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Kelly Sun: chi è la donna con la ‘vista a raggi X’ che cerca vendetta sui casinò. E che potrebbe rovinare Phil Ivey

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13/09/2017 14:50

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Kelly Sun, qui con Phil Ivey all’uscita da una delle udienze

Il suo nome lo avete letto più volte nella vicenda legata a Phil Ivey e alle accuse di edge sorting che potrebbero costargli milioni di dollari. Ma Chen Yun Sun, meglio nota come Kelly o “the queen of sorts”, non è semplicemente la partner di Ivey nelle sue scorribande a Baccarat. Si tratta di un personaggio tutto da scoprire…

L’ereditiera gambler e un debito di troppo

Kelly Sun è una donna sulla quarantina, che viene da Hong Kong ed è figlia di un ricco industriale, da anni deceduto. Fin da ragazza, Kelly aveva iniziato a perdere molti soldi al casinò: si stima che abbia mandato in fumo circa 20 milioni di dollari, dell’eredità di suo padre.

Ad ogni modo lei non si curava molto delle perdite, ma c’è stato un episodio che ha cambiato la sua vita. Per un debito di 93mila dollari, l’MGM la mandò in prigione.

La galera, la vendetta: così nasce “the queen of sorts”

“Fui in galera per tre settimane. Le altre donne mi prendevano di mira e le guardie non mi lasciavano neanche indossare la mia biancheria intima. Persi 12 chili e non uscii fino a quando un parente non si presentò con 100.000 dollari per ripianare il debito, raccontava Kelly Sun, tempo addietro, a Michael Kaplan del New York Times. Da lì il proposito di vendetta: “Decisi che un giorno mi sarei ripresa i miei soldi giocando nei casinò di MGM”.

Uscita di prigione, Kelly Sun trascorse ben 4 anni con una unica occupazione: studiare il dorso delle carte in modo da riuscire a scovare ogni imperfezione, anche la più insignificante. Con l’allenamento, e soprattutto grazie a una vista fuori dal comune, Kelly arrivò ad essere in grado di identificare un difetto anche inferiore a un trentaduesimo di pollice. Memorizzate questa misura perchè ci tornerà utile più tardi. Comunque, tradotto nelle nostre unità di misura, significa essere in grado di vedere un’imperfezione anche minore di 0,8 millimetri.

Kelly Sun in una bella foto di qualche anno fa

Questa abilità valse a Kelly Sun l’appellativo di “Queen of sorts“, fama che poi le fece incontrare Phil Ivey.

Con il 10 volte campione WSOP la Sun aveva iniziato a fare coppia fissa, e una delle mete predilette era il Borgata di Atlantic City. Guarda caso, casinò di proprietà di MGM: la vendetta di Kelly Sun si poteva dunque consumare.

L’ennesimo colpo di scena

Poi arrivarono le note vicende giudiziarie, i soldi bloccati, le accuse di edge sorting, le udienze, le sentenze. L’ultima, di fine anno scorso, condannava Ivey e la Sun a restituire gli oltre 10 milioni vinti, ma Phil aveva fatto ricorso in appello.

In attesa del terzo e ultimo grado di giudizio, negli ultimi giorni sono trapelati particolari molto interessanti. Pare infatti che, parallelamente a quella contro Ivey-Sun, il Borgata abbia fatto causa anche a Gemaco, azienda produttrice delle carte richieste dal duo durante le loro sessioni, e i cui difetti di fabbricazione sarebbero stati all’origine delle perdite del casinò. A quanto pare, però, le cose non stavano proprio così.

“Imperfezioni irrilevanti”

Secondo quanto riporta John Brennan di NorthJersey.com, i legali di Gemaco avrebbero depositato una memoria difensiva, che al punto 15 recita questo: “Sun ha confermato di essere in grado di identificare imperfezioni su qualsiasi carta, indipendentemente da chi ne sia il produttore. Sun ha inoltre affermato che la marca delle carte è irrilevante, e che ella è in grado di acquisire un vantaggio e identificare le imperfezioni n quasi tutte le situazioni.”

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Da tale memoria difensiva si evince anche che lo standard di legge ammette imperfezioni alle carte fino a un massimo di 1/32 di pollice, e che le carte Gemaco in questione rientrano in tale standard. Bingo, per Kelly Sun, che insieme a Phil Ivey chiedeva ai dealer di girare le carte di 180°, con la scusa della scaramanzia.

Abilità o dolo? La parola ai giudici

Dunque, la sua straordinaria abilità visiva (capace di vedere difetti inferiori a 1/32 di pollice) sarebbe l’unica ragione del vantaggio acquisito nei confronti del casinò, nel conseguire quelle vincite milionarie. Difficile stabilire se tale abilità si possa mai identificare come fraudolenta. O meglio, a stabilirlo saranno i giudici della U.S. Third Court of Appeal…

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