficializzato che le due sale da gioco sarebbero rimaste aperte, arriva la notizia della chiusura temporanea del Ca’ Vendramin e del Ca’ Noghera. Fino all‘1 Marzo entrambe resteranno chiuse per precauzione e dunque cambia ancora lo scenario nella città lagunare anche per quello che concerne il gioco. Un passo indietro notevole del Casinò di Venezia.

Ricordiamo che in mattinata, mentre Venezia è alle prese con alcuni casi del virus che hanno portato al blocco delle attività e alla sospensione di eventi come il Carnevale, i due casinò della città avevano deciso di restare aperti. Una sfida e un messaggio importante quella lanciata dalle due case da gioco lagunari.

Poi, poco dopo le 12 arriva la notizia della chiusura e quanto pare non bastavano le misure prese dai due casinò: pulizia certosina dei locali e conseguente disinfestazione,  un altissimo numero di distributori di detergente disinfettante per le mani e mascherine per i dipendenti.

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Una decisione che aveva creato molti malumori, quella di rimanere aperti, considerando che una buona parte della clientela dei casinò di Venezia (soprattutto al Ca’ Noghera di Mestre) è rappresentata da cittadini cinesi. Poi la retromarcia che sembra mettere tutti d’accordo.

In Lombardia chiuse le sale da gioco

Il Coronavirus  ferma le attività delle sale da gioco in Lombardia. La regione con il maggior numero di casi e decessi a causa del virus ha imposto una sorta di blocco di tutte le attività: dalle scuole al lavoro, dai luoghi di svago e sport, fino appunto alle sale da gioco. Restano chiuse quindi sale bingo, sale scommesse, sale slot e poi tutta una serie di luoghi ludici: come circoli poker, associazioni di Bridge e molto altro ancora.

Queste misure di prevenzione quindi, se da una parte limitano giustamente il contatto fra possibili persone infette, dall’altra rischiano di mettere in ginocchio un settore già penalizzato da tasse altissime e divieti in base al decreto dignità. La quarantena imposta in Lombardia rischia di pesare sull’economia generale e di conseguenza su quella del gioco per le sale autorizzate. Vedremo nei prossimi giorni l’evolversi della situazione, ma il 2020 rischia seriamente di lasciare il segno su tutto il settore.

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